È una grande retrospettiva, la prima in Italia, nella Sala delle Esposizioni nell’Accademia delle Arti e del Disegno. Dal 13 settembre al 13 novembre 2025 la mostra “Slavko Kopač. Il tesoro nascosto. Arte informale, surrealismo, art brut” ospita un centinaio di opere dell’artista e collezionista franco-croato, da cui emerge la sua lunga ricerca, complessa e sperimentale, tra innovazione e tradizione.
La sua prima personale a Firenze risale al 1945, alla Galleria Michelangelo, quando Kopač era un giovane promettente che aveva già partecipato alla Biennale di Venezia, e l’attuale esposizione, a distanza di ottant’anni, è un’occasione unica per approfondire il percorso straordinario di un’artista che ha saputo rappresentare un periodo di rinascita culturale dopo le distruzioni, non solo materiali, della seconda guerra mondiale.
La selezione di oli, disegni, acquerelli, libri d’artista, poemi visivi, collage, assemblage e ceramiche presenti in mostra, che vanno dal secondo dopoguerra agli anni Sessanta, raccontano l’universo poetico di Slavko Kopač, capace di spaziare tra pittura e scultura, tecniche miste e sperimentazioni materiche, rinnovando ripetutamente il proprio linguaggio espressivo.
Kopač studiò all’Accademia di Belle Arti di Zagabria con opere aderenti ai canoni del Naturalismo ma il suo linguaggio si evolse velocemente in una visione espressiva che lo spinse a superare le rappresentazioni convenzionali per esplorare tecniche eterogenee e forme intuitive.
Come altri artisti Kopač guarda ad espressioni autentiche e non convenzionali, capaci di rivelare la dimensione archetipica e universale del linguaggio artistico.
La mostra si articola attorno a due importanti momenti della vita di Kopač: quello fiorentino dove avviene la sua maturazione artistica e il successivo, parigino, in cui emerge un linguaggio tra surrealismo, arte informale e Art Brut di cui è difensore e promotore.
È proprio a Parigi, nella capitale dell’arte europea del dopoguerra, che conosce André Breton, Jean Dubuffet e Michel Tapié, collabora con loro e partecipa alle mostre. Come Dubuffet, Breton o Max Ernst, Kopač crea rappresentazioni che attingono alle radici archetipiche del vissuto umano. Pur avendo un rapporto intenso, artistico e personale con questi artisti egli mantiene sempre una posizione autonoma. Gli viene riconosciuta una grande sensibilità informale, come Fautrier, Wols, Michaux, Burri, de Kooning, Soulages e lo stesso Dubuffet. Un’arte che riparte dalle origini del gesto creativo, si lascia alle spalle gli orrori della guerra e inizia un nuovo percorso.
Kopač è uno strenuo ricercatore, esplora e sperimenta soluzioni inedite come smalti su pietra vulcanica, piombo fuso plasmato in forme floreali, frammenti di pneumatici trasformati in creatura fantastica. Unisce elementi poetici alla materia, lega il reale al fantastico. Stupiscono i suoi lavori che si avvicinano al percorso di Jackson Pollock, Lucio Fontana e Sam Francis.
Nell’esposizione, insieme alle opere sono presenti materiali d’archivio e lavori di personaggi che hanno influito nell’evoluzione artistica di Kopač, tra cui Jean Paulhan, Cesare Zavattini oltre a Jean Dubuffet, Michel Tapié e André Breton, che conservò delle opere di Kopač nella propria collezione. Infine Giordano Falzoni artista poliedrico e critico che appena ventenne, promosse in Italia il dibattito sull’opera di Dubuffet e fu il corrispondente italiano della Compagnie de l’Art Brut.
Curata da Roberta Trapani e Pietro Nocita, la mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura croato, della Regione Toscana e del Comune di Firenze, è promossa e organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, da ArtRencontre e dalla Kopač Committee Association, in collaborazione con Museo Novecento Firenze, Accademia di Belle Arti di Firenze, Institut Français Firenze, BBS Pro e MUS.E Firenze.
In occasione della mostra è pubblicato un libro monografico che sarà presentato il 17 ottobre nel corso di una giornata di studi ospitata dal Museo Novecento e dall’Istituto Francese.
SLAVKO KOPAČ. Il tesoro nascosto. Arte informale, surrealismo, art brut
13 settembre – 13 novembre 2025
Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, Firenze
Info: Tel. 055.219642 – info@aadfi.it
In foto: Slavko Kopač Motherhood, 1949 – Pastel on paper, 22,5×26,5 cm