A seggiola. Le donne “a seggiola” nelle strade più popolari di Firenze e dintorni, nelle sere di lucciole e caldo delle estati di un tempo erano la regola: si portavano le sedie da casa, le piazzavano fuori dal portone e passavano le ore a chiacchiera sotto il cielo blu scuro, senza mancare di sbirciare chi andava e veniva, e eventualmente con chi, dai portoni accanto. La luna guardava. Sporadicamente in alcuni quartieri cittadini o in alcuni paesi della cintura capita ancora di imbattersi in qualche donna “a seggiola” , ma è diventata una rarità. Finché spunta adesso, inaspettata, l’esortazione lanciata a fiorentini e popolazione limitrofa dal sovrintendente del Maggio musicale fiorentino, Carlo Fuortes: “Portatevi le seggiole da casa” .
Il sovrintendente ci mette sopra un particolare entusiasmo perché la seggiola servirà a godersi uno spettacolo inedito in città e su cui investe un grande entusiasmo . Chi vorrà restare in piedi potrà farlo, certo che la seggiola è più comoda. Non sono i pur piacevoli pettegolezzi estivi a andare in strada a fine giugno, ma il teatro del Maggio. E’ l’opera lirica a presentarsi in piazza per sette sere, trasportata su un camion intitolato , appunto, Opera Camion 2026, “Maggio in piazza”, gratuitamente per tutti: due volte a Firenze e poi a Scandicci, Pontassieve, Empoli, Montevarchi e Grosseto, dal 27 giugno al 7 luglio di questa edizione 2026 del Festival del Maggio musicale fiorentino.
L’Opera torna così a essere evento popolare, che attrae chi già la frequenta ma che incuriosirà anche chi mai l’ha ascoltata, chi passerà per caso, chi andrà per curiosità – vediamo un po’ di cosa si tratta – chi resterà catturato da musica e stelle, chi si stuferà e nessun recinto lo tratterrà, chi magari verrà da altre città , come normalmente accade per le normali alzate di sipario in teatro di un Festival noto nel mondo. Giovani, vecchi, ragazzi che la parola opera non è mai entrata nella loro vita, bambini. Le persone da sole, con gli amici, in famiglia. Libertà e fantasia per tutti.
Sul camion arriva Giacomo Puccini con il suo Gianni Schicchi, una delle opere più in sintonia con la strada e il territorio toscano . Non esclusivamente perché e’un atto unico e dunque senza necessità di tagli e più facile da seguire: sulla seggiola di casa o qualsiasi altro appoggio, o in piedi, comunque fuori da una poltrona di velluto in teatro. Ma popolare soprattutto per l’inimitabile sapore della burla irridente e toscanaccia mista alla tenerezza della storia che racconta, nella Firenze del 1299, l’impunito stratagemma dell’astutissimo Gianni Schicchi che riesce a sottrarre agli avidi parenti di Buoso Donati, appena morto, l’eredità della bella casa per regalarla alla figlia Lauretta e al fidanzato Rinuccio, permettendo così che i due si sposino, finalmente felici. Uno Schicchi senza scrupoli e di popolare furbizia ma anche padre amoroso cui è rivolta l’aria “O mio babbino caro”, una delle più note e popolari della storia dell’opera. Più opera da strada di così.
Opera Camion riporta nelle piazze moderne l’atmosfera di tempi ormai lontani e originari del teatro musicale, quando era spettacolo itinerante, popolare, da piazza e da fiera. “Fu proprio questa l’idea che mi catturò allora quando assieme e Cherstich e Toccafondo demmo avvio al progetto – racconta Fuortes – Un progetto di successo che nel corso degli anni è andato avanti spedito a lunghi passi, anzi è meglio dire su quattro ruote, e che ora approda, e ne sono felice, a Firenze.” Accadde nel 2016, quando Fuortes era sovrintendente dell’Opera di Roma. “E se l’opera tornasse in strada, non metaforicamente, ma davvero?”, avevano detto allora, tra proposta e provocazione, il regista e scenografo Fabio Cherstich e Gianluigi Toccafondo, scenografo, illustratore, autore di cortometraggi di animazione. Fuortes raccolse la sfida e fu una rossiniana Cenerentola molto applaudita.
