Trump tradito dal “teorema del campanaro”

I rapporti di intelligence non segnalavano minacce imminenti per gli Usa

Il teorema del campanaro enuncia: “Se dico una cosa tre volte, quella cosa è vera”.

Il presidente americano Donald Trump, per giustificare l’aggressione all’Iran,  ha dichiarato che l’Iran “rappresentava una minaccia molto chiara e colossale per l’America “ e ha  sottolineato che l’Iran “presto” avrà missili in grado di colpire obiettivi all’interno degli Stati Uniti”. Lo ha ripetuto ben più di tre volte.

Ma il “Teorema” non ha funzionato. Rapporti di intelligence hanno affermato di non vedere alcun segno che il paese rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti. Per quanto riguarda un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere direttamente gli Stati Uniti, la Defense Intelligence Agency del Pentagono ha riferito l’anno scorso che l’Iran potrebbe avere quell’arma entro il 2035 “se Teheran decidesse di perseguire questa capacità”.

 Secondo caso. Vari media occidentali hanno a più riprese accusato l’Iran di attaccare i paesi arabi della zona del Golfo. Ma non è così semplice. 

Gli attacchi sono rivolti contro le infrastrutture belliche statunitensi nella zona, dalle quali partono gli attacchi all’Iran. Gli Usa hanno 13 basi militari nel medio-Oriente, che ospitano tra i 30mila e i 40mila soldati. Nella prima giornata del conflitto risultano essere stati colpiti Dubai, Qatar, Bahrain, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita; il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein è stato attaccato con missili e droni, e anche le basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, gli attacchi di Teheran non sembrano esser stati concentrati esclusivamente contro obiettivi militari. In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti hanno affermato “il diritto di autodifesa” contro questi attacchi per “difendere i nostri cittadini”.

All’alba del 24 febbraio 2022, Putin ha annunciato un'”operazione militare speciale” nell’Ucraina orientale..Putin e i media russi hanno sempre usato la stessa espressione. Ma quasi tutto il mondo sa che quella “operazione” è una aggressione, in violazione del diritto internazionale. 

Negli anni passati gli esempi che non basta ripetere una cosa tre ( o più) volte perché quella cosa sia vera, sono molti.

 I due più noti  – e i più gravi – sono i falsi che hanno portato a due guerre sanguinose, l’incidente nel Golfo del Tonchino e il caso delle “armi di distruzione di massa” ritenute in possesso di Saddam Hussein .

Il primo: la guerra del Vietnam. 

Il 2 agosto 1964, il cacciatorpediniere Maddox fu avvicinato da tre motosiluranti nord vietnamite che, seecondo la versione americana, aprirono il fuoco  Il 4 agosto  il Maddoxx  riferì di un nuovo attacco.

Già nelle ore successive emersero dubbi. Con la pubblicazione dei Pentagon Papers (1971) e successivi documenti della NSA (2005), è emerso che il secondo attacco fu inventato o ingigantito. Nonostante i dubbi, l’amministrazione Johnson presentò l’episodio come un’aggressione deliberata. Il 7 agosto 1964, il Congresso approvò la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che autorizzava il presidente a usare “tutti i mezzi necessari” per proteggere le forze americane e gli alleati nel Sud-est asiatico. Ed ebbe inizio la guerra del Vietnam. 

Un’immagine del tragico massacro di My Lai

Gli USA scatenarono i bombardamenti aerei più pesanti dai tempi della seconda guerra mondiale, 300 mila missioni; vennero sganciate più bombe sul Vietnam del Nord che sulla Germania (860 mila tonnellate), Gli Usa ebbero circa sessantamila morti e migliaia di feriti e di invalidi.  

Il secondo: la guerra in Iraq.

 2003:  l’amministrazione Bush sostenne che l’allora presidente iracheno, Saddam Hussein, avesse un arsenale di armi chimiche, biologiche e forse nucleari (definite complessivamente “armi di distruzione di massa”) e che fosse pronto a usarle in accordo con gruppi terroristici. 

 Il 5 febbraio del 2003, un mese e mezzo prima dell’invasione,  l’allora segretario di Stato Colin Powell si presentò davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con una fialetta piena di un liquido giallastro in mano e disse che gli Stati Uniti avevano le prove che l’Iraq avesse armi di distruzione di massa. 

Ma le armi di distruzione di massa non furono mai trovate.

L’esercito degli Stati Uniti assieme agli alleati britannici attraversò i confini dell’Iraq ill 20 marzo del 2003, e in pochissimo tempo l’esercito iracheno e tutto lo stato collassarono. 

La statua di Saddam viene abbattuta.

Una volta in Iraq gli americani non trovarono traccia delle armi di distruzione di massa.

Anni dopo Colin Powell a un giornalista dell’Abc news che  gli chiedeva se ritenesse che la sua reputazione fosse stata danneggiata aveva risposto: “Naturalmente. È una macchia.”.

Questo ricorda l’incidente che ha scatenato l’attacco italiano all’Abissinia (Etiopia), lo scontro del 5 dicembre 1934 a Ual Ual, ai confini tra Somalia italiana ed Etiopia. Questo evento fornì a Mussolini il pretesto, dopo mesi di preparativi militari, per avviare l’invasione dell’Etiopia, iniziata il 3 ottobre 1935.

Ultimo esempio, la minaccia russa.

Molti politici e media in Europa, Italia inclusa, vanno da tempo sostenendo che probabilmente nel prossimo futuro la Russia farà un’altra aggressione. Ursula von der Leyen e il Gruppo dei Volenterosi affermano che bisogna riarmarsi urgentemente per fermare la Russia che vuole attaccare l’Europa.

La tesi  non è sostenibile.  Non perché Vladimir Putin sia un anima generosa e  gentile. Ricordiamo che la  Corte Penale Internazionale lo ha condannato per crimini di guerra. Sono tutti i dati disponibili a mostrare  che è estremamente improbabile. Partiamo dalla constatazione chela Russia, dopo oltre quattro  anni di guerra, non è riuscita a vincere in Ucraina, e che decine di migliaia di giovani russi in età militare hanno lasciato il paese per non andare a combattere.

“Le dichiarazioni degli europei sulla nostra presunta intenzione di attaccare l’Europa dopo l’Ucraina sono una pura assurdità”, ha affermato Putin all’inizio del 2024. Ricorriamo anche ai dati e alle recenti  considerazioni di Enrico Grazzini, economista, giornalista economico, già consulente strategico di impresa. 

“Secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa britannico, ammiraglio Sir Anthony Radakin “Le forze aeree da combattimento della NATO – che superano numericamente quelle russe di 3 a 1 – stabilirebbero rapidamente la superiorità aerea. Le forze marittime della NATO imbottiglierebbero la Marina russa nel Mare di Barents e nel Baltico. La NATO ha quattro volte più navi e tre volte più sottomarini della Russia.

La superiorità della NATO sulla Russia in questi settori è schiacciante, anche in senso qualitativo. Le tecnologie elettroniche, digitali e spaziali dell’Occidente sono molto più avanzate di quelle russe

Tutto questo rende un attacco russo così improbabile da potere essere considerato quasi fantastico”. 

Concludendo, il Teorema del Campanaro, diversamente dal Teorema di Pitagora, non è dimostrato. E non è dimostrabile.

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