Turismo: come a Ercolano è diventato un indotto economico e sociale

Parla il sindaco Ciro Buonajuto: funziona il partenariato pubblico-privato

Sindaco Ciro Buonajuto, Lei da oltre 10 anni amministra la città di Ercolano, chiamata fino al 1969 Resina, secondo la leggenda fu fondata nel 1243 a.C. da Ercole, il mitico eroe greco e che sorge alle pendici del Vesuvio. Un patrimonio archeologico straordinario, ci dica qualcosa a riguardo?

Ercolano è una città che ha una bellezza straordinaria. La sua storia e la sua caratteristica hanno portato grandi flussi turistici. Quello che però è riuscito in questi anni è stata la conversione della mia città, che è passata da una città con tanti turisti a una città realmente turistica. Negli ultimi anni c’è maggiore sensibilità verso l’accoglienza e questo ha creato tantissimi posti lavoro e tantissime strutture ricettive, quindi posso dire che Ercolano finalmente intorno al Parco archeologico ma anche intorno al Vesuvio è riuscito a creare quello che prima mancava, ovvero un indotto economico e un indotto sociale.

Guardando i “rapporti statistici” tra quelli che sono i visitatori degli scavi di Pompei e degli altri siti archeologici, quanto viene visitata direttamente Ercolano?

Negli ultimi 4 anni studiando i flussi turistici abbiamo verificato che la maggior parte degli stranieri, soprattutto gli statunitensi, vengono a Ercolano, quindi non è un ripiego rispetto a Pompei e rispetto agli altri siti archeologici. Poiché non ci siamo accontentati di sapere questo, abbiamo approfondito con campioni abbastanza diffusi e abbiamo scoperto che vengono a Ercolano per due motivi: il primo essendo un sito piccolo e ben mantenuto, in due o tre ore hai un’idea della città romana, mentre Pompei è più dispersiva; il secondo perché noi siamo uno dei pochissimi casi al mondo di partenariato pubblico privato, in cui il privato è un filantropo.

Vogliamo dire qualcosa di più di questo rapporto tra pubblico e privato?

Il partenariato pubblico privato è qualcosa che ormai si è diffuso, ad esempio il gruppo AD di Tod’s e tanti altri. Da noi è una cosa che dal punto di vista amministrativo è una grande conquista, di cui ne sono orgoglioso, perché il partner non è un’azienda che ha un vantaggio fiscale, il partner è un filantropo, è David W. Packard, figlio del cofondatore del colosso dell’informatica Hp e presidente del Packard Humanities Institute. Lei può comprendere quanto sia importante per la nostra terra soprattutto per il nostro patrimonio archeologico.

Sindaco a livello di occupazione e di benessere economico quanto è cresciuta Ercolano?

Ercolano ha un tasso di disoccupazione bassissimo grazie all’accoglienza turistica. Vorrei sottolineare che il turismo era morto. Il turista arrivava e fuggiva. Negli ultimi anni siamo riusciti ad investire nelle infrastrutture. Oggi il turista non è più in città solo per gli scavi, egli soggiorna in città perché trova una realtà accogliente ed economica.

Quindi attivando 3.000 posti letto, prevalentemente B&B con oltre 1.000 strutture recettive che sono case di nuove generazioni, questo significa avere una realtà imprenditoriale attiva. I giovani hanno creduto nel progetto e hanno investito nel turismo, nell’accoglienza riducendo quel processo di emigrazione che serviva a cercare lavoro altrove.

Allora, per essere chiari, secondo il suo punto di vista, aumentare i posti letto ha comportato un accrescimento anche del sistema socio-economico?

Le posso dare una percentuale che farà comprendere ai nostri elettori, circa la conquista culturale indirizzata verso l’accoglienza. Abbiamo verificato che in tutte le scuole medie del nostro territorio, gli studenti nella scelta degli Istituti Superiore il 76% si iscrivono negli Istituti Alberghiero. Lei comprende quanto si sia diffusa nei giovani la cultura dell’accoglienza. Un grande traguardo per la nostra terra. Non esiste nel mondo una percentuale come questa, è una conquista straordinaria, perché siamo entrati nella testa dei bambini.

E questo è un lavoro fatto dall’amministrazione o anche dai cittadini?

L’amministrazione ha un merito, quello di essere entrato nella testa della gente, rispetto alla programmazione turistica a favore della cultura, dell’accoglienza e della legalità. I cittadini hanno fatto un grande passo avanti credendo nelle risorse della propria terra.

E’ quasi al termine del suo mandato, darà le dimissioni in anticipo per concorre alle regionali 2025/2026, siamo curiosi di sapere che città lascia?

Rassegno le dimissioni perché me lo impone la legge. Non lascio la mia città perché la porterò nel mio cuore e nelle sfide che dovrò affrontare.

Tuttavia lascio una città che ha delle infrastrutture sviluppate per i flussi turistici, ma quello che più conta non sono quanti parcheggi ho aperto o quanti parchi pubblici ho inaugurato, quello che conta è che ho lasciato ai miei giovani la consapevolezza di essere nati e di vivere in uno dei posti più belli del mondo. (Anna Ferry-Ferrentino)

In foto Ciro Bonajuto

 

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