Cpr in Toscana, Piantedosi scrive al presidente della Regione: “Centro ad Aulla”

Giani: ““Ribadisco che il mio parere sarà nettamente contrario”
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Firenze – Cpr sì, Cpr no, mentre la Toscana si dichiara contraria, il ministro Matteo Piantedosi individua in Lunigiana, a Pallerone nel comune di Aulla, il sito dove si farà. Così il ministro dell’interno prende la penna e scrive al presidente Giani, trasformando così la questione in cosa fatta. Tant’è vero che, individuata l’area nel comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara, sono già in corso le necessarie verifiche di fattibilità. Come contropartita, a “compensazione” della presenza del nuovo Cpr, nell’area di riferimento sarà probabile l’alleggerimento delle presenze dei Cas, i Centri accoglienza straordinaria.

Immediata la reazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ribadisce la sua ferma contrarietà alla costituzione del Centro di permanenza per rimpatri a Pallerone.

“Ho ricevuto una lettera dal ministro Piantedosi indirizzata alla mia segreteria – dice Giani – nella quale si prospetta la possibilità di individuare nel territorio della Lunigiana, e in particolare a Pallerone, un sito per la realizzazione di un Cpr. Ritengo questa ipotesi un grande errore sotto molteplici punti di vista”.

Il presidente sottolinea in primo luogo le caratteristiche del territorio interessato: “La Lunigiana è un’area di straordinaria bellezza, ma anche estremamente delicata sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Pensare di collocare in questo contesto una struttura come un Cpr rappresenta, a mio avviso, un vero e proprio oltraggio a un territorio che va tutelato e valorizzato, non gravato da scelte che rischiano di comprometterne l’equilibrio”.

Il presidente entra quindi nel merito della sua contrarietà allo strumento dei Cpr: “Non credo che i Centri di permanenza per i rimpatri siano, in questo momento, il metodo più efficace per affrontare la questione migratoria. Si tratta di strutture che, di fatto, assumono le caratteristiche di luoghi di detenzione, pur essendo formalmente configurate come centri di accoglienza. Questo elemento evidenzia una contraddizione di fondo che dovrebbe essere affrontata a livello normativo”.

Per il presidente della Regione Toscana, infatti, “prima ancora di individuare nuovi siti o procedere alla realizzazione di ulteriori strutture, sarebbe opportuno avviare una riflessione seria e una riforma complessiva delle norme che regolano questo ambito, per garantire un approccio più coerente, efficace e rispettoso dei diritti”.

“Ribadisco quindi – conclude Giani – che il mio parere sarà nettamente contrario. Per quanto nelle mie possibilità istituzionali, mi opporrò a questa ipotesi e continuerò a sostenere la necessità di soluzioni diverse, più adeguate e condivise per affrontare un tema così complesso”.

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