Il mistero Cleopatra, le sette vite dell’ultima sovrana dell’Egitto

Mostra su una donna considerata un mostro a Roma e una grande regina in patria

I secoli passano ma il sortilegio di Cleopatra non tramonta mai. Anzi, il più il tempo passa più l’ultima sovrana della dinastia greco- egiziana dei Tolomei conquista nuovi territori di popolarità nel mondo. Tanto da trasformarsi ai giorni nostri in un’icona del femminismo, delle lotte afro-americane di emancipazione e in Egitto della personificazione dell’identità nazionale, pur mantenendo intatto il suo fascino di una delle più note ammaliatrici della storia.  

A mettere in luce la straordinaria parabola di questa donna vissuta nel I secolo avanti cristo ci pensa ora a Parigi l’Institut du Monde Arabe con una bella e interessante mostra intitolata “Il mistero di Cleopatra” che in mette in luce aspetti poco noti, come quello dello sguardo ad oriente su questa regina che da parte romana godeva di pessima fama, fino ad essere designata come una “regina meretrix”.  Tra il I secolo a.C.  e il III secolo della nostra era “ una leggenda nera” quella che circondava la regina che aveva affascinato Cesare prima e Marco Antonio, leggenda probabilmente propagata ad arte a fini politici, per cercarne di limitarne l’influenza sui destini di Roma.  Così Virgilio ne parla come dell’”orrenda straniera “ che ha irretito Marco Antonio, Orazio la definisce “mostro fatale” e una “regina demente”, Plinio una “puttana incoronata”, Seneca come una “piena di vizi” e con passione per il vino , tanto per non citare che alcune delle accuse destinate soprattutto a denigrarla presso l’opinione pubblica romana.

Alla mostra si scopre invece l’esistenza di una “leggenda aurea” . La leggenda nera non arriva però in Egitto:  nel VIII secolo  Giovanni, vescovo copto di Nikiou riprende la tradizione orale  egiziana che ne dà invece una versione molto lusinghiera. Cleopatra era infatti vista come un’ottima regina, politicamente molto competente e una notevole architetta.  Lo storico egiziano Abd al Hakam (803 – 871) le attribuisce  la costruzione di una potente muraglia attorno al regno per proteggerlo da invasori. Cleopatra viene descritta come una figura materna che veglia sul benessere dei sudditi  che nutre e protegge. Altri autori ne sottolineano l’esaltano come donna erudita e filosofa, come alchimista o ancora, nel 1200,  Murthada Ibn Al Khalifi, come una donna amante della libertà aveva preferito morire piuttosto che sottomettersi a Roma.

 La mostra è divisa in varie sezioni che cercano di farcela conoscere in tutte le sue diverse “vite”. La prima parte comincia dalla “storia”, quando Cleopatra VII, figlia di Tolomeo XIII, nasce ad Alessandria nel 69 a.C. Nonostante la sua notorietà, poche cose si sanno di lei, a cominciare chi fosse la madre, se una greco-macedone come la dinastia dei Tolomei che avevano ereditato il regno tre secoli prima da Alessandro Magno o un’egiziana. Non si è neanche sicuri della sua data di nascita né sulle sue fattezze. Se passa alla storia come donna dal fascino irresistibile, nessuna sua immagine ci viene tramandata con sicurezza. Se la sua bellezza eccezionale è forse frutto di  un’invenzione moderna,  le sue capacità , di seduzione dovevano essere veramente speciali tanto come scrive Plutarco, da portare alla rovina un politico spregiudicato come Marco Antonio descritto da Seneca come ‘”un grande uomo dalla bella intelligenza” .

Anche nell’ostile mondo greco-romano romano le si riconoscono una grande cultura (parlava anche 7 lingue), un grande charme e, secondo Plutarco  e Dione Cassio,  una  voce e una conversazione che la rendevano irresistibile.  E il suo naso per cui spesso la si ricorda? Ad averne fatto il suo più noto attributo fisico era stato, involontariamente, il filosofo Blaise Pascal che scrisse “ se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, tutta la faccia della terra sarebbe cambiata”. Da allora la questione del  naso le era indelebilmente rimasto incollata addosso, nonostante nessuna fonte storica se ne fosse mai occupato..

