Firenze – Sarebbe stato un pilone, caduto durante la fase di scarico dal mezzo sui cui si trovava, a non lasciare scampo all’operaio di 31 anni che ieri è morto in un cantiere dell’AV di Firenze, in via Circondaria. Ancora in stato di choc i quattro compagni che stavano lavorando con lui. Con una nota Rfi “esprime il proprio cordoglio” e la vicinanza ala famiglia del giovane operaio.
“Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza – è la nota della Cgil – soltanto lunedì eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione. A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile”.
“La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno”.Firenze – Sarebbe stato un pilone, caduto durante la fase di scarico dal mezzo sui cui si trovava, a non lasciare scampo all’operaio di 31 anni che ieri è morto in un cantiere dell’AV di Firenze, in via Circondaria. Ancora in stato di choc i quattro compagni che stavano lavorando con lui. Con una nota Rfi “esprime il proprio cordoglio”.
“Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza – è la nota della Cgil – soltanto lunedì eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione. A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile”.
“La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno”.
Foto: lavori TAV, foto di repertorio