Chi l’avrebbe mai detto che con una media di 300 litri pro capite nel 2016, i tedeschi fossero i più grandi bevitori di tè al mondo, battendo Cina, India e Gran Bretagna? Questo record è dovuto in particolare ai frisoni, gli abitanti delle regioni nord-orientali della Repubblica federale.
La pittoresca regione del “Friesland”, ducato indipendente tra il 1438 e il 1575, si estende oggi dalla bassa Sassonia a parte dello Schleswig-Holstein e dei Paesi Bassi. Caratterizzata da un clima rigido, forti venti, mulini a vento ed edifici di mattoni rossi, è qui che si coltiva la “Ostfriesische Teekultur” entrata a far parte del patrimonio culturale intangibile UNESCO nel 2016.
La cultura del tè frisone orientale fiorisce nel XVIII secolo grazie alla Compagnia olandese delle Indie Orientali (VOC-“Vereenigde Oostindische Compagnie”) che a partire dal 1602 inizia l’importazione dei primi lotti di tè dal Giappone alla Frisia immagazzinandoli nel quartiere della “Speicherstadt” di Amburgo.
Inizialmente riservato alle classi più abbienti, il tè nel corso del ‘700 e ‘800 diventa una bevanda “popolare” promossa in particolare dalle comunità calviniste e pietiste in sostituzione della birra e del latticello, entrambe bevande alcoliche. Un’altra spiegazione per la diffusione della Camelia Sinensis in Frisia sarebbe di tipo igienico-sanitario: l’acqua per le infusioni proveniente dalle zone costiere e dalle brughiere, una volta bollita, risulta potabilizzata.
In realtà la storia del radicamento del tè in Frisia è estremamente tumultuosa. Dopo il fallimento della “Compagnia Reale Prussiano-Asiatica di Emden, capoluogo della Frisia”(Emder Ostasiatischen Handelskompanie) Federico II di Prussia, per risparmiare sulle costose importazioni di tè dall’Oriente, causa di ingenti danni fiscali allo Stato, inizia nel 1778 la cosiddetta “guerra del tè” dichiarandone illegale il consumo. Lo stato prussiano propone in alternativa al tè, delle infusioni con “erbe locali”, quali la melissa e il prezzemolo.
Risultato? Un aumento esponenziale del contrabbando, della disobbedienza civile e del consumo di tè in segreto. Il divieto è infine ritirato due anni più tardi, nel 1780. Neanche l’occupazione napoleonica ferma i frisoni: nonostante il blocco continentale, il tè viene importato di nascosto dall’Inghilterra passando attraverso Helgoland (allora parte del Regno d’Inghilterra).
È così che il 1° maggio 1806 l’uomo di affari Johann Bünting, con l’apertura del suo negozio di articoli coloniali a Leer, getta la prima pietra della più antica società privata di commercio del tè nella Frisia orientale. Nel corso dell’Ottocento vengono alla luce le grandi case di commercio del tè frisone quali Bünting (1806), Thiele (1873) e Onno Behrends (1886) e nel 1907 nasce la “Ostfriesische Tee Gesellschaft” (OTG) ovvero la “Società del tè frisone orientale”.
La miscela del tè frisone orientale rimane ad oggi un segreto: forte ma elegante si tratta di una miscela di tè neri dall’Assam (India) e da Ceylon (India) confezionati in Frisia e serviti in stoviglie di porcellana frisia (“Ostfriesischer Teegeschirr”) decorata con motivi floreali quali la rosa frisone (“Ostfriesische Rose”).
Quante tazze è quindi lecito bere? In frisone si dice che “tre tazze sono la dose di diritto del frisone”(“Dreeis Ostfreesenrecht”) ma l’ora del tè, detto “Teetied” in dialetto frisone, può raggiungere le sei volte al giorno.
Se si vuole preparare una tazza di té (“Köppke Tee”) si deve aggiungere un cucchiaio a testa di tè a persona e uno aggiuntivo “per la teiera”. Il tè infuso è quindi servito nelle tazze di porcellana precedentemente guarnite con un cristallo di zucchero (“Kluntje”). Si aggiunge poi un cucchiaio di panna con un movimento in senso antiorario: questa operazione simboleggia l’arrestarsi del tempo durante l’ora del té. La panna, che nel té crea delle “Wulkjes” (nuvolette), non si mescola mai.
Il primo sorso sarà quindi cremoso grazie alla panna, il secondo amaro grazie al tè nero e il terzo dolce grazie allo zucchero.
Foto di Berlino Magazine
Bibliografia
https://whc.unesco.org/fr/list/1467
https://www.unesco.de/en/east-frisian-tea-culture
https://www.otg.de/en
https://www.ostfriesentee.de/Geschichten/Die-ostfriesische-Teegeschichte.html
https://www.dw.com/en/the-worlds-top-tea-drinkers-are-in-germany/g-40137419
https://www.uni-flensburg.de/friesisch/friesisch-was-ist-das-eigentlich