Avendo assistito a tutti i Conclavi del dopoguerra ne ricordo alcuni aspetti significativi.
Alla morte di Pio XII avvenuta il 9 ottobre 1958 il Conclave iniziò sedici giorni dopo, il 25. Fu il primo trasmesso in televisione e potemmo vedere le fumate del comignolo della Cappella Sistina. 10 fumate nere che creavano delusione fra la gente. Fu infatti all’undicesimo scrutinio che fu eletto Papa il Patriarca di Venezia card. Angelo Roncalli con il nome di Giovanni XXIII. Aveva 77 anni, per quell’ epoca un’età avanzata e rispondeva quindi al profilo del papato di transizione di cui si era parlato prima del Conclave perché la forte personalità di Pio XII non aveva consentito di individuare dei potenziali successori.
Per i cattolici tradizionalisti abituati alla figura solenne di Papa Pacelli (famosa la sua immagine con le braccia aperte come ad abbracciare il mondo) apparve sottotono.
Eppure… quello di Giovanni XXIII chiamato affettuosamente il Papa buono per il suo atteggiamento confidenziale (si ricorda il discorso della luna…”quando tornate a casa fate una carezza ai vostri bambini e dite che gliela manda il Papa”) fu un pontificato breve ma non certo di transizione. L’apertura verso il mondo comunista, l’enciclica Pacem in terris ( fu l’epoca del dialogo Kennedy -Krusciov) e soprattutto il Concilio Vaticano II che ha cambiato il volto della Chiesa hanno ne sono la testimonianza.
Nel Conclave successivo che si tenne dal 19 al 21 giugno 1963, dopo sei votazioni fu eletto il card. Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, candidato dei progressisti che guardavano alla prosecuzione del Concilio mentre i “conservatori” propendevano per i cardinali Ottaviani e Siri.
Prese il nome di Paolo VI apostolo delle genti. Nel suo pontificato si trovò di fronte a un periodo assai difficile per la Chiesa. Erano gli anni della contestazione, dei cattolici del dissenso, dei referendum sul divorzio e sull’aborto che videro emergere il cattolici del “no” e sconfitte le tesi tradizionaliste. Paolo VI con l’enciclica Populorum progressio prese posizione a favore dei popoli del Terzo mondo e per le richieste di giustizia sociale. Ma nella politica italiana era cauto, temeva la diaspora dei cattolici(si ricorda la sua deplorazione alle Acli, che avevano sancito il voto libero).
Alla sua morte, il 6 agosto del 1978, i conservatori speravano nei cardinali Siri e Ottaviani Invece in due giorni, dopo solo quattro scrutini fu eletto il cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, che già con il nome di Giovanni Paolo I segnava una linea di continuità con i suoi predecessori che avevano voluto e portato avanti il Concilio.
Fu un pontificato di soli 33 giorni ma che ha lasciato un segno indelebile. Sul piano teologico e pastorale e anche sul rapporto con la gente. E’ ricordato come “il Papa del sorriso” ed è una notazione niente affatto secondaria perché dopo pontefici dalla figura austera o addirittura ieratica mostrava un volto più affabile della Chiesa. La sua frase “Dio è padre e anche madre” sollevò l’ironia degli anticlericali (evidentemente affezionati all’idea del Dio barbuto) ma esprimeva una profonda verità teologica poi ribadita dai suoi successori.
Dopo questo troppo breve pontificato, il successivo Conclave (16 -18 ottobre) all’ottavo scrutinio elesse il card. Karol Wojtyła.venuto..da un Paese lontano come disse quando si affacciò al balcone del Palazzo apostolico (fu il primo Papa a tenere un discorso appena eletto e si ricorda la simpatica frase quando si scusò per la pronuncia incerta “se mi sbaglio mi corrigerete!”
