La Camera si fa solenne fin dalla mattina per ricevere i sovrani d’Inghilterra. I commessi in frac d’alta uniforme sono schierati in Transatlantico e all’ingresso. L’evento è storico, la prima volta che un re d’Inghilterra parla da quegli scranni . Sono accreditati per seguirlo 130 giornalisti da tutto il mondo, l’appuntamento è per le 14.50.
Solenne anche l’Aula, che comincia a riempirsi quando Carlo III e Camilla stanno ancora visitando il Senato, guidati dal presidente Ignazio La Russa ad omaggiare le statue dei patrioti del Risorgimento e la Sala Garibaldi: l’eroe dei due mondi sarà un protagonista della giornata. Si chiude il tour con la consegna del dono, una riproduzione della campanella del Senato, con incisa una dedica regale. Poi via verso Montecitorio.
La mattinata era stata intensa per i sovrani inglesi. Aperta dall’incontro a Villa Pamphili con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, condito da sorrisi, chiacchiere informali e un unico commento finale, postato su X dalla premier, per “sottolineare la storica amicizia tra le nostre Nazioni”. C’è ancora un altro appuntamento, all’ex Mattatoio del Testaccio: il re, accompagnato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, partecipa ad una tavola rotonda ‘green’, mentre la regina è con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in una scuola, a tenere lezione d’inglese. Infine il primo omaggio della giornata a Shakespeare, con gli studenti dell’accademia di Arte drammatica che recitano per i sovrani inglesi il primo atto dell’Otello e, per chiudere il capitolo teatro che tanto piace a Carlo – attore a sua volta da giovane allievo del college in Scozia – la stretta di mano con Margherita Buy e Luca Zingaretti.
Alla Camera i reali arrivano puntuali alle 15.50. In Aula grande eleganza, posture e facce da circostanza e tanti sorrisi. In prima fila, nelle postazioni a semicerchio dei relatori, ci sono gli ex presidenti Gianfranco Fini e Luciano Violante, Fausto Bertinotti e Roberto Fico. In mezzo a loro prenderà posto la regina, con l’abito color avorio che vestiva quando sposò Carlo venti anni fa. Ai banchi del governo si notano le assenze dei ministri Salvini, Piantedosi, Giorgetti e Urso. Impegnati altrove. E anche fra i parlamentari mancano molti leader dell’opposizione, Renzi, Conte, Calenda e Fratoianni. C’è solo Elly Schlein, seduta accanto al senatore a vita ed ex presidente del Consiglio Mario Monti.
Ecco, arrivano i sovrani. Carlo era stato due volte da principe in visita alla Camera, nel 1985 con la presidente Iotti e nel 2009 con la presidenza di Fini ed è venuto in Italia altre 16 volte, l’ultima nel 2021 per il vertice del G20. Si sa quanto ami il nostro Paese e quanto l’amasse sua madre, la Regina Elisabetta che arrivò a Roma la prima volta nel 1951, un anno prima dell’incoronazione, per festeggiare i suoi 25 anni a villa Adriana. E l’ultima visita, ufficiale, nel 2014, quando incontrò il presidente Napolitano e Papa Francesco.
La banda interforze che suona i due inni nazionali e un lungo applauso con standing ovation dei parlamentari accompagnano l’ingresso di Re Carlo, che prende posto nello scranno più alto. Comincia il suo discorso storico in italiano, con un accento che più inglese non si può e ricorda che, con Camilla, hanno deciso di festeggiare proprio qui il loro anniversario dei 20 anni di matrimonio. E’ il primo applauso, lungo e sentito da tutto l’emiciclo. Poi passa all’inglese per timore “di non stare rovinando la lingua di Dante così tanto da non essere invitato più in Italia”.
Ancora applausi, ad ogni passaggio in cui il Re richiama i buoni rapporti tra i nostri due Paesi, ai quali si ispira gran parte del suo discorso: “Sono oltre 450.000 gli italiani che risiedono nel Regno unito e ci riempie di orgoglio che Londra sia la città con il più alto numero di italiani all’estero”. Non solo, Carlo III ricorda anche “i 30.000 soldati inglesi seppelliti nei nostri cimiteri”. E gli scrittori inglesi Keats e Shelley che riposano a Roma accanto alla Piramide Cestia. Molte le incursioni storiche, dalle “terribili sofferenze della popolazione civile italiana” durante la Seconda Guerra Mondiale, all’eroismo della resistenza, nell’esempio di Paola Del Din. La partigiana, addestrata dallo Special Operation Executive si lanciò con il paracadute per compiere la sua missione a sostegno degli Alleati e ora ha 102 anni”. Torna poi all’italiano il Re per un pensiero alle “centinaia di coraggiosi italiani che hanno dato rifugio ai soldati inglesi rischiando la propria vita”, sottolineatura premiata da uno degli applausi più lunghi dell’emiciclo.
