L’intelligenza artificiale è pronta a difendere l’uomo dalle pandemie che verranno e dal male del secolo mai sconfitto. Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, apre il mondo a nuove speranze, nell’austera Aula Magna dell’Università di Siena dove l’autorevolezza del passato della scienza si incontra con il futuro presente grazie a “Disclaimer”, l’iniziativa del Corriere della Sera con Cineca. Dice Rappuoli: “Abbiamo trovato la strada giusta per realizzare in breve tempo un vaccino contro il Vaiolo delle scimmie, che sta falcidiando vite umane soprattutto in Africa. Lo abbiamo potuto fare perché abbiamo utilizzato l’intelligenza artificiale che, in pochi giorni, ha individuato un antigene prima sconosciuto. E adesso mettiamo nel mirino il melanoma”.
“Disclaimer”, che ha come significativo sottotitolo: “Ultime avvertenze prima della rivoluzione”. è un progetto ideato e condotto da Riccardo Luna, che nasce per prepararci all’impatto reale e quotidiano dell’intelligenza artificiale. A Siena il primo step, per capire soprattutto come le malattie possano trovare nell’intelligenza artificiale un nuovo argine, impensabile solo fino a pochi anni fa. Dieci tappe in dieci Università italiane, costruiti con incontri, workshop, masterclass e lectio magistralis pensati per stimolare il pensiero critico e la consapevolezza delle nuove generazioni, di chi insomma il futuro lo costruirà davvero. Dopo la prima tappa senese, Disclaimer toccherà le Università di Bari (25-9), Napoli (8-10), Padova (14-10), Genova (29-10), Torino (7-11), Venezia (10-11), Roma (26-11), Palermo (3-12) e Milano (10-12).
Il dialogo tra Riccardo Luna e Rino Rappuoli fa capire perché questo viaggio al centro dell’intelligenza artificiale sia partito proprio da Siena, che pare tutto, con il suo fascino medievale, meno che una città del futuro. E invece lo è, perché sa legare in modo naturale una cultura scientifica che viene dal passato, con la ricerca scientifica del presente. Rappuoli lo ha spiegato bene: “Tutto, in termini di vaccini comincia con Achille Sclavo e con la Sclavo, l’azienda che prese il suo nome. Questa città ha la cultura dei vaccini da un secolo”. E non è un caso come ha spiegato la Vicerettrice dell’Università di Siena, Donata Medaglini, che qui sorga l’hub europeo dei vaccini, l’European Vaccines Hub for Pandemic Readiness (EVH), guidato proprio da Rappuoli con Medaglini come coordinatrice scientifica: “E’ il centro vaccinale che dovrebbe consentire all’Europa di rispondere in modo coordinato alle prossime pandemie – dice Donata Medaglini – È finanziato dall’Unione europea con un contributo quadriennale di oltre 100 milioni di euro ed è pensato per realizzare le piattaforme tecnologiche per l’approntamento dei vaccini ed essere in grado di passare anche alla produzione”.
Ma la speranza che si percepisce dalle parole degli scienziati dei vaccini non è solo legata alle pandemie da combattere. C’è il male del secolo nel mirino della ricerca scientifica da decenni e Rappuoli annuncia passi avanti decisivi: “Ho messo insieme fisici e biotecnici a lavorare insieme per accorciare i tempi e utilizzare l’intelligenza artificiale per spingersi fin dove non era possibile – spiega Rappuoli -. Abbiamo aggredito il melanoma per scoprire la sua identità e addentrarsi nelle sue cellule malate. Ed è grazie all’elaborazione dell’intelligenza artificiale che siamo arrivati ad un vaccino personalizzato che è in fase 2 della sperimentazione”.
Siena ha una frequentazione ultradecennale con l’intelligenza artificiale, grazie soprattutto agli studi di Marco Gori, da trent’anni anni direttore del Siena Artificial Intelligence Lab. Tra i pionieri della Graph Neural Networks, Gori ha annunciato a Luna, di lavorare a un nuovo tipo di intelligenza artificiale, come riporta lo stesso Luna sul Corriere della Sera: “Lanceremo presto un nuovo social network, stiamo costruendo una rete peer to peer in cui nessuno ha in mano i tuoi dati. Rispetto a social come BlueSky e Mastodon – spiega Gori – noi ci mettiamo l’AI, agenti intelligenti che localmente sorvegliano le risorse rispettando la privacy”.
