Truffe, il digitale è la nuova frontiera in una società sempre più disgregata

Il report di Federconsumatori, 18.531 utenti seguiti nel 2025
La presidente di Federconsumatori Laura Grandi

Firenze – Il mondo delle truffe è in continua evoluzione. Accanto al classico raggiro che riguarda l’energia (una semplice risposta registrata durante una telefonata viene manipolata per simulare il consenso all’attivazione di un contratto di luce o gas mai richiesto) si stanno espandendo le truffe che lasciano tracce inquietanti, come i deepfake, contenuti audio, video o fotografici creati o modificati grazie all’intelligenza artificiale, che integra anche la clonazione della voce. E chi resiste al messaggio di un figlio, magari lontano, che chiede di sottoscrivere qualcosa o di inviargli denari con urgenza? O quale sistema di sicurezza non si apre davanti al proprio volto, magari inquadrato con il cellulare, utilizzato al posto di un codice alfanumerico che magari dimentichiamo sempre? Peccato che quella voce del nostro famigliare può essere una sofisticata imitazione, e il ostro volto può essere stato rubato ai nostri social, magari, o ad altre operazioni online. Il problema delle truffe, dunque, sta diventando sempre più complesso, complicato ulteriormente dalla vergogna di apparire il gonzo di turno. A nessuno fa piacere diventare noti per essere caduti nella rete dei truffatori.

Del tema si è occupata, in un incontro con la stampa avvenuta stamane 28 luglio presso la sede della Cgil regionale, l’associazione Federconsumatori, una delle sette associaizoni italiane che si occupano di tutelare i cittadini da brutte avventure. Brutte per vari motivi, fra cui di sicuro il portafoglio. Ma brutte anche sotto il profilo psicologico, non foss’altro per al penosa sensazione di essere stati ingannati in quanto ingenui. Purtroppo e ovviamente, non è così. E’ invece evidente, di fronte ai numeri in crescita sciorinati da Laura Grandi presidente regionale di Federconsumatori, che la questione non si può più derubricare a un sottobosco tutto sommato di criminalità minore. Anche perché l’affidarsi sempre più diffuso a rassicuranti offerte online con tanto di video, recensioni e foto, fotografa a sua volta una società sempre più disaggregata, che vede un’umanità sempre più solitaria, che approccia al mondo e al reale tramite la distorcente offerta di mirabolanti e incredibili risultati , senza avere la possibilità di confrontarsi con una famiglia fisica e supportante.

Ma vediamo i numeri resi noti dalla presidente Grandi. Partendo dalla domanda di assistenza da parte dei cittadini, emerge un aumento significativo degli utenti seguiti dagli sportelli, passati da 11.307 nel 2023 a 14.000 nel 2024, fino a raggiungere 18.531 nel 2025. Una crescita che fotografa l’aumento delle difficoltà economiche delle famiglie ma anche il moltiplicarsi di truffe, pratiche commerciali scorrette e controversie con aziende e operatori. Inoltre, la Toscana ad ora è la seconda regione italiana per richieste di assistenza, davanti all’Emilia-Romagna (24.000 casi) e subito dopo la Lombardia. Si stima inoltre che siano circa 120.000 l’anno i nuclei familiari toscani colpiti da truffe. Un altro dato è importante e riguarda l’attività di recupero economico cui fa seguito l’intervento della Federconsumatori, che ha fatto registrare un andamento costantemente crescente.

Per quanto riguarda rimborsi e storni, sono stati recuperati: 422.477,07 euro nel 2023; 639.883,38 euro nel 2024; 936.854 euro nel 2025. A questi si aggiungono i risarcimenti ottenuti in sede giudiziaria o attraverso accordi transattivi, pari a: 207.300 euro nel 2023 196.250 euro nel 2024; 215.523 euro nel 2025. Complessivamente, nel 2025 Federconsumatori Toscana ha consentito ai cittadini di recuperare 1.152.377 euro, il miglior risultato degli ultimi anni. Un altro dato interessante è la classifica sul territorio: nel 2025 Firenze è in testa con 357.589 euro recuperati attraverso rimborsi e storni e 100.500 euro di risarcimenti, seguita da Pisa (99.687 euro di recuperi ordinari e 39.000 euro di risarcimenti), Pistoia (97.650 e 35.000 euro), Siena (95.120 e 20.000 euro), Arezzo (81.555 e 8.000 euro), Lucca (79.585 e 18.000 euro), Massa-Carrara (67.588 e 27.000 euro), Grosseto (64.789 e 21.000 euro), Prato (30.456 e 16.500 euro) e Livorno (29.545 e 14.500 euro).
Parallelamente aumentano anche le controversie gestite dagli sportelli. I reclami conclusi sono passati da 5.027 nel 2024 a 7.026 nel 2025, segno che cambiano i problemi ma cresce il bisogno di tutela.

“A mio parere, il dato importante, al di là della progressione che in due anni ha portato all’aumento del 60% delle persone che si sono rivolte ai nostri sportelli, è la diffusione dei tentativi di truffa che ormai raggiungono quotidianamente tutti i cittadini grazie allo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie, ma anche la capacità, da parte delle associazioni dei consumatori, di riportare nelle tasche dei truffati le somme sborsate con l’inganno”. Per quanto riguarda le truffe più battute, segnala Grandi, “se nel 2024 erano quelle sull’energia, adesso vanno per la maggiore le truffe finanziarie”.

