“Sarto” nel buio. Intervista ad Andrea Costa (detto “Il Ricucitore”)

Intervista al segretario Pd Andrea Costa, detto Il Ricucitore (“Mi auguro che non si arrivi a uno strappo nel partito; a Reggio cerco sempre di ricucire, anche con Anpi e Cgil”). Il referendum (“Bisogna votare Sì”), poi Renzi e l’Italicum. E due parole “su misura” anche sul surfista Bersani e l’osso duro D’Alema Oggi a Roma manifestazione dem in piazza del Popolo, con musica e Premier

Intervista al segretario Pd Andrea Costa, detto Il Ricucitore (“Mi auguro che non si arrivi a uno strappo nel partito; a Reggio cerco sempre di ricucire, anche con Anpi e Cgil”). Il referendum (“Bisogna votare Sì”), poi Renzi e l’Italicum. E due parole “su misura” anche sul surfista Bersani e l’osso duro D’Alema

Costa Gran Sarto Ricucitore
Costa Gran Sarto Ricucitore

Tutto pronto a Roma per la manifestazione del Pd in programma oggi in piazza del Popolo.

“E’ un appuntamento di ampio respiro come si intuisce dal titolo ‘Sì a un’Italia più giusta, a un’Europa più giusta’. Che è poi il messaggio forte che il Pd sta lanciando da tempo – spiega il segretario reggiano dei democratici, Andrea Costa -. L’Europa non può essere solo quella dei conti in ordine e dei vincoli di bilancio. Deve essere un’altra cosa: deve essere un soggetto politico che si fa carico del tema dei migranti, che ci aiuta a superare i nazionalismi e a fare politiche generali in modo da poterci confrontare meglio col resto del mondo”.

A poco più di un mese dal referendum, la manifestazione rilancerà gli argomenti per il Sì…
“Ci sarà spazio per questo tema. Il partito si è espresso chiaramente. Quello di domani è un appuntamento di più ampio respiro dove troverà spazio anche il rilancio della campagna referendaria per il Sì”.

I bersaniani pare che diserteranno la manifestazione. Gianni Cuperlo è in forse. Il tutto in attesa degli esiti della commissione per la revisione del referendum. Secondo lei si riuscirà a trovare un punto d’incontro per evitare una frattura?
“Me lo auguro. Chi ha ruoli dirigenziali del mio partito deve lavorare fino all’ultimo secondo utile perché non si consumi una frattura”.

Bersani è stato categorico: “Renzi rottami l’Italicum e voto Sì”.
“Bisogna votare Sì a questa riforma. L’ho letta e studiata. Dati oggettivi alla mano, ritengo che contenga miglioramenti nella gestione della fase legislativa di questo Paese. Poi ci sono questioni politiche. Una è la legge elettorale. Ci si deve mettere mano. Lo dico non perché sono preoccupato da pesi e contrappesi, ma perché lo chiede il contesto politico. Quella legge elettorale è stata scritta quando c’erano sostanzialmente due poli che si sarebbero dovuti misurare. Oggi ci sono almeno tre poli e questo rischia di determinare l’ingovernabilità”.

Costa usa parole "su misura"
Costa usa parole “su misura”

Uno degli aspetti della riforma che fa più discutere è il nuovo Senato…
“Composto da consiglieri regionali e sindaci rappresenterà effettivamente la voce dei territori. Le faccio un esempio…”.

Prego.
“Il nuovo Senato sarà chiamato a esprimersi sulla legge di Bilancio prima che venga promulgata. A me che faccio il sindaco non capiterà più di vedere la legge già approvata con dentro dei tagli e di dover iniziare a ragionare come recuperare quei tagli col bilancio del mio Comune. Potrò, attraverso i miei colleghi sindaci e consiglieri regionali eletti in Senato, intervenire prima che venga promulgata”.

Massimo D’Alema sostiene che la riforma è sbagliata e dannosa…
“Vorrei che all’enunciazione si facessero seguire spiegazioni oggettive. Io ho trovato contrappesi e garanzie. Non è vero, ad esempio, che si danno più poteri al Governo. Vengono scritti in Costituzione i limiti che un esecutivo ha sulle materie per le quali può decretare d’urgenza. Oggi il governo mette la fiducia quasi su tutto. Domani non lo potrà più fare. Sono previsti tempi certi entro cui la Camera deve discutere e valutare le proposte di legge. Il Governo cede parte del proprio potere in cambio di certezza dei tempi. Si migliora l’iter di formazione delle leggi”.

Questa riforma segna uno strappo inedito nel mondo della sinistra: da una parte il Pd, dall’altra Anpi e Cgil…
“Mi preoccupa. Per prassi cerco sempre di ricucire. L’ho dimostrato nella mia esperienza di segretario uscito da un congresso con tre proposte in campo e vinto per un soffio. Per prima cosa ho costruito una segreteria unitaria con chi era uscito sconfitto dal congresso. Ecco, penso che anche in questo caso vada praticato un lavoro di ricucitura perché c’è bisogno di tutti per portare il Paese fuori dai guai”.

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