Crescita esponenziale e impatti in aumento
Secondo l’International Energy Agency (IEA), i data center hanno consumato nel 2024 circa 415 terawattora (TWh) di elettricità, pari a circa l’1,5% del consumo globale di energia elettrica (fonte: IEA – Energy Demand from AI, 2024). La stessa agenzia prevede che entro il 2030 il fabbisogno possa quasi raddoppiare a 945 TWh, sfiorando il 3% del consumo mondiale.
Negli Stati Uniti, un rapporto del Dipartimento dell’Energia USA indica che nel 2023 i data center hanno assorbito il 4,4% dell’elettricità nazionale, con proiezioni in crescita fino a 6,7–12% entro il 2028 (fonte: U.S. Department of Energy – Report on Data Center Energy Demand, 2024).
In Irlanda, i dati pubblicati dalla Commission for Regulation of Utilities (CRU) mostrano un incremento impressionante: dal 17,7% dell’elettricità nazionale nel 2022 al 20,7% nel 2023, con una stima che arriva al 32% entro il 2026 (fonte: CRU – Electricity and Gas Networks Statistics, 2024).
Fonti energetiche: fossili ancora dominanti
Sempre secondo l’IEA (Energy Supply for AI, 2024), l’elettricità utilizzata dai data center statunitensi proviene per oltre il 40% dal gas naturale, per circa il 24% da rinnovabili, per il 20% dal nucleare e per il 15% dal carbone.
In Cina, invece, il carbone rimane la fonte primaria di alimentazione per questi impianti, con le rinnovabili e il nucleare destinati ad aumentare la loro quota soltanto dopo il 2030 (fonte: IEA – Energy Supply for AI, 2024).
Il ritorno del nucleare: opportunità e sfide
L’energia nucleare si sta imponendo come opzione strategica per alimentare in modo sostenibile i data center. Secondo un’analisi di Deloitte (Nuclear Energy Powering Data Centers, 2024), i reattori nucleari offrono una fornitura continua di energia 24/7, fondamentale per la stabilità operativa delle infrastrutture di calcolo ad alta disponibilità.
Dal punto di vista economico, uno studio di DatacenterDynamics (Nuclear Power and SMR in the U.S., 2024) sottolinea che i costi prevedibili e l’assenza di intermittenza rendono il nucleare competitivo rispetto a fonti rinnovabili come sole e vento.
Sul fronte industriale, Microsoft ha siglato un accordo per sostenere la riattivazione di un reattore nella centrale di Three Mile Island (fonte: Reuters, 19 febbraio 2025), mentre Amazon sta investendo nello sviluppo di reattori modulari di piccola taglia (SMR) con l’obiettivo di raggiungere 5 gigawatt di capacità installata (fonte: Reuters, 19 febbraio 2025). Google, da parte sua, ha annunciato accordi di lungo termine per l’acquisto di energia nucleare da nuovi impianti negli Stati Uniti (fonte: IEA, 2024).
A livello politico, il governo USA ha reso noto di puntare a un incremento del 7% della capacità nucleare nazionale tramite riattivazioni e potenziamenti di centrali esistenti, tra cui Palisades e altre sette strutture dismesse (fonte: Reuters, 7 agosto 2025).
una sfida tra innovazione e sostenibilità
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta spingendo i consumi energetici dei data center a livelli mai visti: dal 3% del consumo mondiale previsto entro il 2030 (IEA) a punte oltre il 30% in singoli Paesi come l’Irlanda (CRU).
Senza un cambiamento significativo nel mix energetico, con una maggiore quota di rinnovabili e un possibile ruolo di primo piano del nucleare, il rischio è che la corsa all’IA impatti sulla situazione climatica. Il futuro dipenderà quindi dalla capacità di conciliare l’esigenza di potenza di calcolo con una transizione energetica credibile e rapida.