Torna alla ribalta Musidora, pioniera del cinema francese

Divenne famosa con la serie Vampiri del 1915

Un fumetto sta riportando alla ribalta Musidora, primo sex-symbol del cinema francese e una delle pioniere del cinema d’oltralpe. Gli autori, Arnaud Delalandee Nicolas Puzenat, hanno ridato vita in un album edito da Robinson ,  a quella che negli anni della prima guerra mondiale fu un vero e proprio mito e che André Breton definì la decima musa.

La notorietà di Jeanne Roque, diventata in arte Musidora con il suo esordio sulla scena teatrale nel 1910,  era esplosa con la serie cinematografica i Vampiri prodotto dalla Gaumont nel 1915. A proporgli il ruolo malefico di Irma Vep era stato Louis Feuillade, il celebre regista francese del muto che ne ammirava la sua plasticità corporea e i suoi occhi  che riteneva « magnifici per la proiezione cinematografica ».

Musidora dunque, ben fasciata in una calzamaglia nera che mette in risalto le sue forme,  debutta nel terzo episodio  Il Crittogramma rosso provocando immediata meraviglia.  Se anche non si sa se si deve al suo ruolo malefico e sensuale il termine vamp ( abbreviazione di vampiro) è pur certo che Musidora  ne diventa una delle prime incarnazioni. La giovane artista però non s ferma a Irma Vamp : donna colta e libera, amica  di intellettuali come gli scrittori Colette e Pierre Louys, decide di lanciarsi nella regia convint ache il cinema  sia un mezzo di espressione e non solo un modo per guadagnarsi da vivere. 

Fino ad allora in Francia solo Alice Grey e Germaine Dulac avevano osato mettersi dietro la cinepresa. Gli inizi però non sono facili, nonostante la sua notorietà nata col musical ed esplosa sugli schermi e i suoi numerosi contatti nel « tout Paris ». Ai suoi esordi nella regia viene infatti sempre affiancata da un co-autore. Le sue due prime pellicole, Minne e La vagabonda tratte da opere di Colette, vengono addiruttura attribuite al solo Eugenio Perego, cineasta di una certa esperienza e soprattutto uomo .  

Musidora si rende conto allora che solo come produttrice potrà conquistare la sua autonomia e fonda dunque, nel 1919,  una piccola società cinematografica con  un socio.  Durante le riprese in Spagna del film Per don Carlos, in cui interpreta il ruolo di capitana Alegria, si innamora di un torero, Antonio Canero, e da allora divide la sua vita tra i due paesi,  realizzando film in Francia e soggiornando accanto al suo amore al di là dei Pirenei. E’ in Spagna che tra il 1922 e 1923 gira il suo film più libero e innovativo : La tierra de los toros , opera tra il documentario e la fiction, è probabilmente il primo making of della storia del cinema. Segue infatti la partenza di Musidore per l’Andalusa per girare un film sui tori  e tutte le avventure che deve affrontare.

La sua carriera cinematografica si conclude nel 1928, a soli 39 anni. Delusa dall’abbandono del torero, torna in Francia, si sposa con un amico d’infanzia e si dedica alla scrittura e alla pittura prima di morire, quasi completamente dimenticata, a Bois-le-Roi nel 1957.  Ora con l’album, Musidora, un tempo era lei il cinema, esce dall’oblio.

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