E’ calata la scureMonti azzera le Province, Masini su tutte le furie

La presidente: “Anche Comuni e Regioni sono troppi”

Doveva proprio arrivare Mario Monti per calare la scure sulle Province. Quando si tratta di tagliare uffici e poltrone, infatti, in Italia si finisce sempre col rinviare a data da destinarsi e nei fatti non cambia mai nulla. Ma l’emergenza questa volta ha spazzato via le chiacchiere della politica: “Non è nostro potere abolire le province nel decreto odierno, – ha detto il presidente del Consiglio –  ma abbiamo profondamente modificato le province: abbiamo eliminato le giunte provinciali e c’é una drastica riduzione del numero consiglieri”.

In sostanza le amministrazioni provinciali dovrebbero scomparire come organismi elettivi a suffragio popolare, i consigli saranno composti da 10 rappresentanti (a palazzo Allende attualmente sono 30), eletti dagli amministratori locali con compiti di coordinamento, mentre saranno abolite completamente le giunte. I nuovi enti avranno solo “funzione di organi di controllo e di coordinamento”, in pratica non decideranno più nulla.

Una soluzione che per ragioni comprensibili non è piaciuta alla presidente Sonia Masini che si è sfogata con l’agenzia AdnKronos:  “E’ nostro dovere metterci a disposizione per fare quello che serve al Paese, ma mi sembra anomalo che si parli solo di Province, perché anche i Comuni e le Regioni sono, a mio avviso, troppi. Non si può sopprimere chi viene eletto democraticamente”.

“Su questo passaggio, diversamente da altri argomenti – ha aggiunto la Masini – mi pare che il governo abbia dimostrato un’insufficiente preparazione tecnica, perché bisogna conoscere bene il funzionamento dello Stato. Mi sembra non si sia valutato né il risparmio effettivo, né le modalità del passaggio di competenze che, solo in Emilia Romagna comprende circa 400 forme che spaziano dai lavori pubblici ai progetti per il lavoro, e non possono rischiare la paralisi” continua la Masini che sta viaggiando verso Roma per l’assemblea dell’Upi. Va bene semplificare e ridurre le competenze  ma magari lo si può fare dalle prossime elezioni per salvaguardare il patto stretto con i cittadini”.

“Io non voglio difendere l’ente in quanto tale, perché parliamo di strumenti per amministrare la cosa pubblica e non di realtà fini a se stesse – ha detto ancora la Masini – ma credo che neanche la crisi economica possa intaccare la democrazia, creando un vulnus democratico”. Insomma, ci deve essere un margine di discussione, fermo restando che ciascuno deve fare la propria parte, compresi Comuni e Regioni che sono troppi e non vengono, invece, toccati”.

Il taglio voluto dal Governo è invece piaciuto al sindaco Delrio, reduce dall’incontro con il presidente Monti in veste di presidente dell’Anci: “Le Province devono diventare enti di secondo grado, più leggeri, dove i sindaci possano coordinare le politiche del territorio”

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