L’arte del collezionare: grandi opere al Mart di Rovereto

Due mostre basate su due collezioni e un focus su un’artista contemporaneo.

Il Mart di Rovereto, polo culturale simbolo della contemporaneità, con la piazza circolare disegnata da Mario Botta, con al suo interno un patrimonio artistico che attraversa oltre 150 anni di storia, ha appena presentato due mostre basate su due collezioni e un focus su un’artista contemporaneo.

Le mostre sono dedicate rispettivamente alla raccolta del collezionista Luigi Ferro, “Storia di L.F. Visioni di un collezionista”, alla donazione del mecenate Vincenzo Paolillo, “Atlante. La collezione Paolillo al Mart” e il focus su “Marco Ferri. Abbi dubbi”, da un’idea di Vittorio Sgarbi, Presidente del Mart, appena aperte, che si concludono il 15 giugno 2025.

Luigi Ferro è uno dei maggiori collezionisti di arte italiana del Novecento, scomparso venti anni fa. Dal 2006 la sua raccolta è in deposito al Mart di Rovereto, nota come “la Collezione L. F.”. Dopo quasi vent’anni dall’ultima esposizione, avvenuta nel 2007, si presenta al pubblico con un nuovo allestimento.  

Definita “un tesoro” per la presenza di opere straordinarie come una delle celebri “Piazza di Italia” dipinte negli anni Venti da De Chirico, insieme ad altre sue otto opere, un raro “Autoritratto” di Giorgio Morandi, anche lui in mostra otto volte, poi il “Povero pescatore” di Sironi, il “Ritratto di Madame M.S.” di Gino Severini e il “Nudo di spalle” di Umberto Boccioni.

E tanti artisti ancora, Campigli, Casorati, Carrà, Marino Marini, de Pisis, Balla, Fontana, un importante disegno di Gustav Klimt e un acquarello di Kandinskij. Anche due auto d’epoca, una Lancia Aurelia B24 S del 1955 e una Ferrari 265 GTB del 1966, quest’ultima appartenuta a Clint Eastwood.

Sono circa 50 le opere che testimoniano un Luigi Ferro collezionista scrupoloso, che, insieme alla moglie Carla Riboni, ha raccolto diversi capolavori del Novecento italiano.

Curata da Denis Isaia, la mostra illustra la biografia sentimentale di Luigi Ferro, un uomo nato in un ambiente umile che con caparbietà e intelligenza insieme ai successi imprenditoriali, e conquistato dall’arte, è diventato un raffinato collezionista. “Storia di L.F.” è un racconto di passione e sentimento, ma soprattutto la visione colta di un uomo dalle rare qualità. Il catalogo della mostra “Storia di L.F. Visioni di un collezionista” ha contributi di Camilla Ferro, figlia di Luigi, di Massimo Di Carlo, gallerista e amico, di Vittorio Sgarbi, Presidente del Mart, e di Denis Isaia, curatore della mostra.

“Atlante. La collezione Paolillo al Mart”, una donazione recentemente formalizzata tra le Collezioni del Mart grazie ad Alessandra Tiddia, curatrice e conservatrice del museo. Una parte della consistente raccolta di arte moderna europea ed extraeuropea è ora presentata al pubblico con il titolo “Atlante”.

Nella collezione sono presenti opere del Futurismo con Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, dell’Astrattismo, del Dadaismo con Francis Picabia e Man Ray, del Novecento Italiano con Mario Sironi, Arturo Martini, e dell’Informale, con lavori di Emilio Vedova, Jean-Paul Riopelle, Marc Tobey e Hans Hartung.

Il carattere internazionale della collezione di Vincenzo Paolillo si esprime nelle opere della sezione “Mondi surrealisti”, con paesaggi onirici di Graham Vivian Sutherland, le figure di Francis Bacon e un ritratto di Picabia. Particolarmente importanti per unicità e consistenza è il nucleo di opere dell’Espressionismo tedesco, un settore poco rappresentato nelle collezioni del Mart, con opere di George Grosz, Karl Hubbuch, Otto Dix, Franz Radziwill, Christoph Voll e Rudolf Schlichter.

Parallelamente alla sua attività di avvocato Paolillo ha portato avanti la sua passione per la fotografia subacquea e i reportages di viaggio. Le immagini di luoghi da lui esplorati, talvolta accompagnato dall’amico Gianfranco D’Amato, sono state pubblicate su numerose riviste e costituiscono un “atlante” di forme e colori che riflette, con lo stesso amore, la scelta dei quadri della sua straordinaria collezione. Nella collezione sono presenti anche dei manufatti scolpiti dal popolo Dogon del Mali e dalle popolazioni della Nuova Guinea.

Al Mart il Novecento si confronta con il contemporaneo, con artisti internazionali e con i nuovi linguaggi, come il focus sull’artista Marco Ferri, con opere provenienti dal suo studio. Nato a Tarquinia, classe 1968, la sua ricerca, iniziata da pittura di paesaggio, si orienta verso influssi che vanno dalla cultura etrusca e mediterranea all’astrazione.

Il titolo “Marco Ferri. Abbi dubbi”, a cura di Denis Isaia, si ispira a quell’indeterminatezza dimensionale che caratterizza l’opera dell’artista.

In mostra le opere degli ultimi venti anni dell’artista, tra pittura e scultura. Infatti i dipinti di Ferri sono carichi di tridimensionalità ottenuta con un procedimento materico basato sul togliere più che sull’aggiungere.

Info: Mart Rovereto, +39 0465 670820,

info@mart.tn.it, www.mart.tn.it 

In foto: Giorgio de Chirico (Volo, 1888 – Roma, 1978)
Piazza d’Italia con torre rosa, (1934)
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto deposito Collezione L.F.

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