OGR, Salviamo Firenze: “Devono diventare un rifugio climatico”

Un laboratorio inclusivo e proposte dal basso il percorso individuato

Firenze – Un’area da troppo tempo dimenticata, che sta balzando agli onori delle cronache perché il suo destino può segnare profondamente la città. Si tratta dello spazio delle ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie, tema affrontato già svariati anni fa col contributo dell’architetto Roberto Budini Gattai su queste pagine. Un’area in una posizione strategica, adiacente alla Leopolda, e prodromo del centro storico che si pare davanti con la direttrice di via il Prato.

L’area è stata teatro in questi giorni di una passeggiata organizzata dal comitato Salviamo Firenze, che ha lanciato la proposta: no cementificazione, no speculazione, sì a un rifugio climatico che possa fronteggiare le sempre più roventi estati conseguenti al cambiamento climatico.

“Noi pensiamo che possa diventare qualcosa di molto diverso – dicono da Salviamo Firenze riferendosi alla prospettiva di tornare a versare cemento sul suolo cittadino – un nuovo pezzo di verde pubblico, senza nuovo cemento e senza una nuova strada per le auto”.

La terribile estate appena trascorsa dovrebbe insegnare. “Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo ricorda il comitato – La crisi climatica esaspera le disuguaglianze: chi ha una casa fresca, un giardino, un terrazzo o può permettersi l’aria condizionata può difendersi meglio. Chi non ha queste possibilità subisce di più il caldo, mentre spesso subisce anche il calore prodotto dalle infrastrutture e dai consumi degli altri”.

Da ciò ne deriva che Firenze necessita di “ombra, alberi, suolo permeabile, acqua, aria e spazio pubblico. Questa area può contribuire a ridurre l’effetto dell’isola di calore che soffoca questo pezzo di città. Può diventare un rifugio climatico e un’estensione delle Cascine: uno spazio verde accessibile a tutte e tutti, dove stare, incontrarsi, giocare, fare sport, coltivare, organizzare attività culturali”.

Nel 2019, ricorda Salvare Firenze, “il Comune rinunciò ad acquistare quest’area, non esercitando il diritto di prelazione. Da allora il quadro è cambiato radicalmente. La crisi climatica non è più una previsione lontana: è una realtà che viviamo sulla nostra pelle. Quella scelta va quindi ripensata”.

Se errore ci fu, e per il comitato ci fu, si può riparare, come indica il nuovo significato che i cittadini danno all’usato acronimo OGR, ovvero:
OGR: OPERAZIONE GRANDE RIPARAZIONE.

Come? “Chiediamo al Comune di tornare in campo, acquistare l’area e restituirla alla città.
Vogliamo costruire una proposta alternativa”.

Una proposta nuova nata dalle esigenze di chi vive la città: “Per i prossimi 60 giorni ascolteremo chi vive, lavora e attraversa questo pezzo di città. Raccoglieremo idee, bisogni e desideri; organizzeremo incontri e laboratori; metteremo insieme competenze, proposte e immaginazione”.

Obiettivo: arrivare a un progetto concreto, che si regga su due pilastri: ZERO NUOVO CEMENTO; ZERO NUOVE STRADE PER LE AUTO; PIÙ VERDE, PIÙ OMBRA, PIÙ SPAZIO PUBBLICO.

Concludono i cittadini: “Questa passeggiata è il primo passo. Guardiamo questo luogo per quello che è oggi, ma soprattutto proviamo a immaginare insieme quello che potrebbe diventare domani”.

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