Adesso il sovrintendente ripropone la felice esperienza con il sostegno convinto e entusiasta della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Così ecco Opera Camion, “Maggio in piazza” , un’impresa animata dal talentuoso popolo del Maggio e trasmessa da un camion che non è un contenitore ma è esso stesso il contenuto, non un mezzo di trasporto di scenografie teatrali riadattate alla dimensione camionistica, ma esso stesso scenografia e rappresentazione. Va per strada, si ferma, si apre, diventa l’opera, il luogo animato dove tutto accade e dove tutto è presente: dall’orchestra ai cantanti, le luci, i costumi, il direttore. Tutto ciò a stretto contatto con un pubblico inedito e imprevedibile, fermo o mobile che sia. Per la regia di Cherstich, immagini e disegni animati di Toccafondo. Protagonisti i bravi e giovani talenti dell’Accademia del Maggio: compagnia di canto e orchestra diretta da Pietro Mazzetti.
Firenze si anima, questa volta non di turisti a caso, ma di musica, curiosità, passione. Piace alla sindaca: “Con Opera Camion il Maggio entra letteralmente nelle strade e nelle piazze, dialoga con pubblici nuovi, coinvolge famiglie, giovani, cittadini che magari non hanno mai assistito a un’opera lirica – sottolinea Sara Funaro – È un progetto che va nella direzione che vogliamo dare alla cultura nella nostra città, sempre più aperta alla comunità, fuori dai suoi spazi tradizionali, abbattendo distanze e rendendo la musica e il teatro sempre più accessibili, inclusivi e condivisi” . Un segnale, secondo Funaro, importante “del grande lavoro avviato al Maggio Musicale dal sovrintendente Carlo Fuortes, per rafforzarne il ruolo non solo di eccellenza culturale internazionale ma di istituzione viva, aperta e sempre più vicina ai cittadini di tutte le età”. Grazie della sindaca, “per promuovere iniziative che uniscono alto profilo culturale e attenzione alla dimensione sociale”, anche alla Fondazione CR Firenze il cui presidente Bernabo’ Bocca ricorda che “ con Opera Camion gli straordinari artisti del Maggio danno vita a un’esperienza culturale e artistica collettiva. Un’ iniziativa che rafforza la collaborazione tra Fondazione e Maggio”.
Chi porterà la sedia di casa, chi passerà per caso, chi si incanterà e chi proseguirà per la sua strada. Il camion è pronto a tutto, con le sue porte spalancate e la sua anima diventata di artista di fronte a un pubblico che reagisce spontaneamente senza il filtro del teatro. Senza aspettare gli spettatori ma andandoseli a cercare e stuzzicarli in piazza, direttamente, senza confini di sicurezza, senza riti consolidati ma affidandosi solo alla forza della musica e alla spontaneità. Non ci sono guardrail teatrali di protezione, resta solo l’imprevedibilità.“Questa vicinanza rende tutto più vulnerabile ma anche più autentico – dice Fuortes – Opera e musica respirano insieme a chi la guarda e l’ascolta. Molti scoprono il melodramma per la prima volta proprio così, senza biglietto, senza codici, senza soggezione. Il camion arriva, lo spettacolo accade, poi riparte. Un teatro nomade che appare e scompare e rende tutti partecipi di un rito collettivo”.
Protagonisti della sorpresa stradale di Opera Camion, Gianni Schicchi come la sagoma industriale del camion che Fabio Cherstich anticipa di “avere immaginato, insieme a Toccafondo, non come un semplice palco viaggiante, ma come una vera macchina drammaturgica. Il camion non trasporta lo spettacolo: è lo spettacolo. È architettura, scenografia, meccanismo teatrale, presenza urbana. Arriva, si apre davanti al pubblico e trasforma improvvisamente una piazza in un luogo di visioni. Lo abbiamo immaginato come una sorta di carro funebre visionario, una casa mobile abitata da parenti avidi, fantasmi e figure dantesche. Tutta l’opera accade dentro, sopra, sotto e attorno a questa macchina scenica continuamente mutevole. Le immagini dipinte e animate di Toccafondo trasformano il camion in una Firenze deformata e popolare, grottesca e notturna, sospesa tra Medioevo, fumetto e commedia nera. L’origine dantesca dell’opera sarà molto presente nella nostra lettura visto che Gianni Schicchi nasce da un breve ma celebre passaggio dell’Inferno. Per questo, accanto ai giovani cantanti dell’Accademia del Maggio, ci saranno anche l’attrice fiorentina Maya Quattrini che interpreterà Dante e fungerà da maestro di cerimonia, e Andrea Fantuzzi che farà del morto Buoso una presenza muta e fantasmagorica che continuerà ay abitare lo spettacolo anche dopo la propria morte”.