Il 2016 ha fatto registrare una “lieve flessione” della raccolta del prestito soci di Coop Alleanza 3.0. E’ quanto si legge nella bozza di bilancio pubblicata dalla cooperativa nel suo sito ufficiale tra i materiali che saranno sottoposti al voto delle assemblee. Il dato riveste una importanza fondamentale e viene costantemente monitorato: la crisi di coop come Unieco e Coopsette (in cui molti soci hanno perso parte dei loro capitali) potrebbe generare una crisi di fiducia. Il rischio è quello di una fuga dei capitali prestati, che però, stando ai numeri ufficiali della coop, per ora non c’è.
Si parla, come dicevamo, di lieve flessione: il valore complessivo del prestito soci al 31 dicembre 2016 arriva alla somma – monstre di 4,3 miliardi di euro e questo, scrivono gli amministratori, è “segno tangibile della grande fiducia che i soci ripongono nella nuova Cooperativa”.
Ma come si spiega il calo? Ecco quanto mettono nero su bianco i vertici di Alleanza 3.0: “Occorre anche tenere conto del fatto che questo decremento è comprensivo di una circostanza del tutto peculiare: infatti, a seguito della fusione delle 3 preesistenti cooperative, Coop Alleanza 3.0 ha dovuto rimborsare circa 24 milioni di euro ai soci che avevano posizioni di Prestito Sociale aperte su più di una delle cooperative che hanno dato vita a Coop Alleanza, perché venendosi a sommare le diverse posizioni in una sola questa veniva ad assumere un ammontare superiore al massimo fissato già a dicembre 2015 dai Consigli di amministrazione delle tre cooperative fuse in euro 36.500, che rispetta il limite di legge di euro 36.527,10”.
“L’andamento della raccolta del prestito nel 2016 – si legge ancora – è stato anche condizionato, nel lieve ribasso, dalla necessaria (in relazione agli andamenti di mercato) riduzione dei rendimenti per scaglione, decisa dal Consiglio di amministrazione”. Dal bilancio di Coop si evince che il calo numerico dei soci è stato di appena 157 unità, al netto del fatto che molti soci prima della fusione Estense – Nordest – Adriatica avevano prestiti in più di una delle società coinvolte: e questa aggregazione ha fatto sì che là dove c’erano due o tre libretti, ne rimanesse uno. Sui libretti attivi si registra quindi un calo: “Le nuove aperture – si legge nel bilancio – sono state 12.295 mentre le chiusure sono state 14.402, delle quali 3.780 per decesso del socio prestatore. Sulla riduzione del numero di libretti hanno sicuramente inciso le disposizioni contenute nel Regolamento di Prestito Sociale di Coop Alleanza 3.0 volte a far sì che in capo ad un singolo socio prestatore possano essere aperti al massimo due libretti di Prestito Sociale”.
Dal bilancio si scopre infine che Alleanza 3.0 a inizio 2017, con effetto quindi sull’esercizio in corso, ha cancellato ben 500mila soci. Lo stabiliscono alcune leggi entrate in vigore già da fine 2014: “Il 27 gennaio 2017 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, (…) l’esclusione dei soci che per almeno un anno: non hanno partecipato all’assemblea e agli organismi territoriali o non hanno acquistato beni o servizi o non hanno intrattenuto rapporti finanziari, quali il prestito sociale, in conformità all’atto costitutivo”. “Dei 2.741.107 soci iscritti a libro soci al 31 dicembre 2016 – si legge nel documento – 510.545, non avendo nel 2016 intrattenuto alcun rapporto con la Cooperativa (scambio mutualistico diretto) o con alcune sue controllate (scambio mutualistico indiretto) sono stati esclusi, dandone comunicazione nel sito della cooperativa”.