Arte, Maria Pacheco Cibils o della bellezza dell’imperfetto

“Natura e Spiritualità hanno un legame imprescindibile”

È una mostra multisensoriale quella di Maria Pacheco Cibils a Roma, presso la Galleria della Biblioteca Angelica. “Fractura” è una riflessione sull’accettazione delle nostre ferite e sulla capacità di trasformarle in energie positive, proprio come nella tecnica giapponese del Kintsugi, una filosofia legata al Wabi Sabi che insegna a trovare la bellezza nell’imperfezione e nella transitorietà delle cose. L’artista, che vive tra Italia e Argentina, è presente con le sue opere alla quindicesima edizione di Florence Biennale, alla Fortezza da Basso dal 18 al 26 ottobre 2025, dove ha vinto il Primo Premio di Pittura “Lorenzo Il Magnifico” nel 2023. La sua ricerca è una esplorazione continua tra materia e forma, evidenziando tensioni e fragilità attraverso processi di stratificazione del colore.

Maria Pacheco Cibils, come è iniziata la sua esperienza artistica?

Fin da ragazza ho sempre avuto grande interesse per l’arte. Ho studiato diverse discipline, dal balletto a diversi strumenti musicali.

Pittrice, designer d’interni e di oggetti d’arte e scenografa. Quale rappresenta meglio la sua passione?

La creatività non ha limiti. Come designer ho avuto bisogno di proseguire una ricerca mia personale: pertanto ho iniziato a studiare pittura in Italia, a Roma.

Dall’Argentina al nostro paese… Quale è il suo rapporto con l’Italia e quali sono le differenze tra le due nazioni secondo lei nel mondo dell’arte?

Vivo in Italia da molto tempo: attribuisco all’Europa un valore storico e accademico più profondo, mentre l’Argentina e l’area latino-americana sono molto più giovani e possiedono un senso più innovativo dell’arte.

Da sudamericana cosa pensa dell’arte contemporanea italiana? Ci sono delle similitudini con la sua ricerca artistica?

L’Arte contemporanea italiana, che affonda le sue radici in un contesto secolare, ha un modo diverso di esprimersi. Io mi sento più vicina a questo ambito: infatti faccio parte di un collettivo romano e da tanti anni partecipo alla settimana dell’arte contemporanea a Roma, RAW.

Tra le sue tematiche si trovano i quattro elementi fondamentali e il rapporto con la natura, concetti che si legano all’energia vitale del mondo mentre la trasformazione dell’uomo rientra in un tema profondamente interiore più legato alla spiritualità… Nel suo lavoro sono legati?

Lavoro con i quattro elementi della natura e con le trasformazioni dell’essere umano. Penso che Natura e Spiritualità abbiano un legame assolutamente imprescindibile.

Sono gli stati d’animo e le emozioni o gli elementi naturali a tratteggiare i suoi lavori?

I miei lavori sono divisi in serie: ogni titolo possiede un preciso riferimento ai sentimenti che ogni giorno attraversiamo nella nostra vita.

Quali opere presenta nell’esposizione romana?

Attualmente sono in mostra alla Galleria della Biblioteca Angelica con la mostra “Fractura”: un riferimento alla situazione socio-politica mondiale. Utilizzo come metafora la filosofia giapponese del Kintsugi, “Riparazione dorata”. Con enfasi ho operato la ricomposizione e la ricostruzione delle lesioni sulla tela che sono lesioni dello spirito e del cuore, dopo una rottura, si può rinascere in un modo differente, unico e migliore. In mostra 25 dipinti di grande formato e una installazione multisensoriale. 

Quali altre mostre sta preparando?

Sto partecipando, proprio nel mese di ottobre, alla Florence Biennale con un’installazione dal titolo “Dimensioni parallele” e sarò presente a Dubrovnik nel Chiostro del Convento di San Domenico.

I suoi progetti futuri?

Il mio futuro prevede molti progetti, una mostra personale a Roma, la mia casa dell’anima, diverse mostre all’estero, come in Spagna e in Portogallo.

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