Uniti, sempre uniti Italia e Gran Bretagna, non solo “nella difesa dei valori”, ma anche “nella difesa del pianeta”, sottolinea Carlo. Tema caro al sovrano inglese, noto per il suo impegno ambientalista: “Spero che mi perdonerete se i moniti che lanciai 16 anni fa sull’emergenza climatica sono tristemente confermati dagli eventi”. Comunque, “è profondamente incoraggiante vedere i nostri due Paesi lavorare insieme per contrastare la perdita di biodiversità e ridurre le emissioni”. Di più: “Il patrimonio naturale italiano è benedetto da ricchezze straordinarie” e “l’Italia ospita il più alto numero di specie animali in Europa”. Poi attraversa i secoli il re, riunendoli nella stessa missione: “Quello che probabilmente fu il più grande poeta romano, Virgilio, comprese profondamente il rispetto dovuto alla natura”. Come raccontano i versi delle ‘Georgiche’: “Purché non ti spiaccia saturare i terreni aridi con grasso letame. Così anche mutando coltura i campi riposano; e frattanto, sebbene inarata, la terra ti darà il suo frutto”. Così Virgilio viene promosso a “padre dell’agricoltura sostenibile”.
Il Carlo ambientalista e controtendenza rispetto ai movimenti sovranisti contro il Green Deal non registra molti applausi. Questi arrivano però scroscianti sul tema della pace, che “non può mai essere data per scontata. I nostri Paesi sono stati a fianco dell’Ucraina nel momento del bisogno e hanno accolto migliaia di ucraini bisognosi di rifugio”. E “fianco a fianco siedono anche nella Nato”.

Ancora Garibaldi, l’eroe che fu scortato dalla Royal Navy nello sbarco dei Mille a Marsala, l’eroe accolto da un bagno di folla a Londra nel 1864. E ancora resiste la “Garibaldi-mania” in Inghilterra, assicura Carlo, citando il biscotto che porta il nome del patriota.
Il sovrano continua richiamando ancora affetti e affinità fra i “due Paesi che si trovano alle estremita’ del continente europeo: il nostro è un insieme di isole spazzate dal vento, il vostro una penisola baciata dal sole. Diversi sotto molto aspetti ma credo che nel corso degli anni abbiamo scoperto che queste differenze si completano a vicenda”.
Sul finire del suo discorso, un inciampo del protocollo mette in risalto l’ironia regale di Carlo III. Il riferimento al viaggio della Regina Madre a Capaci nel 1992, pochi giorni dopo l’assassinio del “leggendario procuratore antimafia Giovanni Falcone” fa scattare tutti in piedi con il più lungo degli applausi, sembrava proprio un gran finale, al punto che la chiusura della cerimonia è stata annunciata da un’improvvida voce dello speaker. Il Re sorride, si guarda intorno e continua: “It’s a joke, uno scherzo. Non ho finito, ma sto per concludere”. Restava, ancora in italiano, il messaggio politico più attuale, impreziosito dall’omaggio a Dante Alighieri: “Fiduciosi che, qualunque siano le sfide e le incertezze che inevitabilmente affrontiamo come nazioni, nel nostro continente e oltre, ora e in futuro, possiamo superarle insieme, e lo faremo insieme. E quando lo avremo fatto, potremo dire, con Dante: ‘E quindi uscimmo… a riveder le stelle'”. Ancora tutti in piedi per l’ultimo applauso. Quando i sovrani inglesi lasciano piazzale Montecitorio la Bandiera della Union Jack sventola sul Palazzo accanto a quella italiana e a quella europea.

La serata finisce al Quirinale con i brindisi e la cena offerta dal presidente della Repubblica. Tocca a lui stavolta ricordare i legami storici, culturali, di amicizia fra i due Paesi e ringraziare per il contributo dato dagli inglesi alla liberazione dal nazifascismo. Re Carlo ringrazia a sua volta, ancora, e si brinda agli anniversari, anche quello dei 10 anni di Mattarella al Quirinale, “il presidente più longevo d’Italia”. Non resta che sedersi a tavola, con i 150 invitati, per cui Carlo sfodera la più classica ironia inglese: “E’ davvero molto gentile da parte sua, signor presidente, organizzare questa piccola e romantica cena a lume di candela per due per festeggiare il nostro anniversario”. Il Royal Menù è a Km 0, con verdure di Castelporziano (la tenuta presidenziale sul litorale romano), bottoni di caponata di melanzane, spigola in crosta di sale, carciofi fritti, fiori di zucca, patate al forno. Per dessert torta gelato al fiordilatte e lamponi.
Si saprà solo il giorno dopo che nella tre giorni dei sovrani inglesi è rientrata anche una visita privata a Papa Francesco, prevista inizialmente e poi annullata per le condizioni di Salute del Pontefice. “Le Loro Maestà sono state felici che il Papa si sia sentito in grado di ospitarli e di aver avuto l’opportunità di condividere di persona i loro migliori auguri”, ha fatto poi sapere Buckingham Palace in una nota.
A Ravenna, ultimo giorno e ultimo bagno di folla per Carlo e Camilla. Per ricordare, ancora insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’80esimo anniversario della Liberazione del Ravennate, in particolare dei comuni di Alfonsine e Fusignano, liberati durante la Seconda Guerra Mondiale dalle truppe britanniche e canadesi.
Non resta che un ultimo saluto a Dante, davanti alla sua tomba. Carlo e Camilla ripartono dopo una tre giorni intensa di eventi e piena di emozioni, raccogliendo e lasciando l’augurio di poter presto riuscire insieme … “a riveder le stelle”.