Firenze – Essere o non essere? Certo la risposta al dubbio amletico può essere abbandonare la vita con un gesto volontario e definitivo, ma se accetti l’insensatezza del ripetersi quotidiano di gesti, azioni, emozioni, allora diventi padrone del tuo destino: “ In questo sottile momento, in cui l’uomo ritorna verso la propria vita, nuovo Sisifo che torna al suo macigno, nella graduale e lenta discesa, contempla la serie di azioni senza legame, che sono divenute il suo destino, da lui stesso creato, riunito sotto lo sguardo della memoria e presto suggellato dalla morte”. Il Sisifo di Albert Camus non cerca l’assoluto ma’si immerge nella “intensità della vita” consapevole dei propri limiti: è “felice” nell’accettare la condanna a spingere il masso che inesorabilmente ricadrà in basso e lo obbligherà a ricominciare da capo.
Il mito che Camus ha rivisitato nel saggio esistenzialista del 1942 è il concetto del dittico coreografico firmato da Philippe Kratz e Pablo Girolami andato in scena il 10 ottobre a Firenze nell’ambito di Fabbrica Europa 2025. Lo spettacolo, coprodotto da dalla Biennale di Venezia, dal Nuovo Balletto di Toscana, da Fabbrica Europa e da House of Ivona, è stato presentato in prima mondiale alla Biennale Danza di Venezia 2025 nel luglio scorso.
“Sisifo felice” segna il rilancio del Nuovo Balletto di Toscana, una delle compagnie di danza contemporanea più antiche d’Italia, fondato da Cristina Bozzolini. Dopo quasi 40 anni di attività, in crisi finanziaria, la compagnia ha dovuto chiudere, ma in extremis ne è stato assicurato il futuro e Kratz ne è diventato direttore artistico. Si è così salvato un patrimonio artistico e tecnico che ha dato prova di sé sul palco della sala Zubin Mehta del Teatro del Maggio in una serata sold out (alcuni vuoti erano dovuti ai blocchi del traffico a causa delle manifestazione che hanno chiuso la campagna elettorale per il voto regionale).
Il pezzo si compone di due opere indipendenti, del coreografo tedesco e di quello italo-spagnolo, direttore di Ivona, ma sono due variazioni sul tema del superamento dell’assenza di senso dell’esistenza attraverso la resilienza: “la felicità non è assenza di sforzo, ma scelta di presenza”, proclamano i due artisti. Così gli otto danzatori hanno dato prova dell’eccezionale capacità tecnica nel controllato ripetere gesti e movimenti lancinanti e inesausti della ripetizione della vita quotidiana, che lascia poco spazio alle scelte individuali, alla riflessione e alla meditazione, che solo la lentezza o l’autentico dialogo interpersonale possono concedere.
Eccezionale la presenza fisica degli interpreti – nell’insieme, in gruppi separati e coordinati o nei momenti a due – ai quali la nettezza e la perfezione delle linee coreografiche mettono in rilievo la dinamica muscolaredi tutto il corpo. Per quanto riguarda la base musicale ,Kratz e Girolami hanno scelto brani di Hanna von Hausswolf , Maxime Denuc e altri, con momenti di sospensione che interrompono la forza alienante del sound che accompagna la potente ripetività dell’azione e l’incalzare suggerito dai bassi elettronici della musica da discoteca.
In foto: SISIFO FELICE ( ph. Andrea Avezzù per Biennale Danza Venezia 2025)