L’Intelligenza Artificiale è sempre più business. Una conferma della repentina avanzata del capitalismo digitale arriva dal report trimestrale di Meta, che Mark Zuckerberg ha pubblicato sul proprio profilo Facebook. Il dato più eclatante è proprio quello che riguarda Meta AI, il settore di Intelligenza Artificiale Generativa del colosso di Menlo Park: “L’IA – ha detto Zuckerberg – continua a trasformare tutto quello che facciamo”. E come un novello Re Mida ha circostanziato la “trasformazione” quantificandola in quasi un miliardo di persone che usano la Gen AI e che producono miliardi di dollari di introiti.
Nel trimestre gennaio-marzo 2025, Meta ha registrato un utile netto di 16,64 miliardi di dollari, in aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024 e ricavi pari a 42,31 miliardi di dollari (+16%). Un vero e proprio boom caratterizzato soprattutto dall’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle App targate Meta, di successo consolidato: Facebook, Instagram e WhatsApp. Zuckerberg ha acceso i riflettori soprattutto sull’evoluzione dell’IA, sia nei modelli generativi sia sugli strumenti di utilizzo in cui sempre più evidente è il tentativo di Meta di ripetere con gli occhiali innervati dall’Intelligenza Artificiale, i processi di totale coinvolgimento degli utenti realizzati grazie agli smartphone: “Gli occhiali sono il fattore di forma ideale sia per l’IA che per il metaverso – ha sottolineato Zuckerberg – Ti consentono di far vedere a un’IA ciò che vedi, ascoltare ciò che senti e parlarti durante tutto il giorno. E ti lasciano fondere il mondo fisico e digitale con gli ologrammi. Più di un miliardo di persone in tutto il mondo oggi indossano gli occhiali e sembra altamente probabile – è la previsione del Ceo di Meta – che questi diventeranno occhiali AI nei prossimi 5-10 anni. Gli occhiali Ray-Ban Meta AI sono triplicati nelle vendite nell’ultimo anno e le persone che li possiedono li usano molto. Anche quest’anno -ha aggiunto Zuckerberg – abbiamo dei nuovi entusiasmanti lanci con il nostro partner EssilorLuxottica che dovrebbero ampliare la categoria e aggiungere nuove capacità tecnologiche agli occhiali”.
Quanto alle tappe di affermazione dei modelli di Meta AI, la strategia delineata dall’inventore di Facebook è di una sempre maggiore relazione tra uomo e macchine: “Penso che tutti avremo un’intelligenza artificiale con cui parliamo durante tutto il giorno – ha affermato Zuckerberg – mentre navighiamo contenuti sui nostri cellulari, e alla fine mentre passiamo le nostre giornate con gli occhiali, e penso che questo sarà uno dei servizi più importanti e preziosi che sia mai stato creato. Nel tempo, mi aspetto che Meta AI segua il nostro normale manuale di sviluppo dei prodotti. Prima costruiamo e scaliamo il prodotto, poi una volta in vasta scala – ha detto il Ceo di Meta – ci concentriamo sui ricavi”. Ed è chiaro che l’integrazione con Facebook, WhatsApp e Instagram rappresenti il valore aggiunto che Zuckerberg può mettere in campo rispetto alla concorrenza.
Ma gli altri colossi digitali non stanno certo a guardare. La competizione è sempre più arrembante e le evoluzioni dei modelli di IA seguono ormai ritmi frenetici. OpenAI ha recentemente introdotto nuovi modelli per ChatGPT, segnando un’importante evoluzione nell’intelligenza artificiale generativa. La principale novità è GPT-4o: dove “o” sta per “omni, il nuovo modello multimodale di punta di OpenAI, progettato per gestire simultaneamente testo, audio e immagini. Le sue caratteristiche principali includono l’interazione multimodale in tempo reale: GPT-4o può comprendere e generare contenuti attraverso testo, voce e immagini, con tempi di risposta simili a quelli umani (circa 320 millisecondi). GPT-4o è ora il modello predefinito per tutti gli utenti di ChatGPT, inclusi quelli del piano gratuito. Gli utenti possono accedere a queste funzionalità direttamente tramite l’interfaccia di ChatGPT. Un altro prodotto più specifico è Codex CLI: Un nuovo strumento open source per la programmazione assistita direttamente nel terminale, pensato per sviluppatori e professionisti del coding.
