Turismo: la Campania investe in infrastrutture più efficienti

Il consigliere regionale Cascone: “Nuove opportunità di sviluppo”

La Regione Campania, è una realtà del Sud Italia di grande attrattiva turistica e culturale. Una perla del Mediterraneo che  costudisce quel mistero che va tutto esplorato. In continua trasformazione in tutti i suoi aspetti infrastrutturali, economici, amministrativi, culturali che  stanno rivoluzionando il volto di molte delle realtà locali. Abbiamo voluto parlarne con il consigliere regionale Luca Cascone, un veterano della politica Campana, impegnato nell’esecuzione di questo cambio di rotta di una terra per molto tempo trascurata e sottovalutata.

Consigliere Cascone, sappiamo che il Sud è da sempre una meta culturale, tradizionale e turistica, in relazione a questo i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) come sono stati investiti dalla Regione Campania?

I fondi del PNRR destinati alla Campania, in particolare per il turismo e la cultura, sono orientati al miglioramento delle infrastrutture, alla promozione di destinazioni meno conosciute e alla digitalizzazione dei servizi turistici. L’obiettivo è rendere il turismo campano più sostenibile, innovativo e accessibile, rafforzando l’attrattività della regione e creando nuove opportunità di sviluppo economico. 

Ci dica di più.

Sono numerosi gli investimenti in progetti per la riqualificazione e la valorizzazione di siti culturali e turistici, come musei, parchi archeologici e centri storici, senza tralasciare il potenziamento delle infrastrutture di trasporto, con particolare attenzione alla mobilità sostenibile, per facilitare l’accesso alle diverse destinazioni turistiche della Campania. Una strategia integrata che con l’obiettivo di rendere la Campania ancora più attrattiva, non solo lungo le coste e nelle emergenze culturali note in tutto il mondo, punta a realizzare azioni sistemiche interconnesse, dai trasporti alla riqualificazione urbana, passando per servizi innovativi e promozione.

Secondo Lei c’è la possibilità che questo tipo di investimenti possa far migliorare anche le condizioni economiche del Mezzogiorno?

Non c’è dubbio, l’interconnessione tra infrastrutture e turismo è strettissima e strategica: senza infrastrutture efficienti, il turismo non può svilupparsi pienamente. Infrastrutture che garantiscono l’accessibilità sono essenziali per raggiungere le destinazioni turistiche, una rete ben collegata aumenta l’attrattività delle località, riduce tempi e costi di viaggio. Ad esempio, è indiscusso che l’alta velocità ha favorito il turismo interno in Italia (Roma-Firenze-Milano) e che nuovi voli low cost attraggono più turisti stranieri. Le infrastrutture sono la spina dorsale del turismo: un sistema integrato e moderno rende un territorio più competitivo, accogliente e sostenibile. Tuttavia, vanno progettate con attenzione al contesto locale, all’ambiente e ai bisogni della comunità.

La Regione Campania, con il governo di De Luca, ha investito e creduto nell’apertura dell’“Aeroporto Internazionale di Salerno-Pontecagnano Costa d’Amalfi” oggi anche del Cilento. A distanza di un anno dall’apertura, secondo la sua esperienza, quali sono i risultati sperati e soprattutto quale è stato l’impatto economico e sociale di questa infrastruttura su quei territori?

Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti circa 370.000 passeggeri nei primi 365 giorni di operatività con ben 185.000 passeggeri internazionali. Un risultato che conferma il ruolo strategico dello scalo per la mobilità del territorio e il suo crescente appeal turistico. L’apertura è stata accolta con entusiasmo dal mercato, tanto che i principali vettori low cost europei e numerosi voli charter privati hanno scelto il secondo scalo della Campania con un continuo aumento dell’offerta raggiungendo 18 destinazioni di linea, di cui 13 internazionali. Ma questo è solo l’inizio, sul fronte infrastrutturale, proseguono i lavori per la realizzazione del nuovo terminal di aviazione generale, la cui apertura è prevista entro la fine del 2025. A seguire, prenderanno il via gli interventi per il terminal commerciale, con un’aerostazione di corca 16mila metri quadrati e un bacino stimato di passeggeri di circa 5 milioni ed un impatto economico che cambierà il volto del nostro territorio.

La Regione Campania sappiamo che ha investito anche nei trasporti locali. Cosa è stato fatto di concreto?

Abbiamo investito molto riguardo al rinnovo del materiale circolante, che ha permesso un innalzamento degli standard di sicurezza e confort, si pensi che il nostro programma di rinnovo flotte bus ammonta a circa1650 milioni di euro per una flotta complessiva di oltre 1600 autobus di cui 1000 già consegnati uno sforzo che ha permesso di garantire ai nostri concittadini un viaggio più sicuro, per non parlare dei treni anche questi oggetto di un importante azione di rinnovo con oltre 160 treni nuovi e circa 1360 milioni di euro investiti. E una misura che ci rende particolarmente orgogliosi il trasporto gratuito agli studenti, partiti come prima regione in Italia ora abbiamo raggiunto la gratuità per circa 140.000 studenti, con importanti risparmi per le famiglie campane.

Ci può parlare del “Sistema Portuale della Campania”?

Valutare la realizzazione del sistema portuale della Campania significa esaminare lo stato attuale di integrazione, cooperazione e sviluppo tra i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, e individuare le criticità e le opportunità per farli funzionare come un’unica realtà coordinata e competitiva. Tuttavia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale già gestisce i tre porti, il che è un buon punto di partenza. La Campania è al centro del Mediterraneo, un nodo ideale per i traffici intercontinentali ed i tre porti hanno caratteristiche e punti di forza differenti: Napoli è forte nei container e passeggeri, Salerno nei Ro-Ro (traghetti, auto) e Castellammare nella cantieristica navale. Pertanto, la realizzazione di un vero sistema portuale della Campania non è solo un obiettivo logistico, ma una necessità strategica per lo sviluppo economico della regione e dell’intero Mezzogiorno.

Perché questo avvenga, cosa occorre fare?

I porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, se gestiti in modo sinergico e complementare, possono diventare un motore competitivo in grado di attrarre investimenti, generare occupazione qualificata e rafforzare il ruolo dell’Italia nel traffico internazionale di merci e passeggeri. Oggi, più che mai, non basta migliorare i singoli porti: serve una visione unitaria e integrata, fondata su: infrastrutture moderne e connesse alle reti europee (TEN-T), una governance forte e coesa capace di superare localismi e logiche di concorrenza interna, e una chiara specializzazione funzionale che valorizzi le vocazioni naturali di ciascuno scalo. Tuttavia, l’alternativa è restare indietro, perdere centralità nel Mediterraneo e lasciare spazio ad altri porti più organizzati e proiettati verso il futuro. In definitiva, fare sistema non è un’opzione, è la condizione indispensabile per rendere la Campania una vera piattaforma logistica del Mediterraneo, connessa, sostenibile e competitiva. Credo che il tempo delle analisi è finito: ora è il momento di agire con visione, coraggio e coerenza. (Anna Ferry-Ferrentino)

In foto Luca Cascone

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