E’ uscito in queste settimane il volume “Monasteri in dialogo con il mondo” ( Polistampa) basato sulle lettere che fra il 1951 e il 1954 le madri badesse dei monasteri del territorio avevano inviato all’allora sindaco di Firenze Giorgio La Pira. Tale documentazione finora inedita proviene dal Fondo Raffaello Torricelli conservato negli Archivi di Cristiani nella Toscana del Novecento – Ets. Una corrispondenza, quella tra le monache di clausura e La Pira, che assume un significato particolare nel momento in cui si ripropone l’incubo di un nuovo conflitto mondiale, come sottolinea nella prefazione Patrizia Giunti, presidente della Fondazione lapiriana. Pubblichiamo la presentazione del Presidente di Arcton Piero Meucci
“Sono queste le oasi della pace, le fontane dell’acqua viva; è questo il domicilio del silenzio, della solitudine, qui la parte migliore “Luca X,42” è svolta nella sua pienezza , qui nella pace vivificante riposano in certo modo Dio e l’Uomo”. Giorgio la Pira dalle lettere alle Claustrali. Le parole sono incise in una ceramica nell’ingresso del Monastero di San Domenico e di Madonna della Neve a Pratovecchio (Arezzo)
Ci sono tanti buoni motivi per riproporre oggi il filo che legava Giorgio La Pira e le madri badesse dei monasteri di tutto il mondo e per cogliere, attraverso quelle donne in preghiera, i dialoghi e gli ambienti , la natura della spiritualità che aveva spinto il Sindaco di Firenze ad aprire con loro un canale di incontro e sostegno reciproco .
Le carte riposte negli archivi di Arcton aprono un percorso insolito attraverso luoghi rimasti per lo più impenetrabili . L’onesta curiosità di conoscerli meglio si unisce al desiderio di approfondire un modello di vocazione femminile che viene troppo spesso ristretto all’assistenza ospedaliera o alla scuola primaria e che in una società completamente secolarizzata pare non trovare più posto.
E’ evidente il perché: nella tradizione della Chiesa la componente femminile non ha ancora trovato la valorizzazione che un’acquisita consapevolezza sulla parità di genere oggi vorrebbe, mentre la società del successo a qualunque costo considera come un’anomalia, in sospetto di fallimento e volontaria irragionevole emarginazione, chi si sente spinto alla scelta del silenzio e del servizio, della cura e dell’attenzione ai più fragili.
I segni dei tempi che La Pira raccomandava di interpretare sono tutt’altro che rassicuranti. Soffia il vento dell’ostilità e della contrapposizione, del rifiuto dell’altro, della negazione della dignità di tutti, a partire dai sentimenti profondi della società per mostrarsi al livello dei rapporti internazionali con le sembianze della prepotenza, della minaccia e della distruzione.
Come antidoto ai venti di guerra degli anni del suo mandato il Professore aveva individuato nei monasteri di clausura femminili lo strumento spirituale e concreto per difendere il mondo dalla minaccia della guerra nucleare. In una lettera a Fioretta Mazzei del 12 gennaio 1951 scriveva: “Proprio mentre il mondo è scosso da ciclopici sommovimenti, mentre rumoreggiano le cose della terra, questa affermazione dei valori del Cielo può avere una efficacia di vasta portata”. (Crf. Augusto D’Angelo “Bisogna smettere di armare il mondo” Giulio Andreotti – Giorgio La Pira Carteggio (1950-1977), Fondazione Giorgio La Pira, Polistampa)
Alla luce di queste riflessioni, ci è parso il momento giusto per riscoprire la spiritualità femminile che assume contorni concreti e percepibili nei luoghi nei quali si esprime. Lo spunto ci è offerto dalle lettere e altra documentazione che nella prima metà degli anni Cinquanta le madri badesse dei monasteri del territorio fiorentino inviarono al Sindaco che le sollecitava a entrare in questa grande “rete di preghiera” che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto avvolgere tutto il mondo. Nello stesso tempo il loro interlocutore si proponeva di andare incontro ai grossi problemi economici e strutturali che gran parte degli istituti religiosi doveva affrontare negli anni del dopoguerra.
Da queste riflessioni nasce questo volume multimediale, costruito attraverso la descrizione, il racconto, le testimonianze e la documentazione inedita del carteggio delle monache con il Sindaco di Firenze.
Ogni capitolo del libro realizzato da un team composto da Elena Giannarelli, Andrea Fagioli, Ilaria Ciuti, Maria Sechi, Cristina Pagani si riferisce a un monastero con una premessa storica e culturale che introduce la parte che riguarda il dialogo delle madri badesse con La Pira. E’ la singolarità dei luoghi del silenzio e della preghiera che offre al lettore interessato la vicinanza necessaria allo spirito che li anima. “La nostra forza – ripetono le monache – è nel silenzio e nella speranza”.
Raccontare i passaggi più importanti della loro storia serve a inserirli nella comunità fiorentina, a sottolinearne la nobiltà e il loro posto negli avvenimenti che hanno fatto grande la città e il suo territorio. Le immagini realizzate da Gianni Pasquini offrono l’esperienza visiva di luoghi non accessibili direttamente ai cittadini e toccano le corde della curiosità e delle sensibilità culturali e spirituali di ciascuno. Sono perciò fattori importante per l’approccio a queste grandi strutture religiose.
I singoli articoli si soffermano su come era la vita in questi monasteri nei primi anni 50 quando Giorgio La Pira pose l’attenzione su di loro inviando circolari per verificarne lo stato da un punto di vista umano, religioso ed economico. In risposta a queste circolari partirono le lettere delle madri badesse che si trovano nell’archivio di Raffaello Torricelli custodito ad Arcton.
Torricelli era allora un giovane avvocato nel team dei collaboratori più stretti del Sindaco, dopo averne condiviso per anni le idee e l’impegno improntato al messaggio evangelico. Con ogni probabilità, La Pira girava a lui le lettere delle madri perché gli presentasse poi un quadro completo dei loro bisogni e delle loro richieste.
Ciascun monastero è testimone di questo dialogo. I materiali originali utilizzati per la realizzazione del volume sono di diversa natura e differente qualità come ampiezza e impostazione e risentono delle diverse personalità delle Superiori dei monasteri. Accanto alle circolari, le lettere lapiriane che riguardano alcuni di essi sono state già pubblicate dalla Fondazione. Da esse sono state tratte citazioni riportate nei singoli capitoli. Alcuni dei monasteri che fanno parte del progetto di Arcton sono chiusi o trasformati in abitazioni e abbiamo cercato di farli per un momento tornare alla loro antica destinazione.Di particolare rilevanza sono le interviste fatte dagli autori ad alcune delle ultime suore che li hanno fatti vivere.
Ci auguriamo di essere riusciti a realizzare una guida culturale-spirituale che riporti l’attenzione sulle monache che La Pira considerava il sostegno ricco e vitale per la Chiesa e coloro che potevano con la forza della loro preghiera indicare al mondo la strada della pace e della comprensione fra i popoli.
“Venite anime ad amare l’amore”
Maria Maddalena de’ Pazzi
Piero Meucci – Presidente di Arcton