Sputnik, il primo passo verso la conquista dello spazio

Per la prima volta gli USA parlano apertamente di un controllo a uso militare
Camera: DCS420A Serial #: 420-2040 Width: 1524 Height: 1012 Date: 11/24/97 Time: 11:39:45 DCS4XX Image FW Ver: 081596 TIFF Image Look: Product ———————- Counter: [88] ISO: 100 Aperture: F2.8 Shutter: 60 Lens (mm): 28 Exposure: M Program: Po Exp Comp: 0.0 Meter area: Mtrx Flash sync: Norm Drive mode: S Focus mode: S Focus area: Wide Distance: 3.4m

La sera del 4 ottobre 1957, sia da stazioni ufficiali, sia da semplici radioamatori, veniva intercettato un segnale radio, un inconfondibile “bip bip”. Era emesso  da una sfera metallica di 58 cantimetri di diametro, dotata da quattro lunghe antenne: lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale. Era stato  messo in orbita da un razzo partito dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. 

Pesava 83,6 chilogrammi ed era alimentato da batterie in grado di mantenere il segnale per circa tre settimane. La sua orbita era ellittica e veniva completata in poco più di 96 minuti. Tra ottobre 1957 e gennaio 1958, lo Sputnik completò circa 1.440 rivoluzioni attorno alla Terra, fino a quando il 4 gennaio 1958 rientrò nell’atmosfera e si disintegrò. 

Così, 68 anni fa, ebbe inizio l’era spaziale. 

Il “bip” dello Sputnik alimentò la corsa allo spazio che avrebbe portato, dodici anni più tardi, lo sbarco sulla Luna. 

Negli Stati Uniti, la notizia del lancio provocò uno shock”. Il governo americano reagì. Nel 1958 venne creata la NASA, destinata a coordinare e potenziare gli sforzi spaziali.  

Oggi i satelliti sono strumenti quotidiani: regolano le comunicazioni, monitorano il clima, forniscono dati indispensabili persino alla navigazione dei nostri smartphone. Il costo di accesso allo spazio è diminuito, i satelliti sono diventati più piccoli, i sensori sono migliorati e l’intelligenza artificiale consente di elaborare grandi quantità di informazioni in tempo reale. 

Secondo i dati della U.S. Space Force, a settembre 2026 sono circa 15.700 i satelliti attivi in orbita attorno alla Terra, tra funzionanti e non. Gli oggetti totali, considerando anche i detriti più piccoli e i residui  di razzi, sono oltre 31.000. Più della metà dei satelliti attivi (circa 9.800) appartiene alla sola Starlink di SpaceX, che ha l’obiettivo di inviare 42.000 satelliti nello spazio nel corso dei prossimi due decenni. 

Quelli nell’Orbita Terrestre Bassa (LEO) sono i satelliti comunemente usati per le comunicazioni e telerilevamento. Lì  si trovano la Stazione Spaziale Interna e il Telescopio Spaziale Hubble. 

L’orbita  geostazionaria (GEO) è utilizzata per telecomunicazioni, osservazione della Terra e sistemi di navigazione, come il GPS. I satelliti geostazionari  hanno velocità orbitali che corrispondono alla rotazione terrestre . 

Ma nello spazio non sempre regna la pace. Nel 1962, gli Stati Uniti fecero esplodere una bomba nucleare a 400 chilometri sopra l’Oceano Pacifico. Il test, noto come Starfish Prime, rilasciò un torrente di radiazioni nell’orbita terrestre, provocando aurore boreali, e danneggiò un terzo dei 24 satelliti allora in orbita.L’allarme che ne seguì  portò al Trattato sulla limitazione dei test nucleari (1963 ) che proibiva i test nucleari sott’acqua  e nello spazio. Il successivo Trattato sullo spazio extra-atmosferico (1967 ) proibì il posizionamento di armi di distruzione di massa nello spazio. 

Per quanto ne sappiamo, al momento non ci sono armi nucleari in orbita attorno alla Terra.  

Il 14 settembre Troy Meink,  Segretario all’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, ha detto:  “Gli Stati Uniti dispongono di armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere le Forze Congiunte da azioni ostili da parte di avversari”. 

“Il controllo dello spazio comprende le aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non cinetici per incidere sulle capacità avversarie …. Tali capacità possano essere impiegate sia a fini offensivi che difensivi”. 

È la prima volta che un Paese dichiara pubblicamente di aver intrapreso questa linea d’azione, anche se è risaputo che Stati Uniti, Cina e Russia stanno sviluppando armamenti spaziali da diversi decenni.  

L’annuncio ha suscitato immediate reazioni da Mosca e Pechino. 

La Cina :  “Esortiamo gli Stati Uniti a smettere di espandere le proprie capacità militari e di prepararsi alla guerra nello spazio”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun. Guo ha quindi messo in guardia contro una “corsa agli armamenti” nello spazio e ha lanciato un monito contro “la militarizzazione dello spazio: e la sua trasformazione in un campo di battaglia” 

La Russia:  “Riteniamo che lo spazio debba essere libero da qualsiasi arma ….. Contiamo su un ampio consenso internazionale per continuare a lavorare alla completa smilitarizzazione dello spazio”  ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Non è sufficiente la superficie terrestre per praticare i massacri ai quali assistiamo ogni giorno?      

Total
0
Condivisioni
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Prec.
Come famiglie e imprese guidano l’economia: il Nobel a Robert Hall e Michael Woodford

Come famiglie e imprese guidano l’economia: il Nobel a Robert Hall e Michael Woodford

Le decisioni dipendono dalle aspettative e dalle scelte degli individui

Succ.
Fabbrica Europa chiude i battenti: spettacoli d’avanguardia in ambiente “diffuso”

Fabbrica Europa chiude i battenti: spettacoli d’avanguardia in ambiente “diffuso”

L'ultimo appuntamento è stata la danza urbana ad alta frequenza del collettivo

You May Also Like
Total
0
Condividi