Le regole per praticare la danza si tramandano da maestro a maestro ma, in qualunque lingua si pronuncino, sono sempre le stesse: concentrazione, disciplina, motivazione. Osservare il precetto è estremamente impegnativo: si richiede forza di carattere, severi allenamenti, capacità di togliere dalla testa qualunque pensiero possa distrarre dal tradurre nelle gambe e nelle braccia ritmo e musicalità. Per farlo c’è un’unica ricetta, bisogna “credere” fermamente nel fatto che la scelta di danzare è quella giusta e che la passione aiuterà a superare dubbi e difficoltà.
Dunque è azzeccato lo slogan che è stato scelto da Pitti Immagine per la ventesima edizione di Danzainfiera, il più grande salone internazionale dedicato al mondo della danza che si svolge dal 20 al 22 febbraio nella sede espositiva fiorentina della Fortezza da Basso: “Believe. Dance to come”, “credere, ballo in arrivo”. Allo slogan è associata l’immagine inconsueta di un interno giorno domestico con la madre che è visibilmente un’ex ballerina (si evince dalla postura) e la figlia che è già pronta in abiti da allenamento alla sbarra per partecipare a un provino, mentre un nonno osserva (un po’ curioso e forse un po’ invidioso?) la scena da lontano. .
Sottratta alle accademie, e anche ai pregiudizi di chi non la conosce, la danza diventa quotidianità, perché sta conquistando un ruolo sociale sempre maggiore: “In un mondo sempre più tecnologico, con lo sviluppo accelerato dell’Intelligenza artificiale, la danza resta uno spazio umano”, come ha detto l’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone nel presentare l’evento. La rivoluzione digitale può toccare solo la parte comunicazione, quella che con i video e internet corregge il carattere effimero del suo manifestarsi.
Quella bambina con le punte dell’immagine avrà molte opportunità e occasione di farsi conoscere a Danzainfiera 26, che come ogni anno vedrà la presenza delle grandi accademie (in totale sono 62 quelle che partecipano al salone, il 55% internazionali) , da quella del Teatro alla Scala fino alle prestigiose istituzioni statunitensi, tra le quali The Ailey School e il Joffrey Ballet School di New York, a DanceHaus Più, eccellenza italiana che integra formazione, residenze artistiche e produzione di spettacoli di danza contemporanea. Nella tre giorni saranno presenti ballerini professionisti, allievi e star, come quelle del talent Amici e da Ballando con le Stelle. Molti gli incontri Showbiz con i più importanti direttori internazionali. Saranno coinvolti oltre 30 “Guest Teacher” di fama internazionale, nonché artisti scoperti dai talent Tv o da Ballando con le stelle.
In questi 20 anni, attraverso le borse di studio, molti dei talenti scoperti a Dif sono diventati professionisti e lavorano in tutto il mondo, in Europa come a New York, inseriti in compagnie di primo piano come il Balletto Ispanico e la Martha Graham Dance Company, per citarne solo un paio. Molti degli eventi in calendario, infatti, tra lezioni, audizioni, concorsi e rassegne, rilasciano borse di studio.
Non basta. Sono previsti oltre 50 tra seminari di aggiornamento, master didattici e presentazioni mirate al pubblico degli insegnanti, lezioni pratiche e teoriche su temi nuovi in cui la danza si colloca, come la Danzatricità® in Gravidanza, il metodo Danza in Fascia, la Tecnica Ailey Horton e gli Errori tecnici e fisiopatologie nella danza illustrati dal dottor Omar De Bartolomeo, medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia, noto per la sua profonda competenza nella medicina della danza e considerato uno dei massimi esperti nelle patologie del tersicoreo.
Tornano inoltre le storiche rassegne coreografiche “Dance Parade” e “Junior Parade”, e le più importanti competizioni, con una giuria internazionale di altissimo livello che assegna oltre al montepremi, numerose borse di studio per le principali istituzioni di danza del mondo. Tra queste, la 20/a edizione di “Expression International Dance Competition”, il più grande concorso internazionale di danza organizzato da International Dance Association (IDA) per oltre 2500 ballerini; la 14/a edizione del più importante concorso di Musical in Italia, promosso da Professione Musical e aperto a performer non professionisti, e il 10/o Pop Tap Festival, l’unico concorso italiano dedicato alla tap dance, Irish e Clog dance.
