Un libro, anzi un bel libro come volano, come catalizzatore. Lo scorso anno nel recensire Torre Spada. Un tesoro centese dimenticato. Un viaggio nel passato sull’onda dei ricordi e della storia” (Baraldi Edit. 2023) di Luciano Balboni osservavo che questo “tesoro” veniva recuperato attraverso la memoria storica.
Ma adesso è stato annunciato il recupero non solo ideale bensì reale di Torre Spada (che si trova nel Comune di Cento, provincia di Ferrara). La tenuta è stata acquistata dalla famiglia centese Guidetti, titolare della Guidetti Recycling Systems che rappresenta il Made in Italy nel mondo, nel settore del riciclaggio, Adesso, grazie anche all’interesse suscitato dalle accurate e appassionate ricerche di Luciano Balboni la Villa di Torre Spada sarà restaurata.
Abbiamo parlato di questo con l’imprenditrice Francesca Guidetti collaboratore dell’Azienda insieme al fratello

Fare rinascere Torre Spada: un grosso impegno ma anche una grande soddisfazione?
“Torre Spada è molto più di un edificio: è un simbolo identitario, un frammento di memoria collettiva che ora può tornare a vivere. Ogni muro, ogni pavimento liberato aumenta l’entusiasmo anche se rivela la gravità della situazione”.
Che sentimenti ha suscitato nella popolazione di Cento?
“La risposta è stata sorprendentemente calorosa. Molti cittadini ci hanno scritto, raccontando ricordi legati alla torre, alle feste patronali, alle partite di calcio nel cortile. C’è un senso di orgoglio e gratitudine: vedere un luogo così emblematico tornare alla luce ha risvegliato emozioni profonde e un forte senso di appartenenza.”
Come pensate di utilizzarla dopo il restauro?
“E’ difficile dirlo finché i lavori di pulizia non saranno ultimati, ma certamente sarà una struttura ricettiva per eventi, magari mostre, le possibilità sono molteplici data la conformazione della tenuta.”
I lavori saranno rilevanti…che tempi si prevedono?
“I lavori saranno molto rilevanti e impegnativi sotto tutti i punti di vista i tempi saranno certamente lunghi (qualche anno) consideriamo che lo stato attuale è ruderi”.
Quanto è stato importante il libro di Luciano Balboni ?
“Il libro di Balboni è stato il vero catalizzatore del progetto. E’ stata una congiunzione di eventi come i pianeti che si allineano, Mio fratello, ha acquisito da prima la tenuta adiacente con il ristorante Casa Di Campagna, mentre ha letto il libro “Torre Spada un tesoro Centese dimenticato”, che conteneva fotografie che abbiamo inserito all’interno del ristorante, poi si è manifestata anche la possibilità di acquistare Torre spada ed ecco che il tutto si è concretizzato”.
Recupero di un “tesoro” culturale per la popolazione locale ma anche un polo di attrazione turistica ?
“Sì, la visione potrebbe essere questa. Sarebbe bello che Torre Spada diventasse un luogo vivo, capace di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. Un punto di riferimento per chi ama la storia,la cultura… e anche la buona cucina, visto il legame con il ristorante già presente. Un’esperienza completa, autentica e immersiva”.
Luciano Balboni, nell’occasione della Festa del Patrono di Torre di Spada , il 10 agosto scorso ha suscitato emozioni in tutta la popolazione rievocando eventi descritti appunto nel suo libro Ha ricordato che Torre Spada, (che si chiamava anticamente Torre Forcella ma poi prese nome dalla Famiglia dei principi Spada che ne era proprietaria) e con alcuni episodi autobiografici ci ha riportano all’Italia degli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo. Non a caso, Balboni ha sottolineato che “parlando con contadini che mi raccontavano anche le storie del passato e spronato anche dalla famiglia, ho voluto che ne rimanesse memoria in questo libro”.
Ma l’autore, per anni ha effettuato anche accurate ricerche storiche attraverso documenti di molti archivi anche reconditi come nell’ Isola bisentina nel lago di Bolsena e ha ricostruito sia la storia della famiglia romana degli Spada sia quella delle famiglie che hanno vissuto nella tenuta.
Forcella spiega che sorgeva in una zona palustre dove si praticavano caccia e pesca ma inadatto alle coltivazioni. Poiché apparteneva allo Stato pontificio papa Pio II decise di vendere la tenuta a famiglie nobili che potessero effettuarvi lavori di bonifica per trasformarla in campi coltivabili. In seguito fu scavato il canale navigabile di Cento che ha avuto grande rilievo nella storia della città. Tra l’altro la tenuta, al tempo di papa Alessandro VI, divenne parte della dote di Lucrezia Borgia quando sposò Alfonso I d’Este. Tra l’altro Luciano Balboni rileva che Lucrezia fu sempre benvoluta dalla popolazione per le opere caritatevoli e sociali tra cui la costruzione di un Monastero
Quanto al canale, che aveva anche un porto, produsse prosperità essendo raccordato ai percorsi commerciali di Ferrara e di Venezia non a caso – rileva Balboni – fu chiamato il tesoro di Cento e in città sorsero palazzi chiese e monumenti insigni. Nel 1633 poi la tenuta passò al Cardinale Bernardino Spada e alla sua famiglia.
“Ogni tanto – racconta l’autore rievocando i luoghi dove ha vissuto negli anni della sua gioventù – con la bicicletta mi trovo a percorrere quei vecchi sentieri di quella stupenda campagna del Malaffitto ancora piena di fascino fra i campi di terra nuda e i residui di fieno tagliato quando ancora emergono quegli aromi dopo la calura estiva e dove al tramonto ,tra i giochi di luce del sole, mi soffermo a scrutare in lontananza le tante case abbandonate [….]e con un nodo alla gola per enorme tristezza di fronte all’inevitabile trascorrere del tempo”.
In foto: sopra il dipintodi Luciano Balboni, sotto Francesca Guidetti