Un bene rimarrà eterno: la giovinezza

In Italia, e per come è vissuto lo sport nel Belpaese, ovvero con passione e spirito critico – altro che santi poeti e navigatori, sul Palazzo della Civiltà Italiana doveva essere sottolineato che l’Italia è un paese di allenatori direttori sportivi e giornalisti – questo accade con maggior frequenza che altrove. In questi giorni alla ribalta sportiva italiana sono saliti due personaggi così diversi tra loro per disciplina, guadagni, sesso, storia sportiva… Due personaggi accomunati solo dalla data di nascita: uno, Mauro Icardi da Rosario, è nato il 19 febbraio 1993; l’altra, Alessia Trost da Pordenone, appena diciassette giorni dopo, l’8 marzo dello stesso anno.

Mauro e Alessia, nemmeno 20 anni, sono in questi giorni sulla bocca di tutti. Calcio vs. Atletica, lo sport più seguito e praticato contro lo sport per eccellenza, punto. Mauro Icardi, una storia da predestinato. Partendo dalla città di nascita, quella Rosario che ha dato i natali a Luis Cesar Menotti, CT dell’Argentina campione del Mondo 1978, e a Lionel Messi, che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni…

Continuando con la squadra che per prima crede in lui, la stessa del suo illustre conterraneo: Icardi inizia col calcio che conta nel Barcellona, dove segna a raffica prima di venir preso a sorpresa dalla Sampdoria, che approfitta dei dubbi blaugrana riguardanti le caratteristiche tecniche del ragazzo… Finendo con la Sampdoria. In un anno e mezzo nella Primavera blucerchiata segna 32 reti in campionato; all’esordio con i grandi in serie B realizza la rete che regala la certezza matematica dei playoff contro la Juve Stabia; il suo primo gol in serie A l’anno successivo arriva nel derby della Lanterna con il Genoa annichilito per 3 a 1; la prima doppietta nell’inespugnabile Juventus Stadium, ad un monumento come Buffon, consegnando alla sua Samp un successo a suo modo storico; poche partite ancora e arriva il poker contro il Pescara…

Questa storia sta portando il valore di mercato di Mauro Icardi oltre i 10 milioni di euro, e fuori dalla sede blucerchiata c’è già la fila, con Chelsea e Inter che sgomitano davanti a tutti…

C’è da fare attenzione, il mondo del calcio è pieno di talenti bruciati dalla fretta, anche se poi le offerte restano tali sulla carta ma non si concretizzano. La Samp un esempio lo ebbe in casa: il Chelsea di Abramovich nel 2006 offrì quasi 10 milioni di euro per Salvatore Foti, allora diciottenne. I blucerchiati se lo tennero stretto, dicevano fosse un predestinato, lo voleva mezza Italia, ora a 25 anni gioca a Lecce in Lega Pro…

Un esempio lo ha la Fiorentina con Bojinov, pagato al Lecce 15 milioni di euro a 19 anni, rivelatisi poi un investimento sbagliato a fronte di un giocatore che non ha poi sfondato da nessuna parte. Magari fosse rimasto in giallorosso un po’ di più a maturare, staremmo parlando di un campione… E alla luce di ciò, fa bene esporre Jovetic a offerte di 30 milioni di euro? Il rendimento del ragazzo per il momento la dice lunga.

foto: all-athletics.com

Per parlare di Alessia Trost il discorso economico va lasciato stare. La giovane pordenonese pratica sì lo sport per eccellenza, il più nobile, ma certamente non sarà mai esposta a dilemmi se firmare un contratto da 2 e passa milioni di euro all’anno piuttosto che cambiare squadra per decine di milioni…

Alessia Trost è una saltatrice in alto di nemmeno 20 anni, che come la stragrande maggioranza dei praticanti uno sport minore con più o meno successo, è entrata in un gruppo sportivo militare, nel suo caso le Fiamme Gialle.

Alessia pochi giorni fa al meeting internazionale di atletica leggera di Trinec, in Repubblica Ceca, ha saltato 2 metri netti. A nemmeno 20 anni. Tanto per darla ad intendere a chi non mastica pane e salto in alto, l’Italia nel salto in alto femminile vanta notevole tradizione, soprattutto negli ultimi 30 anni.

Sara Simeoni in tre Olimpiadi ha conquistato un oro e due argenti ed è stata primatista del Mondo. Antonella Bevilacqua ai Giochi di Atlanta ’96 arrivò quarta. Antonietta Di Martino ha conquistato un argento e un bronzo ai Mondiali.

Continuiamo la lezione: all’eta di Alessia Trost nel 1973 Sara Simeoni saltava 1,86; all’età di Alessia Trost nel 1991 Antonella Bevilacqua saltava 1,89; all’età di Alessia Trost nel 1998 Antonietta Di Martino saltava 1,78.

E per dirla veramente tutta, nel Mondo, solo due persone alla sua età, 20 anni ancora da compiere, saltavano più in alto: la bulgara Stefka Kostadinova, oro olimpico ad Atlanta e con 2,09 primatista mondiale dal 1987, che arrivava a 2,06, e la croata Blanka Vlasic, due volte campionessa del Mondo e argento olimpico a Pechino 2008 nonché detentrice della seconda prestazione all-time con 2,08, che arrivava a 2,01.

Questi dati lasciano intendere che Alessia Trost è un fenomeno. Con le misure lo confermano i risultati: oro mondiale Allievi, oro mondiale Junior, argento ai Giochi Olimpici Giovanili di Singapore 2010.

Come si culla un fenomeno di neanche 20 anni? Caricandogli le spalle di responsabilità? Attenzione, anche nell’atletica, historia magistra vitae. Andrew Howe nel 2004 ai Mondiali Junior fece la doppietta 200-salto in lungo. Anch’egli era un predestinato, ma è stato mangiato dalle aspettative, dalle scelte che qualcun altro ha fatto per lui, dalla smania di una popolarità precoce, pagata a caro prezzo.

Il prezzo che i media e gli addetti ai lavori oggi vorrebbero far pagare ad Alessia Trost. A Mauro Icardi.

Lasciamoli lavorare in pace. Lasciamoli crescere. Teniamoli lontani dai discorsi stile “io alla loro età ero amministratore delegato dell’azienda di famiglia e avevo già moglie”. Sono ragazzi. Si stanno divertendo. E fanno divertire.

Henryk Sienkiewicz, lo scrittore polacco autore del celebre romanzo Quo Vadis? e Premio Nobel per la Letyteratura nel 1905, scrisse: “Siano pure amari il mondo e la vita, un bene rimarrà eterno: la giovinezza”. E ognuno, da chi tira calci a un pallone a chi salta in alto, ha il diritto di godersela.

Niccolò Bagnoli

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