La bellezza del Palio: vince Valdimontone di forza e di astuzia

Il fantino Gingillo ha bruciato il favorito Leocorno fin dalla partenza

Il Palio è una corsa di cavalli sempre più permeata dalla qualità degli atleti a quattro zampe. Dove l’attimo decisivo non è l’arrivo, ma la partenza. È andata così anche stavolta. Il drappellone della bella Madonna Mediterranea dipinta da Francesco De Grandi, lo porta nel proprio Museo, la Contrada del Valdimontone, grazie alla potente interpretazione della carriera da parte del fantino Giuseppe Zedde detto Gingillo, che ha saputo guidare il potente barbero Anda e Bola. In sardo vuol dire “Vai e vola!” e così è andata. Il Valdimontone è partito primo ed è arrivato primo. Volando sul tufo.

Le mani sul Palio Gingillo, che ha conquistato la quarta vittoria personale in Piazza del Campo, le ha messe alla mossa, come si chiama a Siena la partenza. Che è un concentrato di alta diplomazia, istinto e furbizia: tutti ingredienti per prendere la testa, in modo da essere poi il battistrada nella prima infida curva in discesa di San Martino.

Stavolta ci sono voluti 45 minuti per partire. La sorte aveva messo accanto due rivali, nella parte alta dello schieramento, la Civetta con Scompiglio e Benitos e il Leocorno con Diodoro e Tittia, accoppiata vittoriosa nel luglio scorso. Nella parte bassa è invece andato in scena una sorte di mini-rodeo dell’inutilità, fra Drago, Bruco e Aquila. Che ha creato solo caos. Non si è capito bene quali vantaggi pensassero di ottenere con una specie di sterile rumba che si è rivelata fine a sé stessa.

Con la Civetta a tentare di infastidire la rivale Leocorno, hanno vissuto invece 45 minuti in totale relax le Contrade piazzate al centro dello schieramento, lontano dagli attriti. Il Valdimontone non ha mai oscillato dal canape, pronto a prendere l’attimo giusto della mossa, guardando soprattutto Tittia, di cui appariva chiara la strategia condivisa con il fantino della Contrada di rincorsa, l’Onda, nella posizione a cui il Regolamento del Palio assegna la scelta del momento giusto per partire

Gingillo non si è preoccupato di guardare le mosse dell’Onda, tenendo invece d’occhio proprio Tittia. Così, quando il fantino vittorioso a luglio, ha lanciato il proprio cavallo in avanti, anche Giuseppe Zedde ha fatto altrettanto, utilizzando al meglio il vantaggio della posizione più bassa rispetto al rivale.

Dietro al Valdimontone, si sono messi a rincorrere, sia la Pantera con Velluto che il Leocorno con Tittia: proprio i due fantini vincenti nelle ultime due carriere. Ma Gingillo non ha consentito alcun recupero nei tre giri condotti con sicurezza e tranquillità. Solo il Leocorno, all’ultima curva del Casato, dopo aver superato la Pantera, ha tentato la manovra della disperazione, che non ha avuto esito. Gingillo e Anda e Bola, ormai volavano. Per la gioia del Capitano Aldo Nerozzi, del Priore Alberto Benocci, e del popolo che attendeva la vittoria da tredici anni. Anche allora, con il fantino Scompiglio e il cavallo Lo Specialista, fu una corsa tutta di testa. Di quelle che, nelle Contrade, si raccontano per generazioni.

Nella foto, l’arrivo del Palio (Comune di Siena – Foto di Andrea Lensini)

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