I fondi del PNRR sono stati un’iniezione di fiducia nei confronti degli amministratori che stanno reagendo al meglio possibile.Ne è convinto Clemente Mastella, politico di lungo corso, sindaco di Benevento. Agroalimentare e turismo son le leve dello sviluppo del Mezzogiorno, afferma, ma prioritariamente bisognerebbe pensare a combattere lo spopolamento attraverso un vero piano casa e la qualità dei servizi.
Onorevole Clemente Mastella, la sua lunga carriera politica l’ha vista protagonista di diverse stagioni, come è cambiato, secondo Lei, il modo di fare politica?
Prima il rapporto era più diretto ed immediato. Oggi questa immediatezza e questa sorta di essere riferimento alla propria comunità lo si deve soltanto ai sindaci in particolare. Mentre invece è caduto nel basso, con un livello diciamo incredibilmente inimmaginabile, il Parlamento, che ha perso la sua centralità tolemaica e finisce per essere il regno quasi dell’invisibile, non c’è più potere di controllo, non fa attività di natura normativa adeguate. Insomma c’è uno svilimento della funzione del Parlamento. Da dire, inoltre, che mentre prima erano i parlamentari che facevano i sindaci, nel senso che erano in grado di farli eleggere, oggi sono i sindaci che in larga misura eleggono i parlamentari.
Per cui si è invertito il procedimento che prima era più naturale?
Si.
Dal 2016 è sindaco della Città di Benevento, come vive questa esperienza territoriale?
Mi sono dedicato con grande impegno, anche perché debbo dire la verità, non immaginavo neppure di essere eletto dopo le mie vicende giudiziarie. Vicende, terribili, drammatiche, legate ad un gruppetto di magistrati oltranzisti che spero scontino nell’inferno della giustizia i loro peccati. Tuttavia ho fatto dono della mia esperienza, delle mie amicizie, dando una mia impronta alla città. La città sta cambiando completamente e spero di riuscire a fine mandato a consegnare ai miei concittadini ciò che avevo promesso. Anche perché i miei concittadini hanno avuto nei miei riguardi, in un momento difficile e delicato della mia vita umana e politica, un garbo e una dedizione di solidarietà incredibile. Spero di lasciare un’impronta veramente importante ai fini anche del proseguo di chiunque avrà attività di governo della comunità.
I comuni Italiani sappiamo le tante difficoltà che vivono, ma secondo Lei i fondi del PNRR stanno un po’ alleviando queste difficoltà? Vengono applicati bene, stanno effettivamente risolvendo un po’ di quelle questioni che forse in passato si sono trascurate?
In larga misura sì, sono stati un’iniezione di fiducia nei confronti degli amministratori che stanno reagendo al meglio possibile, però non credo che riusciremo a recuperare tutto il tempo perduto. Speriamo di lanciarci in avanti utilizzando queste risorse in maniera intelligente, come molti e gran parte dei miei colleghi stanno facendo in tutta l’Italia. Devo dire però qual è il problema, che magari si fanno opere, ma poi chi mantiene queste opere?
Questo è un problema che ci si pone, terminata la “scorpacciata” dei fondi è dopo che nasce il problema, come tenere in piedi quanto è stato costruito, edificato, messo a disposizione della comunità. Le sottolineo che questo è un problema vero.
Per sopperire a questo problema il governo e i governi futuri dovranno provvedere a questo limite gestionale?
Credo proprio di sì, ci dovrebbe essere l’attenzione a come utilizzare i fondi di coesione e magari rafforzare il rapporto tra governo, regioni e sindaci per alleviare un po’ queste necessità e questa forma di rischio e di depoverimento di quello che si è fatto.
Sindaco, sappiamo che il Sud è da sempre una meta culturale, tradizionale, turistica anche in relazione a questo i fondi PNRR potrebbero essere utili per mantenere un turismo che possa migliorare anche le condizioni economiche del mezzogiorno?
Ma sì, in parte tenga conto però che il turismo di per sé non è che influisce in maniera risolvibile con i problemi che esistono nelle nostre parti, sono un fatto importante sul recupero di una riconoscibilità anche di zone, di aree finora considerate fuori dai circuiti nazionali e internazionali, però questo non risolve.
Il manifatturiero e l’agricoltura è quello che ha di più il Sud. L’agroalimentare, da noi, ha una certa sua importanza e questo andrebbe accoppiato con una dose di turismo, penso anche a Pietrelcina, nella nostra provincia di Benevento, che ha un turismo anche di natura religiosa, non soltanto di natura archeologica, monumentale e storico.
Il governo Meloni ha adottato un piano di politiche mirate al sostegno economico del Mezzogiorno, focalizzandosi su misure di incentivazione e sostegno agli investimenti. Secondo la sua esperienza di governo, sono misure applicabili oppure solo buone intenzioni?
Fino ad ora mi pare che sia una buona intenzione, nulla più di tanto, se non fosse stata per la spesa del PNRR saremmo stati veramente in grande difficoltà. Lo sgravio dell’impegno sul piano governativo dovrebbe essere legato soprattutto al dato demografico. Creare le condizioni, pensi che non c’è un piano casa che non sia quello che richiami a Fanfani. Nessun governo, neppure le regioni, hanno fatto qualcosa. Spero che ci possa essere un’intesa tra Comuni e Europa, ma tra molto per recuperare questa dimensione, c’è la sofferenza nelle aree periferiche e case “popolari” che scontano l’indecenza e l’indegnità di uno Stato. Sia uno Stato serio con l’Italia.
Cosa intende “Comune e Europa” è anche un modo per alleviare un po’ lo spopolamento nelle aree interne?
Sono solo i paesi che vanno destinati in questa direzione, le case, gli alloggi, le regioni in particolare. Inoltre, secondo me sì, possono alleviare il problema dello spopolamento, se non c’è qualità di servizi, perché uno deve restare?
Sindaco, un’ultima battuta in chiusura, proprio in relazione alla sua lunga carriera politica, una sua eventuale candidatura alla guida della Regione Campania?
Faccio il sindaco per altri due anni e dopodiché mi dedico a fare il nonno.
Le prospettive riguardo alle Regionali? Cosa sta per accadere? Cosa ci aspetta?
Non lo so, devono decidere, in questa controversia ognuno deve mettere un minimo di saggezza, da parte di De Luca, da parte del centro sinistra come tale. Soprattutto questa querelle che c’è tra Pd e De Luca in Campania è una cosa che non può andare all’infinito, non ci possono essere guerre punitive all’interno dello stesso partito.
In foto Clemente Mastella