Ricetta choc contro gli sfratti, l’assessore al welfare batta un colpo

sfratti-morositàSono passate due settimane da quando Erio Boldrini si è gettato dal quarto piano della palazzina dove viveva, in via Fratelli Rosselli. L’uomo, un pensionato di 64 anni, si è tolto la vita dopo avere ricevuto la visita dell’ufficiale giudiziario che gli ha notificato lo sfratto. Un dramma che ha riportato drammaticamente alla ribalta il problema degli sfratti per morosità, che a Reggio Emilia rappresentano un’emergenza da prima della crisi. Un dramma che chiama in causa direttamente l’assessorato al Welfare guidato da Matteo Sassi: l’assessore ha risposto proponendo la convocazione del solito tavolo istituzionale e ha messo in discussione il diritto di proprietà che “non può valere più della vita di una persona”. Sassi ha anche assicurato l’impegno dell’amministrazione nel cercare nuove risorse, ma da 10 anni i numeri degli sfratti non hanno fatto altro che aumentare nonostante gli interventi pubblici, che non sono mancati.

Questa volta però la proposta che arriva dalla Cgil, dal sindacato inquilini e assegnatari Sunia e a Federconsumatori, propone uno stanziamento senza precedenti: la “costituzione, nella parte corrente del bilancio di previsione 2014 del Comune di Reggio Emilia di un fondo per il contrasto alla povertà ed al disagio economico-sociale, da effettuarsi – al più tardi – in occasione del primo assestamento di bilancio, dotato delle risorse necessarie ( indicativamente 2 milioni di euro) che possano venire utilizzate con procedure tempestive, di carattere emergenziale, dagli assessorati e dai servizi per fare fronte alle situazioni di grave malessere sociale causate dalla impossibilità da parte di un numero sempre maggiore di cittadini di far fronte alle spese per beni e servizi essenziali”.

La costituzione del fondo, secondo i sindacati, è necessaria visto che il “perdurare della crisi evidenzia la necessità di mettere in campo tutte le azioni possibili volte a salvaguardare la quantità e la qualità dei servizi ed a sostenere i cittadini, le cittadini e le famiglie in difficoltà. Il recente drammatico gesto di un cittadino soggetto a sfratto dalla propria abitazione testimonia che è necessaria una risposta rapida, concreta ed adeguata da parte della comunità reggiana: in primo luogo le istituzioni, ma anche delle realtà economiche e della società civile”.

Secondo sindacato, Sunia e Federconsumatori i problemi da risolvere sono in primo luogo “quelli connessi alla disponibilità di un alloggio dotato delle necessarie utenze di servizi, alla necessità di soddisfare le esigenze alimentari ed alla possibilità per gli adulti di potersi proporre efficacemente ad eventuali offerte di lavoro e/o di prestazione di attività a fronte di sostegni economici”. Il fondo dovrebbe essere utilizzato per finanziare interventi nei seguenti campi:

Alloggio
1. Accordo anti- sfratti col Comune di Reggio Emilia e Acer, da rinnovare, potenziare ed estendere ai proprietari locatori privati;
2. Uno strumento sostitutivo del Fondo Nazionale ABI per la sospensione dei mutui prima casa, coinvolgendo gli istituti di credito presenti su piazza;
3. Rinnovo degli accordi per la rateizzazione delle bollette IREN ed estensione ad altri operatori operanti su piazza;
4. Modifica dei regolamenti ERP per favorire l’accesso ed il subentro negli alloggi liberi, lo spostamento degli assegnatari nella tipologia di alloggio più adatto, individuazione di soluzioni idonee ad accompagnare fuori dagli alloggi ERP gli assegnatari in decadenza per raggiunti limiti di reddito;
5. Immediato utilizzo del cd. “ISEE istantaneo” per la rideterminazione dei canoni Acer, in applicazione dell’Art. 34 LRER 24/2013;
6. Aumento della dotazione e delle garanzie prestate dall’Agenzia per l’Affitto;
7. Acquisizione della disponibilità temporanea di alloggi privati non occupati da destinare all’aumento dell’offerta di emergenza / prima accoglienza.

Sostegno al reddito
1. Rinnovo dell’Accordo per l’anticipo degli ammortizzatori sociali;
2. Buoni sostitutivi biglietti e/o sconti sull’abbonamento per l’utilizzo del trasporto pubblico locale;
3. Migliorare l’efficacia e coordinare la “presa in carico” dei soggetti da parte tra gli Sportelli Sociali ed il Centro per l’Impiego e tra loro e gli altri soggetti utili per la conoscenza e la gestione delle problematiche;
4. Attivare offerta di micro-credito / prestito d’onore in collaborazione con Fondazione Manodori e Banca Etica;
5. Attivare progetti di prestazione di attività utili alla comunità locale contestualmente all’intervento con aiuti economici e/o di beni e servizi erogati dal Fondo, attraverso il coinvolgimento di associazioni di volontariato, 3° settore, cooperative di tipo “B”, allo scopo di evitare la percezione di esclusione sociale dei soggetti.

Alimentazione
1. Convenzione con esercizi commerciali per scontistica e condizioni di favore dedicate ai soggetti in difficoltà;
2. Disponibilità agli sportelli sociali di buoni-pasto e buoni-spesa;
3. Coordinamento in capo all’Ente locale, sistematizzazione e potenziamento del sistema di raccolta e distribuzione delle derrate non più commerciabili.

 

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