Klaus Schwab è la persona che, sempre di più, viene identificata con il forum di
Davos, l’uomo del Grande Reset. In realtà lui si è fatto promotore di una
iniziativa che riunisce i grandi della Terra per farli ragionare sulla Quarta
rivoluzione industriale. Sì, perchè ogniqualvolta che nella storia dell’umanità ci
troviamo a dover gestire un qualcosa che ci costringe a rivoluzionare il nostro
modo di vivere, lavorare, comunicare, si parla di rivoluzione industriale.
Le rivoluzioni industriali hanno sempre innescato cambiamenti nell’umanità. I
cambiamenti di natura produttiva indotti dalle innovazioni, hanno sempre
comportato mutamenti di varia natura. Abbiamo cambiato le abitudini di vita, il
modo di socializzare e persino il modo di apprendere.
Le quattro rivoluzioni industriali
Tra il 1780 e 1830 ebbe luogo la prima rivoluzione industriale. Fu la scoperta
del vapore che permise di creare le prime macchine per l’industria tessile e le
prime locomotive. Furono proprio queste ultime a cambiare radicalmente la
mobilità delle persone e delle cose, avendo, come si può facilmente
immaginare, uno straordinario impatto anche sulle attività di socializzazione
tra le persone.
Tra il 1856 e 1878 l’innovazione che innescò un altro cambiamento fu la
scoperta dell’elettricità. Fabbriche, case, uffici pubblici e strade furono
illuminati e, di conseguenza migliorarono ancora una volta i sistemi di
produzione dei beni oltre che la vita delle persone che, grazie alla luce
artificiale, poterono allungare i tempi dedicati alle attività di socializzazione, a
tutto vantaggio della crescita individuale.
L’elettronica e l’informatica tra il 1980 e il 2015 hanno caratterizzato la terza
rivoluzione industriale. Computer, satelliti e internet hanno praticamente
messo il “turbo” alla nostra capacità di comunicare. Inviare una email, chattare
sui social o fare una video chiamata sono sistemi più veloci che inviare una
lettera per posta. La socializzazione tra individui è cresciuta in modo
esponenziale. Diciamo che il fatto di essere permanentemente connessi ha
fatto, in qualche modo, diminuire le occasioni di socializzazione “in presenza”,
fattore critico, a mio avviso, per lo sviluppo di intelligenza emotiva.
Dal 2016 comincia a diffondersi il concetto di Metaverso. Si comincia a parlare
di interazione tra elementi fisici, digitali e biologici. Possiamo, per esempio,
portare nella realtà, cosiddetta aumentata, un mondo virtuale nel mondo reale.
A differenza delle precedenti rivoluzioni, la quarta ha impresso una velocità
impressionante alla diffusione della tecnologia. Ciò è stato facilitato dal fatto
che oggi più del 60% della popolazione mondiale è connesso alla rete. Siamo
di fronte ad una accelerazione veramente esponenziale che sta cambiando il
modo di produrre, vendere, comunicare e apprendere.
Ma quali sono le tecnologie che caratterizzano la quarta rivoluzione
industriale? Ce n’è un lungo elenco:
• Computer quantici
• Biotecnologie
• Blockchain
• Robotica
• Stampa 3D
• Nanotecnologia
• IoT, Internet of things
• Intelligenza Artificiale
A dare, come detto all’inizio di questo scritto, la definizione di quarta
rivoluzione industriale come commistione tra mondo reale, virtuale e biologico,
è stato Schwab il fondatore del World Economic Forum. Alcune delle
tecnologie elencate sono già operative e in uso, ma vorrei soffermarmi
sull’ultima: L’intelligenza Artificiale.
Noi umani, attraverso la progettazione e la successiva realizzazione, siamo in
grado di creare delle macchine che sono capaci di “pensare” e “apprendere”.
Macchine, quindi, che riescono a capire, dalle informazioni che ricevono, e
sono in grado di eseguire senza ricevere alcun comando. Tutto ciò va sotto il
nome di Intelligenza Artificiale. Alcune applicazioni quali le note Alexa e Siri
attengono alla categoria dei dispositivi linguistici. Capiscono il linguaggio
umano e rispondono alle domande. Altre applicazioni riconoscono la scrittura
(chatbot) di cui la più avanzata è Chat GPT di OpenAI. Trattasi di un chatbot
in grado di sostenere conversazioni con gli umani e scrivere testi su qualsiasi
argomento per gli umani. Per questo sta diventando un vero fenomeno virale
nel mondo web.
Industria 4.0: sfide e opportunità
Secondo Klaus Schwab, abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. La velocità
di crescita dei processi di innovazione, continuerà, senza sosta ad avere un
impatto molto grande sul mondo delle imprese, sul lavoro e, più in generale
sulla vita delle persone. Sempre di più le macchine sostituiscono gli esseri
umani nei lavori più rischiosi e ripetitivi. Ma l’innovazione avanza e, come si
diceva parlando dell’ultima applicazione Chat GPT, la conseguenza è che,
potrebbe essere non lontano il momento in cui altri umani potranno essere
sostituiti da macchine. A tale proposito è significativo il test fatto con Chat GPT
in ambito giornalistico. In buona sostanza ci sarà bisogno di imparare nuove
competenze digitali e tecnologiche per poter svolgere i lavori del futuro.
Mi sembra che sia abbastanza intuitivo pensare che il lavoro più ricercato sarà
quello intellettuale e qualificato, mentre quello manuale e non qualificato
tenderà a scomparire. Chi non avrà accesso a una formazione adeguata,
quindi, rischia di rimanere indietro.
Le imprese tradizionali che vogliono sopravvivere non solo devono andare
online, ma essere in grado di offrire ai propri clienti, nuovi modi di interazione
con la loro realtà. A tale proposito, sempre di più si stanno diffondendo
metodiche e piattaforme per: acquisti in base al consumo e acquisti condivisi.
Ma assieme alla proliferazione di lavori digitali, la quarta rivoluzione industriale
porta con sé delle problematiche, sulle quali è opportuno soffermarsi e fare
delle considerazioni. Prima fra tutte è il diritto alla privacy.
Avendo una vita sempre più digitale, diventa necessario mantenere al sicuro i propri dati.
Inoltre, la disuguaglianza, già oggi fenomeno imperante con evidenti ricadute
sui nostri sistemi democratici, rischia di crescere ancora di più, aprendo così
un ulteriore solco tra chi ha le competenze giuste e chi invece non è in
possesso di una formazione adeguata in ambito digitale e tecnologico.
Infine, con una vita virtuale sempre più interconnessa con quella reale,
rischiamo di perdere di vista l’umanità. Il timore è quello di dimenticare
l’intelligenza emotiva, cioè la capacità, di capire e gestire le proprie emozioni e
quelle degli altri, rispettandole. Questo elemento è imprescindibile per un
esercizio della leadership consapevole e, oserei dire, illuminato.
Sta avvenendo che molte persone si adoperano per acquisire le competenze
necessarie che serviranno per i lavori del futuro. Ma non molti, compreso
Klaus Schwab, si stanno adoperando per incrementare l’intelligenza emotiva,
una delle poche cose che, allo stato attuale, l’Intelligenza Artificiale non può
sostituire. Mi sembrerebbe alquanto velleitario se non addirittura utopistico, se
il disegno fosse quello di puntare su una oligarchia di persone competenti che
si occupa di creare valore per tutti. Ci crederò quando mi dimostreranno che,
per esempio, anche questo scritto può essere prodotto da una Chat GPT.
