Elezioni Usa: pressing di Cina, Russia e Iran a colpi di video deepfake

I rapporti di Microsoft sulla sicurezza informatica in vista del voto
Un post tratto dal profilo Truth di Donald Trump: ”I Accept” +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++:

I destini del mondo ruotano intorno all’esito delle elezioni americane del 5 novembre. E nel rush finale tra Donald Trump e Kamala Harris pesa sempre di più la disinformazione condotta attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale. I semi della manipolazione sono stati abbondantemente sparsi soprattutto da Trump, ma anche da stati esteri che tentano operazioni informatiche di destabilizzazione generalizzate, o di appoggio subliminale all’uno o all’altro candidato.

L’ultimo dei cinque rapporti realizzati da Microsoft sulla sicurezza informatica in vista del voto evidenzia il pressing di Russia, Cina e Iran, soprattutto attraverso l’uso di video deepfake: “Il nostro ultimo rapporto – si legge nel documento di Microsoft Threat Analysis Center – ha rilevato che mentre gli attori iraniani hanno concentrato le loro operazioni di influenza informatica sulla campagna di Trump, gli attori russi si sono decisamente orientati verso la campagna di Kamala Harris, appena entrata in gara. Nel mese di ottobre i russi hanno integrato l’IA generativa nei loro sforzi di influenza elettorale negli Stati Uniti”.

Tra gli esempi citati nel report di Microsoft c’è un deepfake diffuso con il solo scopo di mostrare lo scarso appeal online della Harris. Ma di significato ben maggiore è l’operazione che, grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, ha diffuso dichiarazioni della Harris sugli attentati a Trump  che non sono mai fatte: “Alcuni account in lingua russa – si legge nel report di Microsoft – hanno pubblicato su X e Telegram un video potenziato dall’intelligenza artificiale della vicepresidente Kamala Harris. Il video – documenta il report di Microsoft – la ritrae falsamente mentre fa un grossolano riferimento ai tentativi di assassinio contro l’ex presidente Donald Trump. Nel video, l’audio generato dall’intelligenza artificiale fa dire alla Harris che Trump si è rifiutato di “morire con dignità”. Il Microsoft Threat Analysis Center ritiene che gli attori dell’influenza russa abbiano creato il deepfake per fomentare la rabbia nei confronti di Harris. Il video ha ricevuto decine di migliaia di visualizzazioni su X, il social di Elon Musk che si è apertamente schierato per Donald Trump.

Gli hacker iraniani invece, sembrano puntare la loro azione sull’incitamento a non partecipare al voto: “Il 14 ottobre – riporta il report di Microsoft – il gruppo “Bushnell’s Men”, che si spaccia per americano sui social media, ha utilizzato Telegram e X (ex Twitter) per invitare gli americani a non partecipare alle elezioni a causa del sostegno di entrambi i candidati alle operazioni militari di Israele”. È dunque un’operazione di discredito della democrazia quella che è stata ordita dall’Iran. Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato tre esperti informatici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) per l’operazione di hack-and-leak iraniana. Questa attività di influenza informatica come nota il Dipartimento, era parte dei “continui sforzi dell’Iran per fomentare la discordia ed erodere la fiducia nella campagna elettorale degli Stati Uniti”.

Quanto alla Cina, secondo il report di Microsoft “le operazioni di influenza cinesi hanno recentemente preso una nuova piega, spostando l’attenzione su diversi candidati e membri del Congresso. A partire dal luglio 2024 l’influencer collegato al Ministero cinese della Pubblica Sicurezza noto come Taizi Flood (alias “Spamouflage”) ha lanciato campagne critiche nei confronti di diversi politici repubblicani candidati alle elezioni di novembre. Il dato comune è che tutti i politici messi nel mirino avevano tutti denunciato pubblicamente la politica della Repubblica Popolare Cinese, sotto vari aspetti, diventano così bersagli appetibili per le operazioni di influenza cinese: “A partire dalla metà di ottobre – si legge nel report di Microsoft – alcuni account di Taizi Flood hanno cominciato ad accusare Michael McCaul, rappresentante del decimo distretto congressuale del Texas, di “abusare del potere per guadagno personale”. Le attività di Taizi Flood su altri siti web si sono concentrate sulla sua posizione di presidente della Commissione Affari Esteri della Camera e sulla “Task Force Cina”, accusandolo inoltre di insider trading”. Mc Caul nel 2023 era stato sanzionato dal governo cinese in seguito alla sua visita a Taiwan.

Il report di Microsoft conclude prevedendo un uso dell’Intelligenza Artificiale più intenso negli ultimissimi giorni della campagna elettorale, nel quadro di un vero e proprio bombardamento di manipolazioni digitali a cui verranno sottoposti gli americani.

In particolare, in quei sette stati, i cosiddetti Swing States, in cui i sondaggi – sempre più influenti negli Usa – danno sostanzialmente in pareggio i consensi per Harris e Trump. È tra Arizona, Nevada, Carolina del Nord, Georgia, Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, che si decideranno i destini del voto. Perché gli altri Stati sono già sostanzialmente equamente divisi tra i due candidati alla presidenza. Ed è in questi sette stati che nelle ultime ore della campagna elettorale i tentativi digitali di manipolazione verranno incrementati. Soprattutto in Pennsylvania, lo stato con più abitanti.

Ma gli artefici della diffusione di deep fake creati con l’Intelligenza Artificiale non saranno solo agenti stranieri. Fin da marzo scorso i sostenitori di Donald Trump hanno diffuso false immagini del Tycoon sorridente in mezzo a persone afroamericane. Questo per creare una narrazione di popolarità di Trump anche in questa comunità che in realtà gli è in gran parte ostile. Solo che questa operazione è stata smascherata dalla Bbc, finendo per rappresentare un colossale boomerang per la campagna di Trump.

Così come l’altra mossa, anche questa non andata a buon fine, tentata per avvalorare un endorsment di Taylor Swift in favore di Trump. Sul suo social, Truth (Verità), ha postato alcune immagini della cantante americana generate con l’intelligenza artificiale, avvalorando il sostegno della popstar. In una foto la Swift indossa il costume dello Zio Sam e nell’atteggiamento tipico del marketing dell’esercito, il messaggio che viene associato è: “Taylor vuole che tu voti per Donald Trump”. Il quale, per completare il “teatrino” scrive “Accetto”. Lo staff della star, definita da Time “Persona dell’Anno 2023”, ha smentito qualsiasi sostegno, ma il lasso di tempo intercorso tra la pubblicazione del falso e il ristabilimento della verità è sufficiente a creare consensi nel mondo virale.

D’altronde, per Midjourney, popolare software alimentato dall’Intelligenza Artificiale, utilizzatissimo per creare immagini, Trump è già Presidente degli Stati Uniti. Perché quando il sito americano Engadget ha chiesto a Midjourney un’immagine del Presidente degli Stati Uniti, la grafica creata era, appunto quella di Trump sullo sfondo della Casa Bianca. Si tratta della stessa piattaforma con cui erano state create le immagini del falso arresto di Donald Trump. Un’ “allucinazione”, come vengono definiti gli errori dell’Intelligenza Artificiale, che in uno sprint pieno di incognite come quello tra Trump e Kamala Harris, può avere il suo peso. E proprio per questo Midjourney aveva dichiarato che, in avvicinamento alle presidenziali del 5 novembre, avrebbe vietato la produzione di immagini di candidati. Ma gli algoritmi dell’IA hanno deciso in altro modo.

In foto Donald Trump e Taylor Swift

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