Sapere se la base piuttosto che le colonne sia o no a favore di Renzi, ci sembra esercizio retorico oltre che questione irrisolvibile prima di libere elezioni. Piuttosto ci ha fatto una certa impressione velata di imbarazzo, visto che conosciamo i soggetti, sorbirci le immagini con relative interviste al Rottamatore nel suo blitz a Villalunga, condite dagli sforzi fisici al limite del naturale di consiglieri regionali, segretari provinciali e incaricati vari di entrare nell’obiettivo a favore di telecamera. Godendo e beandosi della luce riflessa del Premier. Manco fossero tifosi del Napoli alla prima di campionato dietro il telecronista di turno.
Colli allungati come le donne giraffa dei Kajan thailandesi, volti protesi con uno sforzo erculeo per rientrare nell’inquadratura col Primo Ministro, tripli salti carpiati di fisici in posizioni sovrumane da rasentare la stilizzazione picassiana del Guernica. D’accordo è prassi comune e densamente consolidata ammassarsi dietro il vippone e rientrare magari in quell’unico frame che ti può donare la celebrità e dunque la felicità ma lasciamo questa usanza psicologicamente da analizzare agli epigoni di Paolini; lo smilzo con la biro in bocca che finge interesse e il suo rosso e un po’ sovrappeso scudiero Sancho Pippi.
Suvvia ragazzi, siete belli (o almeno tipi), con carriere spianate, stipendi invidiabili e avete il mondo in mano (esagerato, diciamo la provincia), che bisogno c’è di fare ‘ste figure? Allora ribellatevi all’inelegante costume e praticate quel “bene comune” di cui certamente stanno echeggiando le mille tavole rotonde delle feste di partito. E vedrete che la prossima volta non sarete voi a piegarvi alle esigenze del “totale” della cinepresa ma saranno telecamere e microfoni a venirvi a cercare disturbando la vostra solitudine riflessiva.