Firenze – Sarà difficile, per Alessandro Tomasi da Pistoia, mantenere l’aurea medietas in cui finora ha trovato appoggi e buone parole non solo dai suoi turbolenti amici di partito e coalizione (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Il sindaco di Pistoia, nonché candidato alla presidenza della Regione per lo schieramento di destra, ha infatti finora mantenuto un profilo moderato-conservatore capace di affascinare anche progressisti in rotta con lo status quo del territorio, ovvero con lo strapotere del Pd da un lato, ma anche sinceramente convinti che Tomasi possa rappresentare “il nuovo”. E pazienza se il suo Dna politico sta dalle parti del Fronte della Gioventù di cui giovanissimo prese la tessera, per poi farsi tutta la trafila con AN e infine con Fratelli d’Italia, di cui è diventato coordinatore regionale. Un savoir faire, il suo, che si è dimostrato vincente anche nelle modalità di contrasto scelte per la sicurezza, il vero tormentone della destra: piede leggero sull’accelerazione forcaiola e manettara, più condivisione con cittadini arrabbiati e soprattutto mamme inferocite. Mossa vincente, che dimostra se ce ne fosse ancora bisogno, che la Toscana può anche votare a destra, se però si risparmiano certi richiami e certe cialtronerie di schietta nostalgia fascista come giuramenti scolastici nel segno della X Mas o proclami da leggi razziali. Proprio ciò da cui il sindaco di Pistoia dovrebbe prendere le distanze, cosa resa difficile dall’intraprendenza di amici e camerati. Tant’è vero che persino Giovannni Donzelli, uomo meloniano dalla testa ai piedi, uno dei più ascoltati della corte di Giorgia, si è prodotto, in occasione dell’endorsement per Tomasi, in uno slancio di passione per la sua Toscana. La Regione è contraria ai Cpr? Bene, allora non uno, ma due, sul suolo toscano e avanti anche senza l’assenso del consiglio o del presidente uscente. Quel Giani che, ad ora, gode nei sondaggi del 58% circa dei consensi. Sì’, ma sono solo sondaggi, come ha commentato Bambagioni, ex Pd folgorato dall’alternativa di destra, ricordando che bisogna vincere nelle urne.
Insomma per Donzelli, dal momento che la Toscana è “una delle pochissime regioni che continua a fare un ostruzionismo senza senso al Cpr”, è stato necessario chiedere “personalmente al ministro degli Interni di proseguire come avevamo promesso”. Ovvero, avanti tutta senza l’ok della Regione. Tirando le fila, due Cpr, uno Tradizionale, uno per gli spacciatori, per toglierli dalle strade. Alla faccia della “sinistra”, intendendo co questo termine tutto ciò che è a sinistra di FdI. Anche Forza Italia?
Ma no, ovviamente, dal momento che sono “amici”. Tanto amici, da riuscire ad accordarsi sul nome di Tomasi solo 50 giorni prima di presentare le liste. Certo, è vero che il sindaco di Pistoia si comportava da tempo come se la candidatura fosse già sua, ma gli accomodamenti e i mal di pancia erano perdurati a lungo, senza contar la Lega, che aveva aggiunto anche la postura da Decima del generale Vannacci. Elemento che, diciamo il vero, aveva urtato non poco gli storici elettori della Lega, fra cui l’iconico, come si dice in questi tempi, Giovanni Galli che ha fatto un passo, anche due, indietro. Del resto, qualche disagio, nel vecchio elettorato, permane, come ha segnalato ieri il presidente della Provincia autonoma di Trento, secondo cui la Lega è nata sia anticomunista che antifascista: “Non mi pare di avere detto nulla di nuovo, il nostro movimento sta lontano dagli estremismi. È stato l’insegnamento di Umberto Bossi”. Forse Salvini e Vannacci dovrebbero studiare. In ogni, caso, il problema per Tomasi e i suoi (non dimentichiamo la fortissima lista civica, una vera e propria lista personale fortissima, come ha dimostrato nelle ultime amministrative vinte dal sindaco) al netto delle parole dell’uomo forte di Giorgia,è consegnare i moderati a Forza Italia, ovvero a quel Marco Stella che da tempo si sente sottovalutato e sottostimato e che in qualche modo qualche soddisfazione la vorrebbe, rifiutando di essere sempre fagocitato dall’ingombrante alleato. Per questo, liste agganciate ala società civile e, godendo del machismo della Lega e dei colpi di mortaio di FdI nazionale, il sogno diventa obiettivo, FI al 10% e poi, battere cassa.