Dai social all’intelligenza Artificiale e ritorno. Il “viaggio” concentrico sta per partire anche in Europa. La data è quella del 27 maggio. È il giorno in cui Meta inizia a utilizzare i dati degli utenti europei di Instagram e Facebook per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Così, ci saranno anche le tracce private, le emozioni, le opinioni tratte dai post, le immagini di milioni di persone sparse sui social, nell’immenso contenitore di informazioni che servirà per istruire i modelli di Intelligenza Artificiale di Meta. Tutto finirà in una sorta di enorme scaffale. Senza che nessuno, tra gli utenti social, lo abbia mai chiesto. A che cosa servirà questa enorme centrifuga di quello che una volta era custodito nel nostro privato? Il chat bot Meta AI e i modelli linguistici come Llama, utilizzando i dati personali degli utenti attraverso la tecnica del web scraping, potranno migliorare le proprie performances. Almeno questa è l’intenzione di Menlo Park, che ha anche cercato di corroborare l’annuncio con l’intento propagandistico di dare un’identità europea ai modelli di IA utilizzati in Europa.
“Riteniamo di avere la responsabilità di sviluppare un’IA che non sia solo disponibile per gli europei, ma che sia effettivamente costruita per loro – ha dichiarato Meta sul suo sito ufficiale – Ecco perché è così importante che i nostri modelli di IA generativa siano addestrati su una varietà di dati in modo che possano comprendere le incredibili e diverse sfumature e complessità che compongono le comunità europee. Ciò è particolarmente importante man mano che i modelli di IA diventano più avanzati con funzionalità multimodali, che abbracciano testo, voce, video e immagini. Meta ha anche sottolineato di essere orgogliosa che il suo “approccio sia più trasparente rispetto a quello di molti dei nostri omologhi del settore “. Circostanza peraltro effettiva.
A dir la verità, non si tratta neppure di una novità assoluta. Già nel giugno 2024 sulle bacheche degli utenti di Facebook era apparso questo annuncio: “Abbiamo in serbo nuove funzioni IA per te. Scopri come utilizziamo le tue informazioni”. Ora, dopo l’ennesimo confronto con le strutture dell’Unione Europea, l’operazione sembra ripartire in grande stile.
È una sorta di collaborazione implicita quella che Meta mette in campo, C’è sempre, sottotraccia, il concetto di fondo che riguarda anche i social: il colosso digitale offre un servizio di intrattenimento, che tra l’altro tiene occupato l’utente per svariate ore nella giornata. È gratis, ma il colosso digitale utilizza i dati profilati sia in pubblicità che in politica per avere i propri ritorni economici. Il metodo è analogo per l’IA: gli utenti dei social non ottengono nulla in cambio dei propri contenuti rastrellati sui social e non hanno un riconoscimento di copyright. Hanno, però, il cerchietto blu che apre a Meta AI su WhatsApp, accedendo così all’IA senza pagare alcunché. È un patto univoco che caratterizza, del resto, ogni relazione tra colossi digitali e utenti, tra “controllanti e controllati”.
L’unica cosa che possono fare i soggetti a valle del processo è esercitare il diritto di opposizione esplicita all’utilizzo dei propri contenuti social. Afferma il Garante per la privacy: “Gli utenti di Facebook e Instagram, e i non utenti i cui dati possono essere comunque presenti sulle due piattaforme perché pubblicati da utenti, hanno infatti il diritto di opporsi al trattamento dei propri dati personali per l’addestramento dell’intelligenza artificiale di Meta, utilizzando i moduli resi disponibili online dalla società. Questo diritto è esercitabile grazie al GDPR – il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali -, tanto inviso dai colossi big tech. Potrà essere esercitabile anche nei confronti di altri sistemi di IA, come, ChatGPT di OpenAI, DeepSeek e Google.
