Matteo Renzi torna a Reggio. Il sindaco di Firenze in corsa alle primarie del centrosinistra sarà in città sabato pomeriggio alle 15.30 per un incontro con cittadini e sostenitori alla “Fonderia della danza”, in via Costituzione 39.
L’ultima di Renzi a Reggio fu organizzata dallo studio Salsi; nell’anfiteatro dello spazio Gerra il rottamatore discettò da par suo di bellezza, da Dante a twitter davanti ad una pletora composta più che altro dai quadri del partito, “obbligati” ad assistere alla performance. Il nuovo che avanza si rifiutò di rispondere alla nostra domanda su Grillo, evidentemente troppo scomoda.
Da quel giorno ad oggi, di acqua sotto il ponte ne è passata in verità ben poca ma la geografia sempre in movimento del Pd da allora ha subito molti cambiamenti. Il vento dell’antipolitica soffia sempre più forte ed ha colpito le intoccabili regioni, facendo crollare il mito del buon governo di alcuni enti locali.
Oggi Renzi a Reggio non è più così snobbato; mentre una raffica di esponenti storici del Pd annunciano che non si ricandideranno più (dopo decenni di Parlamento sarebbe paradossale…), evidentememte qualcuno sta capendo che l’ultima Repubblica questa volta sta barcollando davvero. E che coloro che non si autorottameranno (come Castagnetti e la Soliani), saranno rottamati dalla storia.
Ad uscire per primo allo scoperto (come già fece senza simbolo di partito quando fu la volta di candidarsi), renzianamente parlando, è stato il consigliere regionale Beppe Pagani. Ma anche il sindaco Graziano Delrio (con uno dei numerosi figli) ha fatto sapere di parteggiare per il sindaco di Firenze. Insomma una situazione intricata che rischia di alimentare ulteriori dissapori all’interno di un partito, quello Democratico appunto, che in fatto di divisioni non è secondo a nessuno