Verso l’infinito/ Diario di viaggio sulle vette del mondo. La vigilia

Con Fabrizio Silvetti, spedizione Broad Peak 2024
Fabrizio Silvetti al cospetto dell’Ama Dablam, da lui scalato nel 2021, Nepal

Fabrizio Silvetti, docente presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Cattaneo Dall’Aglio, è “montanaro” di Castelnovo ne’Monti. Appennino reggiano, posto quanto mai suggestivo e antico, misterioso e profondamente compenetrato della cultura appenninica della montagna. Un background importante per chi ha deciso, per divertimento, ma soprattutto per conoscenza, come dice lui, di percorrere i sentieri più ardui della Montagna, quella che ti lascia senza fiato, quella che può cogliere la tua vita al minimo batter di ciglia, quella che ti ammalia con il suo vertiginoso ascendere; quasi un ascendere in cielo, dove via via ti conosci, o forse meglio, ti riconosci, nelle tue pieghe nascoste e più autentiche. E’ così, che iniziano le scalate di Fabrizio Silvetti, quando, nel 2008, spinto da sete di conoscenza (di sé? Del mondo? Di tutt’e due, magari perché coincidono?) si trova sulle montagne dell’Himalaya e del Karakorum , dove registra il tentativo di salita sul Cho Oyu (8201m) in Tibet. Non raggiunge la cima, ma acquista esperienza, fisica e psicologica. 2011, completa la scalata al Gasherbrum 2 (8035m) in Pakistan, a pochi chilometri dal Broad Peak, senza l’utilizzo di ossigeno supplementare. 2013, cambia schema: scala lo Shisha Pangma (8027m) in Tibet ,affrontando l’esperienza da solo.2017, tocca al Manaslu (8163m) ,in Nepal, sempre da solo.

Altre esperienze si susseguono, Ama Dablam, Lobuche Peak e Island Peak, ma soprattutto segue alcuni progetti solidali in Nepal. L’ultimo dei progetti seguiti si svolge presso la Hillary School di Khumjung nella valle dell’Everest “dove – spiega Silvetti – ho cercato di portare la mia professionalità di insegnante oltre ad attrezzature tecnologiche”.

    E dal momento che i viaggi non finiscono mai, perché la conoscenza stessa non ha confini come insegna l’Ulisse dantesco, domani, domenica 16 giugno, Fabrizio Silvetti parte ancora una volta,. La nuova spedizione, Progetto Broad Peak 2024, verso il Karakorum pakistano.. Ma questa volta, noi saremo con lui, o meglio, in un Diario il più possibile aggiornato, lui stesso ci guiderà attraverso il difficile sentiero del viaggio verso l’infinito, per trovare se stesso. E forse, anche noi troveremo un po’ di noi.

    Sabato, 15 giugno 2024
    Castelnovo ne’ Monti

    “È una sensazione in bilico tra felicità e paura quella che si muove dentro all’indomani di ogni partenza verso esperienze che contemplano l’incognito. Delle quali non c’è certezza, non solo di riuscita, ma anche di superamento. Per le quali occorre un passo al buio, il primo, che guiderà tutti gli altri.

    Sono in partenza per il Karakorum pakistano, per vivere giornate intense jn condivisione con una montagna, in un ambiente spaventosamente carico di bellezza (e meravigliosamente spaventevole). Il Broad Peak è alto 8047 metri, circondato da altri giganti come i Gasherbrum, il K2.

    Non è una sfida, non sarà una conquista. In montagna non si va per conquistare, ma per scoprire. Non si va per trovare, ma per cercare. E cercherò tutte le emozioni che sarà possibile provare, perché la vita è dentro”.

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