Numeri lusinghieri e grande qualità, il Maggio festeggia

Fuortes: “Il Maggio vuole essere casa dell’opera viva”
Roma, Auditorium Parco della Musica 23 06 2009 Incontro stampa con il coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui. Nella foto: Carlo Fuortes, Sidi Larbi Cherkaoui e Gianni Borgna. ©Musacchio & Ianniello

Il Maggio Musicale Fiorentino fa festa. Ne ha ben donde. I numeri sono tutti col segno più: pubblico, botteghino, qualità artistica, tregua sindacale, consenso istituzionale, progettualità e via discorrendo. Segnali che fanno ben sperare per un definitivo riposizionamento del Maggio e del suo prestigio. Se paragonato al caos registratosi di recente attorno all’altra grande istituzione culturale della regione, il Teatro della Toscana (ancora in attesa di “giudizio”), qui siamo in zona pieno gradimento. Un alto gradimento testimoniato, all’atto della presentazione del cartellone 2026, festival numero 88 compreso, dai principali attori (la sindaca Funaro, il sovrintendente Fuortes, il presidente Giani nel giorno del suo compleanno) e consacrato dalla presenza di un sempre vispo Zubin Mehta che ha deciso, quale attestato di gratitudine, di festeggiare qui il 29 aprile 2026 i suoi 90 anni: “Sono sopravvissuto a 14 sovrintendenti” ha commentato prima di incoronare coram populo il maestro Daniele Gatti, tornato a Firenze dopo lo schiaffo scaligero, come suo successore: “Comincia la nuova era Gatti” ha sentenziato. Gatti non ha mancato l’appuntamento fiorentino, pur impegnato a Bayreuth alle prese coi “Maestri cantori”, spiegando le ragioni del suo rientro (“il contatto umano con questo teatro è stata la cosa più importante, un contatto che non si è mai interrotto, anche durante il periodo di commissariamento abbiamo fatto cose formidabili, in fondo non sono mai uscito da questa casa”), ringraziando Mehta (“per me è come un padre”) e Fuortes (“Carlo è un amico, una persona leale, un grande professionista”). A incorniciare più che degnamente la ritrovata armonia il presidente Eugenio Giani ha annunciato che “sarà un grande onore consegnare il Pegaso d’Oro a Daniele Gatti, un riconoscimento più che meritato, che rispecchia profondamente il coinvolgimento emotivo che tutti noi abbiamo vissuto durante la presentazione della programmazione 2026, un cartellone davvero straordinario”. Vediamolo allora nelle sue linee principali. Per cominciare sono ben dodici i titoli d’opera in calendario. “Titoli che – come sottolinea Fuortes – rappresentano – un viaggio nel tempo, nella società e nell’anima umana. Un intreccio forte di storie che parlano di tutti noi: amori impossibili, solitudini, violenze, rivolte, sogni infranti e desideri che resistono. L’opera qui non è solo patrimonio da custodire: è materia viva, che brucia ed emoziona”. Eccoli: due Verdi “Un ballo in maschera” e “Simon Boccanegra”; un Puccini “Tosca”; l’inossidabile accoppiata verista “Pagliacci” di Leoncavallo e “Cavalleria” di Mascagni; “Wozzeck” di Berg; “Giulio Cesare” di Händel; “Les contes d’Hoffmann” di Offenbach; il dittico “La voix humaine” di Poulenc e “Il castello di Barbablù di Bartok”; per finire con due sorprendenti allestimenti che si muovono sui confini della contemporaneità, la più aspra e delirante: “The Death of Klinghoffer” di John Adams, opera inaugurale del Maggio n.88, che vede il debutto di Luca Guadagnino (“Chiamami col tuo nome”, “Challenger”, “Queer”) come regista lirico, e “Romanzo criminale”, nuova commissione del Maggio e di Musica per Roma, dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, che cura il libretto e con la musica di Nicola Piovani. I direttori impegnati sul podio in questo “viaggio tra mito e realtà” sono Michele Gamba, Riccardo Frizza, Martin Rajna, Lawrence Renes, Emmanuel Tjeknavorian, Gianluca Capuano, Thomas Guggeis, lo stesso Piovani, James Conlon e Kent Nagano, mentre a comporre l’affresco scenico concorre un parterre di metteur en scène tra i più interessanti e visionari del panorama internazionale: Robert Carsen, Claus Guth, Deborah Warner, Valentina Carrasco, Àlex Ollé (La Fura dels Baus), Davide Livermore, Massimo Popolizio e Laurent Pelly, oltre al già citato Guadagnino. “Le loro letture – commenta il sovrintendente – porteranno in scena mondi estetici diversi ma certamente di grande interesse ed emozione, tra classicità reinventata, radicalità visiva, precisione psicologica e impatto cinematografico”. Il versante sinfonico sale in cattedra con Gatti che propone due cicli, quello beethoveniano con l’integrale delle Nove Sinfonioe e quello dedicato a Felix Mendelssohn che insieme alle sinfonie prevede l’esecuzione dell’oratorio “Elias”, occasioni per ammirare la compattezza del Coro del Maggio diretto da Lorenzo Fratini, e nel corso dell’anno si alterneranno sul podio Myung-Whun Chung, Philippe Jordan (con Beatrice Rana al pianoforte), Gianandrea Noseda, Teodor Currentzis alla guida della musicAeterna

Orchestra, Michele Mariotti (con Andrea Lucchesini al pianoforte), Daniele Rustioni, Diego Ceretta (con Benedetto Lupo al pianoforte e l’Orchestra della Toscana), Thomas Guggeis, Tomàs Netopil, Dmitry Sinkovski, Aziz Shokhakimov (con Alexandra Dovgan al pianoforte), Christophe Rousset oltre ovviamente a Zubin Mehta. Completano il cartellone i recital di canto di Jessica Pratt, Asmik Grigorian, Francesco Meli e Luca Salsi, due serate con Drusilla Foer, il concerto di Natale del 6 dicembre con il Coro di Voci bianche dell’Accademia del Maggio diretto da Sara Matteucci più due spettacoli di balletto, protagonisti Svetlana Zakharova etoile del Bolscioi e Roberto Bolle. 

Conclude il sovrintendente Carlo Fuortes: “Dodici opere, due cicli sinfonici più altri numerosi concerti; nomi importanti sul podio, per le regie, nei cast, una programmazione che è un invito a vivere l’opera e la musica come esperienza totale: spettacolo, riflessione, emozione, rito. Un percorso artistico che unisce passato e futuro, dove le voci antiche e quelle contemporanee si confrontano e si sfidano perché il Maggio vuole essere casa dell’opera viva: non museo, ma luogo di ricerca, narrazione e visione”. I nuovi abbonamenti sono in vendita a partire dal 15 luglio. I biglietti per i singoli spettacoli sono in vendita dall’8 settembre.

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