In Engadina una grande retrospettiva dedicata a Mariuccia Secol

Il Muzeum Susch, ospita la mostra “Mariuccia Secol: Unraveling”

Nella Valle dell’Engadina, un ex monastero e birrificio del XII secolo, ora Muzeum Susch, ospita la mostra fino al primo novembre 2026 “Mariuccia Secol: Unraveling”, la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata all’eclettica artista e attivista italiana Mariuccia Secol, nata a Castellanza, in provincia di Varese, nel 1929.

Il museo fondato nel 2019 da Grażyna Kulczyk, imprenditrice polacca e da tempo sostenitrice dell’arte contemporanea, ha scelto come missione di valorizzare le artiste dell’avanguardia internazionale trascurate o incomprese. La mostra, a cura di Monika Branicka e Eva Brioschi, ripercorre oltre settant’anni di attività artistica di Mariuccia Secol, con opere che intrecciano femminismo radicale, critica sociale e riscoperta storica.

Dalle numerose opere inedite, emerge una delle voci più originali del dopoguerra italiano. Il percorso espositivo inizia con i primi dipinti, dove la Secol affronta temi esistenziali e il trauma della guerra. L’insegnamento più che ventennale nel laboratorio di pittura presso l’ospedale psichiatrico di Bizzozero-Varese nel periodo di Basaglia e il clima di protesta giovanile del ’68, rappresentano una svolta anche nel suo lavoro.

Per Mariuccia è il momento di lavorare con materiali quotidiani e domestici, come grembiuli e spugne metalliche, che divennero fondamentali nella pratica fondata sul rifiuto, anche dei ruoli univoci di moglie e madre. Nel 1974 nasce il Gruppo Femminista Immagine di Varese con Mariuccia Secol, Milli Gandini e Mirella Tognola e successivamente si unirono Silvia Cibaldi, Clemen Parrocchetti e Mariagrazia Sironi.    

Nell’esposizione è presente una documentazione che riguarda la partecipazione del gruppo alla Biennale di Venezia del 1978 dove la Secol presenta un tessuto con i fili della struttura rimossi, creando vuoti e strappi che evocano il corpo femminile e aprono a nuove possibilità esplorative.                                                                                                                                       Negli ultimi decenni, le opere di Secol si rivolgono verso una critica totale, affrontando tematiche migratorie, conflitti internazionali e disastro ecologico.

Al Museo Susch, nella prima grande sala l’attenzione è focalizzata sul corpo in trasformazione e nelle sale successive la narrazione si sviluppa sul cammino personale e creativo dell’artista con dipinti cupi dei suoi primi anni di attività artistica. Dalla pittura tradizionale, Secol passa al tessuto, fino alla rimozione del filo creando nuovi segni attraverso il vuoto. Al centro della mostra si erge, imponente, un’installazione tessile di dieci metri deve è concentrata la sua poetica dell’intersezionalità, dell’accoglienza del diverso e della valorizzazione delle soggettività fragili. Seguono lavori tematici e cronologici che esprimono la sua libertà espressiva.

Mariuccia Secol è nata a Castellanza, il 3 marzo 1929. Conobbe Angelo Tognola, partigiano insieme al fratello Piero nella Resistenza italiana, che si nascondeva dalle forze militari nazifasciste a Castellanza. Nel 1947, all’età di diciotto anni, si diplomò e nel 1948 sposò Tognola. Nel 1954 Angelo Tognola fu nominato medico di Daverio e la famiglia si trasferì lì. La casa di Daverio divenne un centro artistico e letterario, frequentato da personalità del mondo culturale italiano come Renato Guttuso, Bruno Munari, Enrico Baj, Giuliano Vangi e Leonardo Sciascia. Secol e sua figlia Mirella Tognola con Milli Gandini a cui In seguito si unirono a loro Silvia Cibaldi, Clemen Parrocchetti e Mariagrazia Sironi, decisero di fondare il Gruppo Femminista “Immagine” di Varese, nel 1974. Pur essendo dedito alla lotta politica, l’identità artistica del gruppo traspare chiaramente dal termine “immagine”. Secol smantella i ruoli imposti per ricucire una nuova identità collettiva e consapevole.

Principali mostre: 1976: Mostra collettiva femminista, Centro La Maddalena, Roma; 1978: Biennale di Venezia (Spazio Aperto); 1980: La mamma è uscita, Galleria Gruppo Cavedra, Varese; 1982: Animus-Anima, Daverio; 1983: Attraversamento su Gustav Klimt, Varese, Vienna e Cagliari; 1985: Féminité 85, UNESCO, Parigi e Fondazione Gulbenkian, Lisbona; 1986: 102e Salon de l’Union des femmes peintres, Grand Palais, Parigi; 2019: The Unexpected Subject. 1978 Art and Feminism in Italy, Frigoriferi Milanesi, Milano.

Mariuccia Secol: Unraveling
Fino al 1 novembre 2026
Muzeum Susch, Svizzera
Info:

+41 (0) 81 861 03 03 – info@muzeumsusch.ch

https://www.muzeumsusch.ch

In foto: Mariuccia Secol Unraveling, Installation view, Muzeum Such, 2026.

Crediti Muzeum Susch, Art Stations Foundation; ph. Federico Sette

Total
0
Condivisioni
Prec.
Teatro della Toscana: festa di quartiere per la nuova stagione

Teatro della Toscana: festa di quartiere per la nuova stagione

Stefano Massini ha raccontato la trama delle scelte e dei progetti di "In

Succ.
L’Irlanda dei Silicon Docks è una terra di grande vitalità letteraria

L’Irlanda dei Silicon Docks è una terra di grande vitalità letteraria

Da luglio l'isola assume la presidenza di turno del Consiglio dell'UE

You May Also Like
Total
0
Condividi