Ma la strada dell’opposizione è tortuosa, l’esito imprevedibile. In primo luogo, perché non siamo in presenza di una comunicazione martellante in grado di rendere consapevoli le persone che dai loro profili social, tra pochi giorni, verrà estratto tutto ciò che possa essere utile a migliorare le conoscenze delle “macchine” di Zuckerberg. Meta dopo aver comunicato le proprie intenzioni non si è certo spesa per divulgare anche la possibilità dell’opposizione.
In secondo luogo, quali sono le possibilità reali di controllo da parte di chi abbia avanzato opposizione, che poi i contenuti dei propri post o le foto del profilo, siano effettivamente esclusi dall’inglobazione algoritmica finalizzata ad aumentare la potenza di Meta AI?
Inoltre, anche dopo aver eventualmente negato il consenso, alcuni dati potrebbero essere utilizzati per l’addestramento dei modelli IA di Meta. Si legge nel modulo: “Potremmo comunque trattare le informazioni che ti riguardano per sviluppare e migliorare l’IA su Meta, anche se ti opponi o non usi i nostri Prodotti. Ad esempio, questo potrebbe accadere se tu o le tue informazioni: apparite in un’immagine condivisa con tutti sui nostri Prodotti da qualcuno che li usa; siete menzionati nei post o nelle didascalie che qualcun altro condivide sui nostri Prodotti “.
I tempi dell’eventuale opposizione, inoltre, hanno una decisa rilevanza e sono stretti: se il diniego verrà esercitato entro fine maggio, permetterà di sottrarre all’addestramento dell’intelligenza artificiale di Meta tutte le informazioni personali, mentre se esercitata successivamente interesserà solo i contenuti pubblicati da quel momento e non quelli già online. In caso di mancata opposizione, Meta utilizzerà tutti i dati per l’addestramento delle proprie intelligenze artificiali.
Il Garante, con un comunicato, “invita il pubblico a informarsi circa le conseguenze e gli effetti dell’eventuale utilizzo dei propri dati personali per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e a esercitare i propri diritti in maniera libera e consapevole. Mentre i dati pubblicati dagli utenti minorenni sono sottratti di default al trattamento di Meta per l’addestramento delle proprie intelligenze artificiali, non è, tuttavia, escluso che dati relativi a utenti e non utenti minorenni possano essere presenti nei contenuti pubblicati da utenti maggiorenni. In questo caso utenti e non utenti minorenni e chi su di loro esercita la responsabilità genitoriale dovrebbero valutare l’opportunità di esercitare il diritto di opposizione utilizzando il modulo riservato ai non utenti dei servizi di Meta”.
La parlamentare Letizia Giorgianni (FDI) ha portato il tema all’attenzione della Camera dei Deputati: “Ho presentato un’interpellanza al Governo per fare luce sulla decisione di Meta – la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp – di utilizzare, dal 28 maggio, i dati pubblici degli utenti europei per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Una scelta che solleva molte preoccupazioni: mancanza di trasparenza, rischi per i minori, scarsa informazione sull’opposizione al trattamento. La transizione digitale – commenta Giorgianni – non può calpestare il diritto alla tutela dei dati personali”.
Frattanto il Garante sta lavorando con le altre Autorità europee per valutare la conformità del trattamento dei dati personali che Meta ha annunciato di voler porre in essere sulla base del legittimo interesse. L’attenzione dei Garanti è rivolta in particolare alla liceità di tali pratiche, all’effettività del diritto di opposizione e alla compatibilità tra le finalità originarie del trattamento e questo nuovo utilizzo dei dati. Le Autorità, inoltre, hanno chiesto a Meta informazioni sull’uso di immagini di utenti di età inferiore ai diciotto anni pubblicate da utenti adulti.
Il diritto di opposizione è esercitabile compilando i moduli disponibili ai seguenti link:
Opposizione al trattamento per gli utenti Facebook: https://www.facebook.com/help/contact/712876720715583
Opposizione al trattamento per gli utenti Instagram: https://help.instagram.com/contact/767264225370182
Opposizione al trattamento per gli interessati che non utilizzano i prodotti Meta (senza login): https://www.facebook.com/help/contact/510058597920541