OpenAI sta dedicando particolare attenzione anche alle questioni che riguardano etica, affidabilità e sicurezza della propria piattaforma di IA. In particolare, le “macchine” sono addestrate per rifiutare di rispondere a prompt a rischio che riguardino la produzione di sostanze biologiche pericolose, la creazione di virus digitali, e il cosiddetto jailbreak, termine usato per descrivere i tentativi di aggirare le restrizioni etiche o di sicurezza imposte a un modello AI. Esempio: un utente potrebbe cercare di far rispondere un assistente virtuale a domande vietate (come contenuti violenti, illegali o sensibili) usando trucchi linguistici o contesti ingannevoli. Evidenti i rischi: portare a usi impropri dell’IA, disinformazione e diffusione di contenuti dannosi.
Anche Google è fortemente impegnata a garantire che l’evoluzione dei propri modelli di AI sia sicura e responsabile. Il documento “Taking a responsible path to AGI”, descrive l’approccio di Google DeepMind verso l’AGI, cioè l’Intelligenza Artificiale Generale, da sviluppare con estrema cautela, bilanciando il potenziale positivo con i rischi possibili. Il successo dipenderà da preparazione, trasparenza e cooperazione internazionale.
AGI è un tipo di intelligenza artificiale con capacità cognitive pari o superiori a quelle umane. Potrebbe ragionare, pianificare, agire e apprendere in autonomia, e aiutare a risolvere sfide globali come sanità, cambiamento climatico, educazione e innovazione. Ma nel documento, i programmatori di Google DeepMind, elencano anche le quattro principali aree di rischio: 1) Uso improprio: quando l’IA viene deliberatamente usata per scopi dannosi (es. disinformazione, attacchi informatici); 2) Disallineamento: quando l’IA agisce in modo diverso rispetto alle intenzioni umane (es. aggira regole per “raggiungere” un obiettivo); 3) Incidenti: errori non intenzionali durante l’utilizzo o l’apprendimento dell’IA. 4) Rischi strutturali: problemi legati all’impatto dell’IA su società, potere e istituzioni.
Le strategie per l’AGI sicura vengono così sintetizzate: prevenire l’accesso a capacità pericolose, ad esempio tramite sicurezza informatica avanzata; monitorare costantemente i modelli AI per evitare abusi o comportamenti anomali; studiare il comportamento dell’IA, anche usando l’IA stessa per valutarsi (es. “dibattiti” tra AI per giudicare risposte); formare un “sistema di monitoraggio” interno per intercettare azioni non allineate; favorire la trasparenza nel processo decisionale dell’IA, anche tramite tecniche che rendano più comprensibili i piani dell’AI.
A questo proposito Google DeepMind ha creato un AGI Safety Council per valutare i rischi e definire le migliori pratiche, attivando collaborazioni con esperti esterni, istituzioni, governi e ONG per garantire uno sviluppo responsabile. Sono anche stati lanciati corsi formativi sull’AGI Safety per studenti, ricercatori e professionisti. Il tentativo è quello di caratterizzare un business colossale che trasformerà l’economia e la finanza in poco tempo, con elementi di etica e responsabilità.
Quanto a Deep Seek, il modello di Intelligenza Artificiale cinese, che a gennaio provocò una tempesta nel mondo delle big tech americane con colossali perdite in Borsa, secondo hdblog.it sarebbe al lavoro su un nuovo modello che “potrebbe dare un ulteriore scossone al settore, con la sua incredibile efficienza e relativamente scarsa richiesta di risorse hardware. Il sequel di Deep Seek – dovrebbe chiamarsi semplicemente R2 e potrebbe arrivare piuttosto presto – quando, con precisione, non è dato saperlo, almeno per ora” Secondo le indiscrezioni provenienti dalla Cina, R2 sarebbe un’ulteriore dimostrazione che i cinesi possono realizzare modelli di IA con chip non solo infinitamente più limitati rispetto a quelli utilizzati negli Usa, ma anche con tecnologia fatta in casa. Un ulteriore scacco, in sostanza, in quella guerra dell’Hi-tech, che è un altro degli ambiti di conflittualità innescati dalla politica trumpiana.