Leonarda Cianciulli fobia: è ancora lei la serial killer più temuta…

L’altro 8 marzo, quello dell’orrore. In mostra a Jesolo la vita delle serial killer più sanguinarie del Paese. La saponificatrice di Correggio spopola indiscussa negli incubi notturni del 63% dei visitatori

CATALOGO - SEZIONE CIANCIULLIA quasi mezzo secolo dalla sua morte avvenuta nel carcere di Pozzuoli nel 1970, si parla ormai di “Leonarda Cianciulli fobia” descrivendo la fatale attrazione del 63% del pubblico in visita alla mostra “Serial Killer, dalla vittima al carnefice”, allestita a Jesolo fino al 30 aprile, verso la killer passata alla storia come la “saponificatrice di Correggio”, risultata la preferita in un sondaggio rispetto ad altre killer donne presenti nell’allestimento con i loro reperti ed armi del delitto.

“L’indice di ‘inorridimento‘ risultato dalle interviste rilasciate all’uscita da un campione di 1000 visitatori divisi equamente per sesso e fasce d’età comprese fra i 18 ed i 60 anni” spiegano gli organizzatori “conferma che Leonarda Cianciulli supera per popolarità altre celebri assassine nazionali come Rina Fort, Milena Quaglini, ed altre. Dati confermati tra l’altro dalle vendite del merchandising legato alla figura di Leonarda Cianciulli, visto che in meno di tre mesi dall’apertura abbiamo venduto oltre 1400 tra saponette e biscotti con la sua immagine confezionati con le sue macabre ricette. Il tutto senza contare le decine di pubblicazioni a lei dedicate vendute al bookshop della mostra”.

discocianciulli“Non siamo ancora riusciti a spiegarci il motivo di tanta fascinazione verso questa assassina che fra il 1939 e il 1940 ammazzò a sangue freddo tre donne nella cittadina di Correggio in provincia di Reggio Emilia” aggiungono “fatto sta che è la figura criminale femminile che rimane più impressa nella mente dei visitatori. Le più colpite dalla sua storia risultano le donne che rappresentano il 55% di chi ha espresso la preferenza, attratte forse dalla sua vicenda di bambina rifiutata durante l’infanzia e di moglie abbandonata dal marito in età adulta, o forse dal fatto che nella sua follia ammazzava per proteggere i suoi tre figli dalla la madre morta che le appariva in sogno ordinandole di uccidere”.

Soste incuriosite e alcune volte qualche episodio di nausea per i visitatori dallo stomaco debole soprattutto durante la visita alla fedele ricostruzione della cucina della Cianciulli presente alla mostra “Serial Killer”. “Restano basiti di fronte al pentolone, agli alambicchi e ai catini” confermano dalla mostra “con cui, secondo le descrizioni contenuti nelle sue memorie ‘Confessioni di un’anima amareggiata’ che scrisse dal carcere, aveva tentato di saponificare le sue vittime bollendole nella soda caustica appena dopo averle uccise per far sparire in poco più di un quarto d’ora i cadaveri trasformandoli in saponette e candele, utilizzandone poi il sangue e la polvere d’ossa per condire i biscotti che regalava ai vicini”.

cianciulli maniaCuriosità e sangue raggelato nei visitatori anche di fronte agli inquietanti “auguri di Pasqua” contenuti nella cartolina postale originale esposta a Jesolo in anteprima assoluta inviata dalla serial killer emiliana il 9 aprile 1949 all’avvocato Piero Fornaciari, suo principale accusatore al processo che la condannò a 30 anni di carcere più 3 di manicomio. “La cartolina è un vero e proprio inedito esposto per la prima volta” concludono gli organizzatori “contiene una sorta di poesia ispirata alla Pasqua inviata dal Manicomio Criminale di Aversa con l’augurio di ‘ottima salute’ all’avvocato e l’autografo originale di Leonarda Cianciulli”.

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