Prima del Conclave uno dei più “papabili” era considerato l’arcivescovo di Firenze card. Benelli che era stato vicino a Paolo VI. Ma per la prima volta dopo secoli ci fu un papa non italiano (l’ultimo era stato Adriano VI dal 1458 al 1523). Giovanni Paolo II impersonò un visione intrepida della fede (ricordiamo il “Non abbiate paura”) . Era l’epoca in cui molti cattolici temevano il compromesso storico e in campo internazionale tornava la guerra fredda. Lui si schierò contro il comunismo ma anche contro il capitalismo. Lascio agli esperti di politica internazionale spiegare quanto con i suoi viaggi in Polonia abbia contribuito al crollo dei regimi comunisti.
Ma desidero anche ricordare che quando andò a Cuba e un giornalista (fu il primo papa che si fece intervistare) gli chiese cosa pensasse di Che Guevara rispose: “si trova di fronte al tribunale del Signore. Lasciamo a Lui il giudizio sui suoi meriti. Certamente sono convinto che volesse servire i poveri”. Si ricorda anche il suo aspetto sofferente quando nonostante la sua malattia volle partecipare alla Via Crucis.
Un pontificato di 27 anni che ha caratterizzato un’epoca di profondi cambiamenti. Quando facevo parte della Direzione nazionale Acli lo incontrai e parlammo di La Pira, con lo sguardo rivolto al nuovo millennio.
Il successivo Conclave fu il primo in cui per evitare dubbi sulle fumate che talvolta avevano un colore incerto, l’elezione fu accompagnata dal suono delle campane di S.Pietro (e anche nelle altre città..mi trovavo appunto in Piazza Dumo a Firenze quando sentii i rintocchi e andai a cercare un televisore)
Dopo solo quattro scrutini, il 19 aprile 2005 fu eletto Joseph Ratzinger, che prese il nome di Benedetto XVI. Insigne teologo, stretto collaboratore del precedente Papa sono note le sue posizioni contro il relativismo dei valori in particolare contro “la dittatura del relativismo, che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io”
Tuttavia, il 28 febbraio 2013 con grande stupore dell’opinione pubblica annunciò le sue dimissioni (solo altri sette papi avevano abdicato, l’ultimo Gregorio XII, nel 1415)
Il nuovo Conclave si tenne il 12 e3 13 marzo e dopo cinque scrutini alla 19,06 avvenne l’elezione di Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. Caro Papa Francesco hai lasciato un segno indelebile in tutti, credenti e non credenti. Per avere innovato molto nella Chiesa, per la tua ardente attenzione agli ultimi che la cultura dello scarto ha reso invisibili. Per aver abbattuto le discriminazioni di genere, per aver chiesto una società più sobria rispetto a quella dell’apparire dell’ostentare, dello spreco. Per, gli appelli per la pace, l’accoglienza, per la lotta alla povertà. Ma ricordo con particolare affetto quel Pronto,sono Papa Francesco: le telefonate fatte personalmente a persone gravemente ammalate o colpite da un lutto in famiglia. Hai portato una luce, in tanta gente, parlando con la tua nota semplicità dando conforto come uno di famiglia. Sarai sempre nei nostri cuori.
P.S Negli anni ‘’50 –’60 era in voga la c.d. profezia di Malachia che dal XII identificava ogni Papa futuro con dei motti. Infatti Pastor Angelicus appariva attinente alla figura ieratica di Pio XII, Pastor et nauta per Giovanni XXIII che era Patriarca di Venezia, Flos florum per Paolo VI, che era il cardinale più quotato e aveva un fiore ne suo stemma, Ma De medietate lunae medio periodo della luna non era comprensibile per Giovanni Paolo I (il suo pontificato era durato un ciclo lunare ma la medietate?) e De labore solis ovvero “la fatica del sole” come si poteva riferire a Giovanni Paolo II… In effetti si è saputo che la profezia non era di S.Malachia era stata compilata ex post attribuendo i motti a papi precedenti che quindi tornavano a puntino…per quelli futuri si giocava sulla ambiguità interpretativa.