Intelligenza artificiale: una start up la usa per prevenire le morti sul lavoro

Binoocle ha messo a punto tramite AI un sistema di sicurezza nei cantieri

E se l’intelligenza artificiale potesse dare un bel taglio alla drammatica e indecente sequela delle morti sul lavoro, quasi quattro al giorno in Italia? Mario Puccioni è convinto di sì . È il fondatore e il ceo di Binoocle, la startup che coniuga le competenze in Mind-Brain Sciences, Intelligenza Artificiale e Data Science, nata a Firenze nel 2018 e presto selezionata da Nana Bianca, lo StartUp Studio di cui è ceo e cofondatore Alessandro Sordi insieme a Paolo Barberis e Jacopo Marello e che gestisce il coworking dell’ Innovation Center della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Nana Bianca è nota a livello nazionale e internazionale per aiutare le start up innovative a trasformare le idee in tech-company di successo grazie all’analisi dei trend di mercato e la fornitura di servizi per formare e guidare i team. Ora Binoocle ha superato i cinque anni dopo di cui si smette di essere start up e si entra nella schiera delle pmi (le piccole e medie imprese) e ha al suo arco anche l’entrata in società della stessa Nana Bianca, della Fondazione e di Harpaceas che, essendo società specializzata nella digitalizzazione dell’industria edile in cui si verificano molti degli incidenti del lavoro, è un partner chiave per entrare nel settore con programmi di AI per la sicurezza.

Binoocle, che sta lavorando con le più grandi aziende edili italiane, ha messo a punto tramite la AI un sistema di sicurezza nei cantieri: una telecamera con dentro algoritmi tali da individuare immediatamente chi per esempio non ha il casco, chi si sta avvicinando a aree di pericolo, chi mostri comportamenti che rivelano uno stato di disagio, chi entra pur inatteso, e fermare il rischio prima che diventi fatto concreto. “Un sistema facile da applicare. Noi creiamo dei software che stanno dentro un computer e analizzano le immagini, ovvero dei pixel che sono numeri e quindi interpretabili all’istante dagli algoritmi in modo da dare l’allarme in tempo reale” dice Puccioni. Prevedendo di sviluppare altri modelli, oltre a quelli per la sicurezza “per cui l’Ai darà un forte taglio alle morti sul lavoro” , capaci di automatizzare i processi chiave nei cantieri, tra cui la gestione dei rifiuti, il monitoraggio dell’avanzamento dei lavori e la creazione di una replica virtuale del cantiere per simulare e prevedere eventi futuri”.

Oltre a star già lavorando, racconta il ceo, per entrare in altri settori industriali, a iniziare dai trasporti in cui agire sia sulla sicurezza che sulla riorganizzazione della logistica. “In questo momento stiamo lavorando nel mondo delle costruzioni, dell’industria e delle infrastrutture dell’ oil and gas – dice – ma andremo oltre”. Psicanalista e neuroscienziato, Puccioni ha avuto, prima di fondare la società, varie esperienze cliniche . Non ha intrapreso la nuova attività per puro caso, dice, anzi considera le diverse esperienze legate tra di loro. “Ho studiato il cervello umano da tutte le parti, da dentro e da fuori. Con analisi che si possono trasformare nei dati che oggi chiamiamo AI. Mi sono fatto esperienza girando il mondo, ho insegnato a medicina e chirurgia a Firenze, dove ho lavorato all’ospedale Meyer. Poi mi sono stancato del mondo accademico e ho deciso di spingere i dati avveniristici del cervello nel mondo imprenditoriale, così ho aperto nel 2018 la start up. Con un gruppo di studenti abbiamo iniziato a fare ricerca e sviluppo sulle tecnologie e durante il covid abbiamo capito che potevamo costruire un prodotto, che il mondo era maturo e lo aspettava” .

Puccioni spiega anche che “le tecnologie della AI possono simulare piccoli eventi del cervello separatamente , per esempio la vista e le immagini oppure la parola e il linguaggio, ma mai l’intera attività del medesimo. Dunque, niente paura: l’AI simula oggi e simulerà ancora di più domani varie funzioni del cervello, costituendo un grande aiuto all’uomo, ma non lo sostituirà mai come erroneamente qualcuni teme”.

