Casa, la Toscana riparte, ancora investimenti per 90 milioni

Risorse per gli alloggi di risulta e per un nucleo di nuovi edifici popolari
da sinistra, l’assessore alle politiche sociali Serena Spinelli, il presidente regionale Eugenio Giani, il dirigente regionale Maurizio De Zordo

Firenze – A fronte di notizie di stampa che proprio oggi confermano la medaglia d’oro per Firenze, per quanto riguarda gli affitti più cari d’Italia, giunge anche la notizia dell’investimento che la giunta toscana ha deliberato, della consistenza di 90 milioni, per quanto riguarda un piano che vedrebbe sia la costruzione di nuovi alloggi popolari (150 nell’intera regione) ristrutturazioni dei cosiddetti alloggi di risulta ( 500 appartamenti Erp vuoti e ad ora sfitti) , oltre al finanziamento di interventi già programmati per altre 700 nuove unità abitative di edilizia residenziale. Il piano, approvato dalla giusta regionale su input dell’assessora alle Politiche sociali, Serena Spinelli, è stato presentato oggi nella sede della presidenza regionale in piazza Duomo.

Le risorse, trovate nelle pieghe del bilancio regionale, mettono a fuoco le priorità regionali, che riguardano, come sottolinea l’assessora Spinelli, gli interventi sugli alloggi di risulta, dal momento che il turnover cui sono sottoposti gli alloggi a fronte di una domanda abitativa popolare crescente, rende particolarmente indispensabile accorciare i tempi di ripristino e di utilizzo degli appartamenti.

Ricapitolando, con questi ulteriori investimenti, il piano complessivo della Regione sulla fondamentale questione dell’abitare, vede al centro due interventi completamente nuovi, ai quali sono stati destinati 40 milioni di euro, con l’obiettivo di incrementare il patrimonio di edilizia popolare. Il primo intervento, da 29,5 milioni di euro, permetterà la realizzazione ex novo di circa 150 nuovi alloggi. Il secondo, da 10 milioni di euro, sarà rivolto invece al patrimonio esistente: i fondi permetteranno il ripristino di circa 500 alloggi Erp attualmente sfitti (con priorità per quelli vuoti). Gran parte delle risorse (29,5 milioni su 40) arriveranno dal bilancio regionale: di 10 milioni sarà il contributo del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, il cui accordo è stato recentemente siglato.
A questi si aggiungeranno successivamente 7 milioni di euro destinati alla eventuale sottoscrizione di quote del FNAS (Fondo Nazionale Abitare Sociale) al momento in cui il nuovo Fondo prenderà il via con l’approvazione della misura a livello nazionale.

Il piano regionale per la casa include poi altri 50 milioni di interventi per la realizzazione di abitazioni Erp già finanziati. 30 milioni riguardano interventi prossimi all’avvio o già avviati dai gestori Erp: a regime questi interventi produrranno la realizzazione di 700 nuovi alloggi Erp. Venti milioni sono invece relativi a programmi già previsti, che devono però ancora partire.

Il pacchetto di interventi si completa con i fondi previsti dal piano di interventi complementari al Pnrr: complessivamente sono 93 milioni di fondi grazie ai quali si interverrà sulla manutenzione, l’efficientismo energetico e il miglioramento sismico di circa 2.700 alloggi. Attualmente siamo quasi a metà strada: 40 milioni sono stati già erogati. 

“Il piano di intervento straordinario della Regione è un passo positivo – dice Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia – sia per la possibilità di rimettere in circolo gli alloggi di risulta ristrutturandoli, sia per il nucleo di nuove abitazioni che verranno costruite, tenendo conto del fatto che sono ormai vent’anni che non si procede a nuove edificazioni. Mi piacerebbe poter dire che queste misure straordinarie potranno sanare il disagio abitativo, purtroppo le risorse impiegate dovrebbero essere molto superiori per conseguire un simile risultato”. Superiori, ma di quanto? “Diciamo almeno del doppio – risponde Grandi – per rimettere in equilibrio e dare una svolta al problema, servirebbe intanto un piano strutturale per fare una programmazione, un piano che tuttavia deve avvalersi di fondi nazionali”. Al momento però, sembra davvero che il governo centrale da questo orecchio non ci senta.

Del resto, nonostante la soddisfazione per quest’ulteriore passo della Regione, i numeri del bisogno restano spaventosi. I dati che provengono dal Sunia, parlano della mancanza di almeno 25mila alloggi pubblici, per soddisfare almeno le famiglie che sono in li sta di attesa nelle graduatorie Erp regionali; ovvero, che hanno ottenuto l’assegnazione, ma che stanno aspettando l’alloggio. A Firenze, sono 8.100 gli alloggi popolari, che ammontano a 12mila contando l’area metropolitana. Nella sola Firenze, gli alloggi ad ora “fermi”, vuoti e sfitti per mancanza di risorse che li rimettano in circolo, sono circa 1300. .

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