Sì, ma come mai c’è questa dilatazione di vittime, come sembrano registrare gli aumenti deli accessi agli sportelli della Federconsumatori toscana? Secondo quanto spiega Grandi, “il dilatarsi della platea è dovuta anche a una criticità sociale, che riguarda i cittadini che si trovano in estrema difficoltà ad affrontare il mondo del digitale, e che in Toscana si stima riguardi circa 120mila famiglie, di cui 18mila si sono rivolte a Federconsumatori”. Circa la composizione delle vittime che si rivolgono agli sportelli dell’associaizone, “si tratta perlopiù di famiglie fragili, di lavoratori che non hanno le capacità economiche di rivolgersi a un avvocato, e trovano nella nostra ssociazione la possibilità della tutela a un costo molto basso o la pratica seguita a costi popolari”.

Ma chi cade nella rete dei truffatori digitali? “La fascia più numerosa è quella che va dai 40 ai 49 anni – dice Grandi – seguita da quella dei sessantenni, mentre da 70 anni in su si comincia calare”. Fra i motivi, sicuramente pesa la più assidua frequentazione degli strumenti di gitali da parte dei quarantenni e dei sessantenni. Ma anche la propensione ad affidarsi alla rete per qualsiasi operazione, dalla gestione del conto in banca agli acquisti online, alla sottoscrizione di accordi e contratti, alla sottoscrizione di una tessera associativa. Una vera e propria abitudine che però, come sottolinea Grandi, “non mette al riparo dai rischi di incappare in truffe clamorose come quelle finanziarie o sentimentali, tant’è vero che, grazie a incontri nelle scuole, ci siamo resi conto anche anche le generazioni dei nativi digitali non sono affatto pronte a fronteggiare i pericoli”. Insomma, non sono, o meglio, non sono solo gli anziani ad aver bisogno di tutela. Basti pensare alle complicazioni che avvengono quando qualcuno decide di cambiare contratto dell’energia.

Intanto però facciamo una piccola lista delle truffe più gettonate. In prima fila rimangono le truffe sull’energia, ma hanno un andamento in calo. Quelle che salgono di sharing sono quelle legate alle azioni finanziarie, che, come sottolineato più sopra, utilizzano sofisticati strumenti, come i deepfake e la clonazione della voce, il Pig Butchering, la truffa sentimentale costruita nel tempo che può provocare perdite superiori ai 100.000 euro; il furto degli account WhatsApp, i casi di sex extortion, il vishing e lo spoofing, con telefonate che sembrano provenire dalla banca o dalle forze dell’ordine.

Ma c’è anche altro, e riguarda un profilo più ampio, sistemico e sociale. Ne parla il segretario regionale della Cgil Rossano Rossi, che rafforza la richiesta, già lanciata dall’intervento di Laura Grandi, rivolta alla Regione Toscana, di aumentare la dotazione finanziaria per il CRCU, ovvero l’organismo, creato per legge regionale, che raggruppa le sette associazioni dei consumatori operanti nel territorio toscano. .La regine Toscana infatti ha istituito per prima questo organismo, con un investimento, prima del periodo pandemico, pari circa 200mila euro da spartire fra le sette associazioni. Sospesa l’erogazione di fondi in presenza della pandemia da covid, è tornata a rifinanziare il CRCU con 50mila euro complessivi. La richiesta è quella di tornare almeno ai 200mila pre-Covid, definito da Grandi “il minimo sindacale per potere mettere in atto quelle operazioni di conoscenza e sensibilizzazione necessarie”.

Perché, spiega Rossi, il problema registrato da Federconsumatori e dalle altre associazioni ha una natura profondamente sociale e si pone alla basi della nostra struttura civile. “Si tratta di una fascia di popolazione che ci riguarda – dice Rossi – che viene assistita da Federconsumatori , che ha una grande valenza economica ma anche un grande spessore psicologico. Molte vittime non sanno a chi rivolgersi, spesso sono sole, magari anziane, e meno male che trovano qualcuno che le aiuta sollevandole da uno stato d’animo turbato. Credo valga la pena di fare un investimento su questo presidio sociale, che va supportato da parte della Regione. Duecentomila euro investiti in queste associazioni valgono quanto un ponte, una strada”. Perché il vero problema è che nelle maglie dei truffatori non rimangono impigliati quelli che possono pagare il professionista, ma coloro che hanno difficoltà a difendersi, per fragilità economica, ma anche per non aver compreso fino in fondo che l’ambiente digitale non è solo dispensatore di premi, bonus e felicità.

Conclude Grandi: “Le segnalazioni raccolte dagli sportelli confermano che oggi nessuno può considerarsi al riparo. Se fino a pochi anni fa le vittime erano prevalentemente anziani, oggi vengono colpiti professionisti, imprenditori, giovani, pensionati e famiglie. Le truffe seguono l’evoluzione della società e della tecnologia, diventano sempre più credibili e puntano soprattutto sulle emozioni: paura, urgenza, fiducia e solitudine. È per questo che, oltre al recupero delle somme perse, diventa fondamentale investire nella prevenzione e nell’educazione digitale, perché il primo antivirus resta una cittadina e un cittadino informati”.

In foto, la presidente di Federconsumatori Laura Grandi

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