Anche sulle previsioni di possibile perdita di posti di lavoro sostituiti dall’intelligenza artificiale Puccioni è tranquillo: “Tra dieci o venti anni alcuni lavori saranno spariti ma ne serviranno altri. Cambierà il modo di lavorare ma le macchine non riusciranno mai a fare operazioni complesse, di alto livello, creative e decisionali. Solo che mettere una persona a controllare numeri dalla mattina alla sera sarà inutile e bisognerà piuttosto essere pronti a acquisire competenze di più alto livello. Anche quando arrivò la lavatrice si tremo’ per la sorte delle lavandaie. Cosa faranno le nostre donne ? ci si chiese angosciati. Ora le donne vogliono la lavatrice e fanno un altro lavoro. Il mondo va avanti e qualsiasi cosa si sia inventata ha sempre aiutato le persone che si sono via via trasformate”.

Binoocle “si è specializzata nel simulare la vista e il linguaggio”, spiega il suo fondatore. Dalla simulazione della vista è nato il sistema di sicurezza che intercetta i pericoli per chi lavora, da quella del linguaggio un altro sistema, di cui è già iniziato l’uso nei cantieri, che dà la possibilità di automatizzare parti del processo industriale, per esempio, può dire immediatamente da lontano cosa deve fare un mezzo appena entrato nel cantiere . “Le tecnologie che andiamo realizzando hanno molte possibilità di applicazione – spiega Puccioni – usando l’AI che concerne la vista possiamo anche rendere riconoscibili gli oggetti di un cantiere digitalizzandoli senza dover mandare di persona di qua e di là a individuarli e scrivere la lista. Usando, invece, quella che simula il linguaggio possiamo costruire un sistema che interpreta lo stato fisico e mentale dei lavoratori e che potrebbe in seguito essere usata anche per il benessere e perfino nella sanità ” .

Come si fa? Si compone, tramite le tecnologie della AI, una specie di questionario cui il lavoratore deve rispondere: come stai oggi, per esempio, e dalle risposte che dà – ho caldo, ho mal di testa, mi sento stanco – si capisce se sia in difficoltà e lo si esonera da attività rischiose. Rendendo così il lavoro più sicuro ma anche più confortevole” . dice Puccioni. Ma cosa c’entra con la sanità? “Semplice: quando contattiamo il nostro medico di base gli raccontiamo i nostri sintomi del momento che hanno un significato assai relativo. Cambierebbe se invece il medico potesse avere a disposizione il percorso giornaliero nel tempo del nostro stato fisico e mentale”.

Non basta. Oltre all’uso della AI nel mondo delle costruzioni, e in un prossimo futuro anche nei trasporti e forse e in sanità, Binoocle si sta occupando anche di Smart City. Ha già messo a punto un sistema che propone alle amministrazioni comunali tra cui qualcuna lo sta già provando, per monitorare in tempo reale il flusso dei turisti nelle piazze delle città senza violare le leggi sulla privacy che nel campo della pubblica amministrazioni prevedono obblighi severi. In questo caso nessuno verrà neanche vagamente riconosciuto, il software non caricherà nessuna immagine, spiega Puccioni perché in virtù delle tecnologie della AI riuscirà a trasformarle subito in dati, processandoli in tempo reale.

Fanno tutto questo lavoro, dentro la neo pmi, dieci persone tra i 25 e i 43 anni di Puccioni che è “il più vecchio” , come dice lui. Un team internazionale, tra la fiorentina Nana bianca, gli USA e il Canada per cui “lavoriamo sempre 24 ore su 24 perché quando qui si dorme si è svegli la’ e viceversa”. Che la formula di Binoocle funzioni lo ha dimostrato anche l’entusiasmo degli americani. Racconta Puccioni: “Tramite la Regione siamo stati invitati a dicembre scorso con altre startup nella Silicon Valley per mostrare le nostre tecnologie e portarle sui mercati Usa. Figuriamoci, la Silicon Valley: temevo che nel cuore delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale ci considerassero dei poveracci e invece ci sono piovuti apprezzamenti e inviti a presentarci sul mercato Usa”. E ci andrete? “Certo, ma prima, nel prossimo anno, vogliamo aggredire il mercato europeo, non sarà neanche difficile perché lavoriamo già qui con aziende internazionali con sedi in Italia”.

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