Cleopatra cresce in un’Alessandria che con la sua famosa biblioteca che custodiva oltre 700.000 papiri era diventata un centro culturale di primissima importanza in cui la civiltà dei greci si era unita a quella locale in un riuscito modello di sincretismo” religioso , con le divinità greche ed egiziane che  coesistono in in seno a una società biculturale. Alessandria, che era anche uno dei principali centri commerciali del Mediterraneo,  era la capitale di un regno prospero cui Roma guarda con grande interesse anche perché è il suo granaio. E’ comunque grazie all’appoggio dei romani, Cesare prima e Marco Antonio poi, che Cleopatra riesce a prendere e poi a rimanere al potere, non come faraona però ma come moglie di faraone, dapprima di due suoi fratelli e poi del figli.

E sicuramente grazie a spiccate doti politiche che per 22 anni la regina (pare l’unica della sua dinastia a parlare l’egizio) era riuscita a rimanere al potere in Egitto e , durante i due anni passati a Roma dopo la morte di Cesare, a prefiggerne, grazie a Marco Antonio, una sua grande espansione ad oriente. Sogni che crollano con la battaglia di Azio che porta al potere il suo grande avversario Ottaviano  e al doppio suicidio, nel 30 , di Marco Antonio e Cleopatra. Suicidio, quello della regina, che continua ad essere motivo di ispirazione per le sue non comuni modalità che però hanno anche suscitato non pochi dubbi sulla loro veridicità. Poco importa perché ogni tanto le leggende sono più forti della realtà. Così, come si puo` constatare dai dipinti esposti alla mostra, è la sua morte ad aver ispirato i pittori. Languidamente sdraiata, come una sensuale odalisca , viene morsa da una o due vipere che si è fatta portare in un canestro di fichi per evitare di finire sotto il dominio altrui.

Man mano che si esce dalla storia per entrare nella leggenda ci si rende conto che dopo la sua morte Cleopatra conosce un eccezionale destino postumo. A riportarla alla ribalta ci pensa anche Shakespeare con “Antonio e Cleopatra”, Napoleone che con la sua campagna d’Egitto rilancia in occidente l’orientalismo sensuale e misterioso. Cleopatra si trasforma poi sul palcoscenico in un’eroina messa davanti alla scelta della morte per poi sconfinare dal teatro al cinema dove sarà la protagonista di innumerevoli film. Un percorso questo, che alla mostra sarà illustrato da costumi teatrali, come quelli indossati da Sarah Bernhardt, e da numerosi spezzoni di film in cui Cleopatra regna sullo schermo via via con i volti di Claudette Colbert, Sophia Loren, Miz Taylor e Monica Bellucci. Subito dopo si scopre poi che è anche diventata una regina del marketing con il suo nome che vanta prodotti in tutto il mondo. Sono ben 1.500 marche che lo hanno depositato per poter sedurre il consumatore, che si tratti di riso o di saponi, sempre nella convinzione che il suo nome, che evoca bellezza e  finite dopo la Cleomania al teatro, cinema e marketing, la ritroviamo aureolata come icona  delle lotte identitarie e emancipatrici.

Personificazione della donna forte e indipendente che ha saputo imporsi in un mondo maschile, incarna ideali, rivendicazioni e aspirazioni attuali. La gran voga della Cleomania viene confermata anche da una mostra che si è aperta a Madrid ( al “Matadero Madrid)“Cleopatra, la mostra immersiva” in cui grazie a proiezioni immersive, ologrammi e realtà virtuali viene evocata l’ascensione al trono di questa figura mitica. Nessuna delle due mostre però accenna alla straordinaria vita di Cleopatra Selene , figlia di Cleopatra e di Marco Antonio che Ottaviano aveva fatto sposare al re di Mauritania Giuba II. Cleopatra Selene, che ha regnato al suo fianco per 22 anni, si era dimostrata un’ottima regina che aveva fortemente contribuito allo sviluppo economico, sociale e culturale del paese.

Istituto del Mondo arabo
Il mistero di Cleopatra
Fino 11 gennaio

Total
0
Condivisioni
Prec.
Nuova giunta regionale, ecco i nomi

Nuova giunta regionale, ecco i nomi

Nella prossima seduta del Consiglio regionale deleghe e programma

Succ.
Pitti Uomo 109 punta sui giovani per risollevare la moda in crisi

Pitti Uomo 109 punta sui giovani per risollevare la moda in crisi

Un vento di ricerca che diventa “Motion” movimento e trasformazione

You May Also Like
Total
0
Condividi