Con 370 eventi (il doppio rispetto al 2025), 13 sale e tre teatri attivi dalla mattina alla sera , mille coreografie in sala, nonché 54 appuntamenti dedicati agli insegnanti, basta scorrere il programma per avere un’idea dell’imponente giro di artisti, maestri, talenti sbocciati o da sbocciare che affolleranno gli spazi della Fortezza da Basso. Perché il format del salone della danza è un assoluto unicum nel panorama delle rassegne fieristiche integrando formazione, spettacolo, concorsi, espositori che offrono tutto quello che riguarda abbigliamento, scarpe, accessori, attrezzi etc. della danza come arte, sport, tempo libero, spettacolo.
Sono 75 i brand specializzati che nell’area Brand & Store, al Piano Terra del Padiglione Centrale presentano le proprie novità, metà dei quali arrivano dall’estero, selezionati sulla base della qualità manifatturiera e dell’innovazione stilistica, che portano prodotti e servizi per il palco ma anche per il dietro le quinte e la vita di tutti i giorni. Per questa aspetto fieristico propriamente detto sono previsti 500 buyer provenienti da 50 Paesi.
Gli organizzatori si attendono almeno 20mila visitatori considerando il trend delle presenze degli anni scorsi e, soprattutto, il fatto che in Italia si contano oltre 17mila scuole di danza per circa 1,4 milioni di praticanti e che il comparto al quale la danza appartiene, quello delle performing arts continua a registrare un aumento del valore aggiunto: +2,2% nel 2024, nel consistente aumento di spettacoli dal vivo (+6,15%) e di spettatori (+2,25%). “La danza in Italia è un settore ampio, vitale e in crescita – affermano gli analisti di Pitti Immagine – con un forte potenziale culturale ed economico. La sfida principale è trasformare questa vitalità in struttura, riconoscimento professionale e modelli sostenibili. Le opportunità sono significative: digitalizzazione, turismo culturale, contaminazioni artistiche, formazione, internazionalizzazione”.
Sarebbe troppo lungo elencare tutte le novità di Dif. Che vede la presenza delle ultime tendenze del mondo coreutico. Dal classico al moderno, contemporaneo, jazz, street, tap, musical, andando oltre e lanciando le novità e tendenze, come la “Body Percussion Choreography”, in cui il corpo si usa come uno strumento; “Afro in Heels”, fondata dall’ispirante Patience J, community vibrante e inclusiva che celebra la diversità e accoglie tuttə – genitori, nonni, persone con disabilità e non; “NY Broadway’s Dynamite Dance“, con Judine Somerville, pensata per chi vuole avvicinarsi al genere musical theater; “Commercial Choreography”, “Not Just Hip Hop”, per citarne solo alcune e “Afro Fusion on Set”, il workshop per chi aspira a lavorare in videoclip, TV o cinema, con Lala Blhite, ballerina e autrice audiovisiva, o ancora FitFlamc la nuova disciplina ideata da Maria Carrillo, che fonde divertimento, benessere e cultura flamenca.
Fra le novità più interessanti: all’interno del THEPOLE Village, l’area dedicata alla Pole Dance, la danza si fa verticale con la nuova disciplina, Flying pole, o palo volante. Una pertica sospesa che permette agli artisti di librarsi nell’aria, trasformando il gesto atletico in esperienza visiva. La disciplina nasce dall’incontro tra la pole dance e le arti aeree, e oggi conquista palestre, teatri e produzioni artistiche in tutto il mondo. Sarà svelata insieme alla Campionessa Mondiale 2025 di Pole Sport, Francesca Prini. E FiniDance New York, diretto dal coreografo e imprenditore Antonio Fini (tra i partner più longevi di Danzainfiera), porterà l’American Modern Dance, con le tecniche Limón, e la tecnica Graham, per celebrare il centenario della Martha Graham Dance Company, la compagnia più antica d’America, per cui sta strutturando – insieme alla direttrice della scuola Ashley Brown – un programma internazionale.