Firenze – Si è svolto ieri presso Casa Rider a Firenze, un incontro tra il Comune, rappresentato dagli assessori Andrea Giorgio e Dario Danti, Cgil, Nidil Cgil, Filt Cgil e una rappresentanza di rider attivi sul territorio cittadino, in larga parte lavoratori di origine pakistana. Al centro del confronto il tema della sicurezza stradale, una questione che riguarda quotidianamente centinaia di ciclofattorini impegnati nelle consegne e, in aggiunta e più in generale, tutti i cittadini che vivono e attraversano le strade della città.
Nel corso dell’incontro il Comune ha ricordato la necessità di garantire, insieme al diritto al lavoro, il rispetto delle regole e la sicurezza della circolazione. Nidil Cgil ha ribadito come la sicurezza non possa essere scaricata “esclusivamente sui lavoratori, ma debba chiamare in causa anche le piattaforme digitali che organizzano il servizio di consegna. È necessario che le aziende si assumano pienamente le proprie responsabilità, garantendo mezzi adeguati, formazione, informazione e condizioni di lavoro che non incentivino comportamenti rischiosi legati alla velocità delle consegne e alla pressione degli algoritmi”.
I rider intervenuti hanno raccontato le difficoltà che affrontano quotidianamente sulle strade cittadine, tra traffico, condizioni meteorologiche avverse e la necessità di conciliare tempi di consegna sempre più stringenti con la tutela della propria e altrui incolumità. Inoltre, lamentano i rider, se da un lato il sistema di food delivery di Glovo e Deliveroo protegge e tutela sia i ristoranti sia i clienti finali, non lo fa nello stesso modo nei confronti dei lavoratori quando sono loro a subire aggressioni fisiche o verbali.
Dall’incontro è emersa una convergenza sulla necessità di costruire un percorso stabile di confronto tra amministrazione comunale, organizzazioni sindacali e lavoratori. Le parti hanno condiviso l’opportunità di programmare appuntamenti periodici e momenti di monitoraggio per affrontare in maniera continuativa le problematiche legate alla sicurezza stradale, promuovendo una cultura della prevenzione e del rispetto delle regole. Allo stesso tempo si vuole fare fronte comune nel richiedere alle piattaforme, a partire da Glovo e Deliveroo, di modificare radicalmente l’attuale modello organizzativo. È stato infatti evidenziato come il sistema basato sul cottimo e sul pagamento a consegna rappresenti il problema alla radice: una struttura che costringe di fatto i rider a correre per consegnare nel minor tempo possibile e a scegliere il tragitto più breve, spesso a discapito della prudenza. Questo modello – è stato rimarcato durante il tavolo – non solo mette costantemente a rischio la vita dei lavoratori, ma crea anche oggettivi problemi di sicurezza per tutti i cittadini.
L’obiettivo comune è garantire una mobilità urbana sicura e sostenibile, tutelando contemporaneamente il diritto al lavoro dei ciclofattorini e la sicurezza di tutti i cittadini che utilizzano gli spazi pubblici.
“Serve un impegno condiviso – hanno sottolineato Cgil, Nidil e Filt – affinché la sicurezza non sia considerata un costo o una responsabilità individuale, ma un elemento centrale dell’organizzazione del lavoro. Per questo riteniamo fondamentale l’avvio di un confronto permanente con il Comune e e servirà aprirlo su questi temi anche con tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle piattaforme digitali”.
“Abbiamo chiesto ai rider di rispettare le regole in strada, perché ne va della loro sicurezza e di quella di tutti – ha dello l’assessore Giorgio – le piattaforme però si devono far carico per prime di questo, calcolando i tempi dei percorsi in modo coerente col codice della strada e non incentivando il mancato rispetto delle regole o spingendo sulla rapidità delle consegne e basta, pur di aumentare i profitti. Scriveremo alle piattaforme: serve un nuovo modello che tenga conto della sicurezza come elemento fondamentale del loro lavoro, e a tutela di tutti”
L’assessore Danti ha aggiunto: “Insieme alle istituzioni cittadine, alle forze sindacali e alla comunità dei rider, vogliamo attivare il tavolo con le piattaforme, che già avevamo insediato nei mesi scorsi, per raccogliere tutte le idee, le proposte e le istanze che possano dare un futuro sicuro, certezze e dignità al lavoro della comunità dei rider”