Mostre: classico e contemporaneo, la strategia di Palazzo Strozzi

La scelta di Arturo Galansino direttore della Fondazione

Tra contemporaneo e antico. Tra innovazione e tradizione. La programmazione delle mostre a Palazzo Strozzi si muove su un attento registro che in questi ultimi anni è risultato positivo sia per il prestigio e l’alta qualità delle proposte offerte che per la risposta, con un’affluenza eccezionale, di pubblico. Palazzo Strozzi rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la fruizione e per la ricerca in campo artistico con un progetto espositivo lungimirante, completato da diverse attività culturali collaterali.

La scelta, nel 2015, dello storico e critico d’arte Arturo Galansino, alla guida, come direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, ha cambiato fortemente la strategia culturale. Galansino ha rinnovato il modus operandi, distinguendosi per esposizioni con una selezione di artisti e temi attualissimi e, contemporaneamente, con uno sguardo rivolto al passato rinascimentale, di cui Firenze è la protagonista indiscussa.

Direttore Galansino, le ultime mostre hanno avuto una grande risonanza a livello internazionale. Sono state il frutto di una pianificazione attenta e altamente professionale… Quali sono state le mostre più apprezzate?

In questi anni Palazzo Strozzi ha ospitato mostre di grande successo e risonanza a livello nazionale e internazionale, come testimoniano le collaborazioni con alcuni dei più importanti artisti viventi – come Ai Weiwei, Bill Viola, Marina Abramović, Carsten Höller, JR, Jeff Koons, Olafur Eliasson – che hanno realizzato risultati record nel settore, o le grandi esposizioni di arte rinascimentale acclamate dalla critica come Il Cinquecento a Firenze o Verrocchio, il maestro di Leonardo. Palazzo Strozzi si è così costruito un’importante reputazione nel panorama culturale che ci ha permesso di realizzare progetti apparentemente “impossibili”, come la grande mostra Donatello, il Rinascimento  – realizzata in collaborazione con i Musei del Bargello – che è stata premiata come migliore esposizione del 2022 a livello mondiale dalla prestigiosa rivista internazionale “Apollo Magazine”. La Fondazione Palazzo Strozzi può affermare di aver creato un brand forte, riconosciuto a livello internazionale, per qualità delle mostre e delle attività culturali, producendo valore culturale, sociale ed economico per Firenze e il suo territorio.  Il nostro programma infatti attrae un turismo di qualità, sostenibile e rispettoso, un pubblico alla ricerca di eccellenza, autenticità e creatività.

Il dualismo arte contemporanea-arte classica, sembra sia stata una scelta molto apprezzata non solo dal grande pubblico ma anche dagli addetti ai lavori…

Crediamo che Firenze possa essere protagonista del presente e vivere non solo nel segno della storia ma con un’idea di contemporaneità. Il dialogo tra tradizione e innovazione con progetti originali e unici è ciò che contraddistingue Palazzo Strozzi nel panorama delle istituzioni culturali. Quando sono arrivato a Firenze nel 2015 abbiamo dovuto lavorare per costruire una vocazione contemporanea in una città legata al passato. Eppure siamo riusciti a vincere la scommessa realizzando una serie di grandi mostre in grado di attrarre e creare un nuovo pubblico, portando l’arte contemporanea fuori dalla nicchia e dalla “comfort zone” degli addetti ai lavori. Le nostre mostre si rivolgono a tutti, attraverso diverse modalità di coinvolgimento puntando su inclusione e accessibilità. Gli oltre 340mila visitatori degli ultimi 12 mesi testimoniano questo. Le nostre mostre sono uniche nel panorama italiano per rigore e completezza, caratterizzate da un approccio inclusivo, con una specifica attenzione all’aspetto educativo e da sempre nuove strategie di engagement. Ad esempio, nel 2022 abbiamo ospitato in contemporanea la grande mostra di Donatello e il progetto Let’s Get Digital dedicato alla Criptoarte. Questo inusuale connubio è stata una scelta vincente, confermata dall’apprezzamento della critica e dalla grandissima partecipazione del pubblico.  Per sperimentare nuove opportunità e forme di coinvolgimento del pubblico è centrale la ricerca nel campo dell’educazione, attraverso un ricco public program e un’articolata offerta per giovani, scuole, famiglie e una particolare attenzione a progetti di inclusione, con attività dedicate a persone con Alzheimer, Parkinson, autismo o disabilità. 

Quali sono i progetti futuri per Palazzo Strozzi?

Per l’anno 2023 Fondazione Palazzo Strozzi mira a consolidare e ampliare il suo ruolo di istituzione culturale di riferimento a livello nazionale attraverso una programmazione nel segno dell’arte contemporanea. Dal 7 luglio sarà aperta, come parte del progetto “Palazzo Strozzi Future Art” sviluppato con la Fondazione Hillary Merkus Recordati, una delle più grandi mostre mai realizzate di Yan Pei-Ming, artista che attraverso la pittura ci propone una profonda ed emozionante riflessione sul concetto di storia muovendosi tra memoria, riferimenti storico-artistici e fonti diverse. Dal 7 ottobre ospiteremo invece una grande mostra creata insieme ad Anish Kapoor, la cui ricerca unisce e sperimenta, con diversi linguaggi, materiali e generi, e che creerà un dialogo originale e inaspettato con l’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi. 

Ha un progetto in particolare che desidera realizzare?

Sono molti i progetti in cantiere, visto che il nostro programma espositivo è già interamente progettato fino al 2028. Il programma di questi anni ha visto la realizzazione di progetti molto ambiziosi, alcuni dei quali considerati impossibili. Possiamo quindi ritenerci fortunati perché siamo riusciti a realizzare ciò che desideravamo, a volte anche oltre le nostre aspettative. Vogliamo continuare a dare il massimo per proseguire su questa strada che ci ha dato la fiducia dei nostri pubblici, risultati straordinari e una indiscussa credibilità internazionale. Lo vogliamo fare per tutte le persone per cui Palazzo Strozzi è diventato un riferimento e per il bene di Firenze.

In foto Arturo Galansino (copyright Alessandro Moggi)

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