E poi c’è un altro settore all’avanguardia a Siena, che è quello della robotica, guidato da Domenico Prattichizzo, docente di Robotica dell’Università di Siena, protagonista della parte della giornata di “Disclaimer” dedicata agli spin off e alle start up universitarie che trovano nuova spinta grazie all’intelligenza artificiale. Anche su questo fronte gli studi dell’Università di Siena stanno centrando risultati impensabili per rendere l’uomo più forte nella lotta al tumore. L’idea in fase di sviluppo presentata da Prattichizzo è quella di una robotica indossabile per combattere il cancro.
Nuove frontiere della salute che appaiono meno lontane nel fitto dialogo intessuto da Riccardo Luna nell’Aula Magna dell’Università di Siena, così connessa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Luna ricorda, insieme al Rettore Roberto Di Pietra, la Laurea Magistrale ad Honorem concessa a Yann LeCun, oggi a capo dell’AI di Meta, il 3 luglio 2023, fu proprio Marco Gori in quell’occasione a illustrare gli studi innovativi di LeCun nel campo del Large Language Models (LLM) e dell’AI generativa, per consentire attraverso l’uso di algoritmi di riconoscere contenuti e produrne di nuovi e il suo lavoro sulle architetture delle reti neurali.
Come pure l’applicazione dei suoi studi, divenuti di riferimento a livello mondiale, per il riconoscimento del testo scritto, che ha trovato ampia applicazione in diversi settori, fra cui quello bancario: «I contributi più incisivi di LeCun – disse il Professor Marco Gori – sono arrivati anche in concomitanza con l’interesse sul deep learning. LeCun è ampiamente riconosciuto come uno dei principali protagonisti di questa disciplina. Tra gli altri importanti contributi è stato colui che ha proposto le reti convoluzionali profonde, una classe di reti neurali che è diventata probabilmente l’architettura più popolare in applicazioni che vanno dalla visione, all’elaborazione del segnale, all’elaborazione del testo». Lo stesso LeCun, discusse delle prospettive di sviluppo dell’AI, concentrando l’attenzione sulla concezione e sullo sviluppo di agenti intelligenti autonomi in grado di cogliere sofisticati aspetti dell’intelligenza umana ed animale dovuti all’interazione percettiva. In particolare, LeCun sottolineò “che questa direzione di ricerca condurrà verosimilmente allo sviluppo di sistemi che vanno ben oltre quelli basati su schemi generativi, quali ad esempio ChatGPT”.
Fra gli intervenuti alla prima tappa di Disclaimer, anche Carlo Cottarelli ex studente dell’Università di Siena, che si è concentrato sull’impatto dell’AI sull’economia: “Già prima dell’intelligenza artificiale – ha detto – il processo tecnologico ci ha regalato un’esistenza migliore con più tempi di vita al di là del lavoro. Più rapido è il progresso tecnologico più cresce la produttività. Dal 1920 al 1970 in Usa la produttività è aumentata a un tasso medio del 2% l’anno, arricchendo la classe media. Negli ultimi 20 anni la crescita, fino al 2022, è stata molto più contenuta: lo 0,5% all’anno. Adesso – ha continuato Cottarelli – siamo ancora in un periodo di incubazione dell’AI. La produttività crescerà di più. Già negli Stati Uniti nel 2023 e 2024, il tasso di crescita è stato dell’1,3%. Prima ancora delle ultime svolte e dei chat bot, come Chat GPT che anche io uso come se fosse un insegnante a cui chiedo spiegazioni anche e soprattutto sugli sviluppi tecnologici. Ci parlo come se fosse una persona– ha concluso Cottarelli – Ho intenzione di chiamarlo Geppo”.
Tra gli slogan delle ultime avvertenze prima della rivoluzione AI, c’è anche quello sulla maglietta di Riccardo Luna, con la scritta “Make scienze great again”. riferimento antitetico voluto a quel “Maga”, motto di Trump, che dalla scienza pretende solo asservimento e potere. Non certo progresso.
In foto Rino Rappuoli e Riccardo Luna