Firenze – Un piano che non è stato minimamente discusso, che dovrà essere riaperto, che non presenta alcuna novità rispetto a ciò che era già stato deciso. Hanno le idee molto chiare, i comitati cittadini che oggi si sono trovati in presidio sotto a Palazzo Vecchio. Una pletora di gruppi che vanno da Campo di Marte a San Salvi, da Peretola a Castello, passando per il centro storico e le zone limitrofe. Sopra tutto, la necessità di fare rete, anche se il vero rischio è quello, come avvertono alcuni, che si porti avanti una serie di rivendicazioni ristrette alle zone cittadine di nascita dei cmitati, rischiando di lasciar perdere la questione generale. Ed è sulla questione generale che è molto atteso il convegno che si terrà il 6 maggio prossimo, con esperti della disciplina urbanistiche e rappresentanti di alcuni comitati cittadini, presso l’sms di Rifredi, organizzato da Italia Nostra.
“Si tratta di una discussione da riaprire, dal momento che il nuovo Poc ritorna su posizioni già note, e già contestate con incontri pubblici, consigli di quartiere aperti, lettere e atti di opposizione – spiega il professor Mario Bencivenni – su tutti, due situazioni esemplificative, il parcheggio interrato in piazza del Cestello, che, dati alla mano, è una vera follia, e l’area di 15mila metri quadri della riqualificaizone di Campo di Marte, che il comitato dei residenti ha già aspramente respinto e che si trova dentro al Poc. Un piano che di fatto tiene conto solo delle opportunità regalate alle rendite di posizione. Senza contare la questione del verde, sbandierata dall’amministrazione a più riprese, di cui si parla pochissimo nel documento di 1200 pagine, che viene rimandato a un piano del verde ancora fantasma nonostante gli annunci”.
“Le tante vertenze che sono presenti oggi – si ricorda che sotto Palazzo Vecchio oggi si sono ritrovati, oltre ai comitati cittadini contro il Poc (piano operativo comunale) anche gli abitanti di via Accedemia del cimento e le insegnanti delle scuole interessate dai tagli – esemplificano il malessere di questa città, sotto tanti punti di vista. Per quanto ci riguarda, chiediamo questo piano operativo che non affronta minimamente i tanti problemi presenti, sia bloccato e si riapra un percorso di dibattito reale sui contenuti del Poc, che invece sono calati dall’alto con pseudo percorsi partecipativi e visto che hanno aspettto tre anni per farlo, aspettino un altro po’ e discutano seriamente i problemi che da Campo di Marte all’aeroporto, al verde a mille altri situazioni non hanno avuto risposte o attenzione”.
Fra i temi più scottanti sul tavolo, torna “l’area di trasformazione di Campo di Marte, che è già stata presentata come realizzabile, 15mila metri quadrati di commerciale in un’area destinata a verde negli strumenti precedenti; l’altra, è l’allargamento della pista dell’aeroporto e il Parco della Piana, nonostante mancanze progettuali e sentenze”.
Il vero problema è lo spirito generale. “Una questione esemplare è la previsione di un asilo nido nel Parco delle Cascine nella palazzina della tinaia. Un assurdo, dal momento che gli asili vanno fatti dove c’è la residenza, motivato solo dai fondi del Pnrr nel settore, e non avendo la forza di imporre ai privati che lottizzano di fare asili nido, prendono un edificio delle Cascine. Ma come si portano i bambini dentro le Cascine? Con le auto?”.
“Una tranvia che produce risultati paradossali – aggiunge una signora di Campo di Marte – per fare la linea che porta dalla stazione di Campo di Marte a quella di Rovezzano, abbattono 460 alberi. Recensiscono le isole di calore mentre le creano”.
Un incontro ipotizzato fra una rappresentanza dei comitati cittadini e l’amministrazione non è poi avvenuto.