Trasferito Paterni, il dirigente dell’Istituto Da Vinci, presidio di docenti e Ata sotto l’Usr

“Vogliamo sapere i motivi e difendere il lavoro di questi anni”

Firenze – Perché il dirigente scolastico Marco Paterni è stato rimosso dall’Istituto che dirigeva, l’Itis Da Vinci? Perché è stato inviato d’ufficio, contro la sua stessa richiesta di restare, al Salvemini – D’Aosta? Perché rimuoverlo dall’Itis Da Vinci, dove è stato portato avanti un disegno inclusivo, contro la dispersione scolastica, e con un legame molto significativo col mondo del lavoro?

Ad ora, denunciano rappresentanti sindacali, Ata, colleghi, cittadini, studenti, altri dirigenti scolastici che oggi hanno partecipato al folto presidio davanti all’Istituto per difendere “il Preside”, nessuna risposta. Nessuno, né all’Uffici Scolastico regionale, dove una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta da funzionari, dell’Usr, che hanno promesso che gireranno le domande alla Direzione, né da altre voci istituzionali o rappresentative della scuola, ha spiegato i motivi. Una rimozione che, come dice la Cgil presente con i suoi rappresentanti, ancora non è ben comprensibile, alla luce in particolare del percorso compiuto in questi anni dall’Istituto.

Il presidio si è tenuto sotto la sede dell’Usr (Ufficio Scolastico Regionale) di Firenze. Presenti al presidio anche alcuni Dirigenti Scolastici di Firenze, così come Simone Cavari (referente regionale Dirigenti Scolastici Flc Cgil) e la Flc Cgil. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta presso l’Usr, come già ricordato,

Emanuele Rossi (segretario generale di Flc Cgil Firenze), che ha partecipato sia al presidio sia all’incontro tra Usr e delegazione ritine che la questione sia chiara: “Se ancora ce ne fosse stato bisogno, il presidio di stamani ha dimostrato una volta di più che l’USR Toscana ha un’evidente difficoltà nella gestione delle scuole e dei Dirigenti Scolastici. Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordiamo la recente protesta dei lavoratori del Cpia2; quella del Liceo Machiavelli a ottobre, per scongiurare il rischio di sostituzione del DS reggente con un altro Dirigente di prima nomina, dopo ben sei cambi di direzione in otto anni; quella del maggio 2024 del Comprensivo Verdi, che rischiava di cambiare il terzo dirigente in un anno scolastico perché l’USR doveva ricollocare la DS dell’Alberti-Dante sollevata dall’incarico. Stamani l’ennesima sacrosanta protesta di lavoratrici e lavoratori, stavolta del prestigioso istituto tecnico e professionale Leonardo da Vinci, contro l’inspiegabile e immotivato trasferimento del Dirigente Scolastico Marco Paterni. La scuola, una vera e propria istituzione per la città di Firenze, negli ultimi anni ha avuto una crescita costante delle iscrizioni, grazie anche a tutto ciò che realizza con i ragazzi: progetti didattici per l’inclusione e il successo formativo, iniziative per contrastare la dispersione scolastica e avvicinare al mondo del lavoro; esperienze per far crescere i valori costituzionali della democrazia e dell’antifascismo. Con il Dirigente Paterni il Leonardo da Vinci si è rafforzato come istituto di eccellenza fra i tecnici e i professionali, e per tutta risposta l’USR cosa fa? Sposta il Dirigente, il quale tra l’altro – da quanto ci risulta – aveva espresso l’intenzione di rimanere per un altro triennio, avendo anche tutti i requisiti in regola per ottenere la conferma dell’incarico. E’veramente la scuola al contrario: dove lavoratori e famiglie protestano, l’USR se ne lava le mani e non agisce, e dove la scuola funziona e c’è una collaborazione diffusa fra tutte le componenti dell’istituto, interviene contro le stesse aspettative di lavoratori e famiglie. E’ inevitabile chiedersi a quali logiche rispondano le scelte dell’USR della Toscana, visto che di sicuro non rispondono a quelle di chi ha a cuore il bene della scuola. L’USR è ancora in tempo ad ascoltare la protesta della comunità scolastica del Leonardo da Vinci: revochi il trasferimento del dirigente Paterni e lo mantenga alla guida dell’istituto”.

Anche Simone Cavari (referente regionale Dirigenti Scolastici Flc Cgil), è stato molto duro: “A tutti è apparsa una scelta ingiusta e priva di reale fondamento, soprattutto alla luce dell’eccezionale lavoro svolto negli anni presso la tua scuola. La mobilitazione compatta e sincera di tutta la comunità scolastica — docenti, personale ATA, famiglie e studenti — è la testimonianza più eloquente del segno indelebile lasciato: una guida competente, un punto di riferimento umano e professionale, un dirigente capace di ascoltare, costruire e innovare. In un tempo in cui la scuola ha bisogno più che mai di stabilità, visione e coerenza, appare incomprensibile colpire proprio chi ha saputo incarnare questi valori. A nome di tutti i Dirigenti Scolastici aderenti alla FLC/CGIL esprimo a Marco Paterni profonda stima e solidarietà autentica. Chiediamo quindi che le istanze della sua comunità vengano ascoltate e che si possa presto ristabilire ciò che è giusto, restituendogli la possibilità di proseguire un percorso che merita di essere valorizzato, non interrotto”.

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