Firenze – Presentato oggi, 8 settembre, il programma di Avs per le prossime regionali, uno dei pilastri del campo largo, che tuttavia non cede su alcuni punti che sono ormai questione identitaria dell’area in Toscana. Mattatrice dell’evento per il significato della sua esperienza politica, compresa la sofferta fuoriuscita dai 5 S, è la consigliera regionale Silvia Noferi per Europa Verde, mentre, per Sinistra Italiana, è presente lo storico esponente della Gauche, sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi.
Sanità e acqua pubblica, welfare su cui scattano reddito di cittadinanza e salario minimo regionale, dare corpo con le politiche di transizione reale al contrasto ai cambiamenti climatici, in un ventaglio che va dal potenziamento delle fonti di energia rinnovabile alla conversione del sistema dei trasporti, tutti punti fondamentali di sostanziale accordo con gli alleati. Da studiarsi come far entrare nel campo largo, posizioni come il no senza se e senza ma alla nuova pista di Peretola e al rigassificatore di Piombino. Da far digerire a imprenditori e anche a parte delle maestranze, lo stop allo sfruttamento marmifero delle Apuane. Altra posizione “impattante” la politica toscana fin qui portata avanti dalle giunte del centrosinistra a guida Pd, la “cautela” che viene auspicata nel ricorso alla geotermia. Se sembra quasi dovuto l’impegno a iniziare per certi versi e completare per altri, le bonifiche dei siti inquinanti e siti Keu, più complessa ma altrettanto decisa appare la questione del no alla funivia Doganaccia-Corno alle Scale.
AVS – Alleanza Verdi Sinistra (Sinistra Italiana e Europa Verde) insomma non teme, mettendo avanti anche punti divisivi, di mettere in crisi una parte del campo largo, ovvero la coalizione elettorale che include Partito Democratico, MoVimento5Stelle, Italia Viva e altre forze moderate. La presentazione odierna ha visto al tavolo il segretario SI toscano Dario Danti, il commissario Europa Verde Filiberto Zaratti, e due dei candidati nel collegio di Firenze: oltre a Silvia Noferi (Europa Verde), anche Lorenzo Falchi (Sinistra Italiana), altra candidatura di grosso peso e e di storia importante .
Quanto a divisività, il tema dei temi è da sempre stato il nuovo aeroporto e la contrarietà “storica” non solo dell’area della Sinistra, ma anche dei Comuni della Piana, guidati spesso proprio da Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino. Anche su questo punto, non si lesina a mettere i puntini sulle i , con la richiesta agli alleati di coalizione di “abbandonare ogni nuovo progetto in caso che la valutazione in sede tecnica, ministeriale o giudiziaria, fosse ancora una volta negativa”. E se la valutazione fosse positiva? No problem, dicono in coro: si rimarrebbe contro.
E a proposito dell’aeroporto, “non riusciamo proprio a capire – dice Noferi – come, dopo tutti i ripetuti no collezionati dal progetto di allargamento della pista di Peretola, la commissione abbia potuto dare parere favorevole e siamo curiosi di leggere queste 13 prescrizioni. Ricordo che anche nel 2017 la commissione VIA aveva dato parere favorevole, con 142 prescrizioni che di fatto rendevano impossibile la realizzazione del progetto”.
Parte dalla sanità, pubblica, Lorenzo Falchi, per mettere l’accento su un tema che è essenziale per la comunità, affermando che, se mancano soldi, è necessario andare a cercarli dove ci sono, ovvero, “chi ne ha tanti, grandi patrimoni, grandi ricchezze”. Accennando ai tagli del governo sul tema, Falchi sottolinea le difficoltà in particolare di Regioni come la Toscana, “che hanno provato a resistere a percorsi di privatizzazione, che pure sono ben presenti anche sul nostro territorio”. E’ indispensabile, continua Falchi, che “questa volta le risorse di cui ci sarà bisogno non vengano chieste sempre ai soliti, lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate. Stavolta occorre fare una grande operazione di ridistribuzione della ricchezza”. Il tema dell’acqua pubblica, “irrinunciabile per noi che il percorso della prossima amministrazione regionale lavori per la ripubblicizzazione del servizio idrico, come deciso dal referendum del 2011”.
Dall’ambiente con l’obiettivo della decarbonizzazione della Toscana, al reddito minimo garantito, fini all’inevitabile punto della pista parallela dell’aeroporto di Peretola. “Una contrarietà, per noi e per me, irrinunciabile – dice Falchi – certamente dobbiamo tenere conto che siamo in una coalizione che vede opinioni diverse su un progetto che è partito un po’ di tempo addietro e su cui manteniamo posizioni diverse e coerentemente contrarie”.
Infine, un punto nuovo ma obiettivamente pesante, ovvero il rischio per la Toscana, viste le aree impegnate in attività militari e la recente polemica su Rovezzano. La caserma Predieri di Rovezzano infatti è , come ormai ben noto, in procinto di diventare (27 milioni di investimento) quartier generale permanente della Multinational Division South (Mnd-S) della NATO. Non un presidio di poco conto, dal momento che si tratta di un comando strategico che ha il ruolo di guidare le forze terrestri dell’Alleanza Atlantica nel Sud Europa, dedicato in particolare alla sicurezza del Mediterraneo e alla gestione di operazioni militari multinazionali.
“E’ ovvio che ci sono decisioni che vengono prese in catene decisionali su cui la Regione incide molto poco – dice Falchi – ma è importante che le istituzioni e il territorio dicano no, lavoriamo per la pace. Un impegno che dobbiamo rinnovare con il sostegno alla cooperazione internazionale, già molto avanti in Toscana, ma sui cui possiamo fare ancora di più”.
Sono sicuro che faremo un grande lavoro e riusciremo a costruire la Toscana del Buon Vivere