Ecco il super peperone, resistente ai parassiti e al cambiamento climatico

Allo studio hanno lavorato sette Istituzioni di ricerca tra cui il Crea

Il futuro è già qui anche con un super peperone, un ortaggio di alta qualità, più resiliente ai parassiti e agli eventi climatici estremi e con maggiore proprietà antiossidante. Per raggiungere questo risultato, sono serviti tre progetti internazionali a cui il CREA ha contribuito, recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Current Biology”. Allo studio hanno lavorato sette Istituzioni di ricerca, tra cui l’Istituto di Fisiologia molecolare delle Piante “Max Planck” (Germania) nel ruolo di coordinatore, il Centro di Ricerca Orticoltura e
Florovivaismo del CREA, l’Università della Georgia (Stati Uniti), l’Università di Wageningen (Olanda) e tre Istituzioni di ricerca bulgare, per la precisione l’Istituto di Ricerca su colture orticole “Maritsa”, il Centro di Biologia e Biotecnologie dei Sistemi Vegetali e l’Università di Plovdiv.

La durata della ricerca è stata di 5 anni, nel corso dei quali è stata sviluppata una mappatura delle molecole con azione antiossidante che ha visto l’individuazione di più di 1100 composti presenti nel peperone, al fine di studiarne gli effetti benefici sia sulla salute dell’uomo sia su quella della pianta. L’attività è stata svolta nell’ambito dei 3 progetti Europei Horizon 2020: PlantaSYS (https://plantasyst.eu/), G2P-SOL (http://www.g2p-sol.eu/), NatGenCrop (https://natgencrop.com). A tal fine, è stato necessario costituire materiali altamente diversificati, comprendenti collezioni di germoplasma e linee derivanti da incroci tra peperone coltivato e specie selvatiche.

L’asso nella manica della ricerca è stata la variabilità presente nei materiali genetici, sfruttando la quale è stato possibile eseguire una mappatura completa dei geni da utilizzare in programmi di miglioramento genetico, con particolare attenzione alla qualità e alle caratteristiche antiossidanti. Il risultato di questa attività consentirà ai selezionatori vegetali di costituire peperoni nutrizionalmente migliorati e più resistenti agli stress ambientali.

La partecipazione del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) e precisamente del Centro di Ricerca del CREA Agricoltura e Florovivaismo, si è concretizzata nello sviluppo di linee avanzate di peperone derivanti da incroci interspecifici tra una varietà di peperone dolce, molto consumata sul mercato italiano, e un’accessione selvatica piccante proveniente dal Sudamerica.

Un incrocio molto difficile ad avverarsi in natura, principalmente a causa degli areali di coltivazione diversificati delle due specie, ma che, indotto in laboratorio, ha permesso, grazie ai meccanismi di ricombinazione, di individuare con elevata precisione i geni presenti nei progenitori selvatici del peperone. Una strategia che ha messo in luce ancora una volta l’importanza delle risorse genetiche in specie vegetali come serbatoio di geni essenziale per
l’agricoltura.

Il CREA ha contribuito alla caratterizzazione genomica, sviluppando oltre 10 mila marcatori genomici con metodologie di sequenziamento di nuova generazione. La popolazione è stata valutata in pieno campo e sotto serra presso la sede di Pontecagnano per le prestazioni agronomiche e per i livelli di metaboliti. Lo studio internazionale è stato pubblicato sulla rivista Current Biology (“The genetic architecture of the pepper metabolome and the biosynthesis of its signature capsianoside metabolites” :https://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(24)01069-8

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