Profumo di Iren: dagli azionisti via libera al nuovo board

Dall’assemblea degli azionisti via libera al nuovo board. Risposte fumose sui compensi
Francesco Profumo
Francesco Profumo

E’ andato tutto secondo copione in via Nubi di Magellano. Nel quartier generale di Iren si è svolta l’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il rinnovo del consiglio di amministrazione, i compensi degli amministratori e il bilancio 2012. Tutti approvati a larghissima maggioranza gli ordini del giorno che sanciscono il nuovo corso della governance della multiutility. E’ toccato al presidente uscente Roberto Bazzano rispondere alle domande e alle critiche. In compenso Bazzano non solo incasserà una buonuscita che si aggira intorno al milione e mezzo di euro, ma passerà ad un altro incarico nelle controllate di primo livello e continuerà a percepire uno stipendio che non dovrebbe essere di troppo inferiore al compenso 2012, così come l’ad Roberto Garbati. Insomma, le vie di Iren sono lastricate d’oro, almeno per i dirigenti.

Più che oro, la multiutility ha riservato molte amarezze ai piccoli azionisti, i cui rappresentanti – Mario Paolo Guidetti, Emiliano Codeluppi, Ettore Camozzi, Mirta Quagliaroli – hanno approfittato dell’unico momento disponibile per chiedere conto ai dirigenti del loro operato. Sono emerse tutte le questioni più spinose, dai compensi agli investimenti, dal debito al crollo del valore delle azioni da quando l’allora Enìa approdò in borsa. Questioni vecchie come la fusione con Iride che passeranno nelle mani di Francesco Profumo e Nicola De Sanctis, rispettivamente il nuovo presidente e il nuovo ad di Iren.

Profumo di IrenBazzano non si è sottratto al fuoco di fila ma con consumata abilità ha aggirato le domande più imbarazzanti, a cominciare dal proprio compenso. Perché se è vero che la crisi ha costretto l’azienda a rivedere investimenti e politiche di business – e ha offerto anche molti alibi per giustificare scelte che si sono rivelate errate – l’unica riforma immediatamente applicabile è la riduzione dei compensi. Invece Bazzano e Garbati resteranno alle dipendenze della società in qualità di dirigenti e in due guadagneranno una cifra sulla carta inferiore del 30% rispetto all’anno scorso. Sulla carta; in quanto tra rimborsi e gettoni di presenza, il loro introito ancora non è dato a sapersi. A questa cifra andranno aggiunti i circa 700mila euro da suddividere tra Viero, De Sanctis e Profumo. In totale, dunque, il loro costo non sarebbe troppo distante dall’1,5 milioni di euro spesi finora dall’azienda per i quattro componenti del comitato esecutivo. Peccato che Alessio Mammi – sindaco di Scandiano e presidente del subpatto dei 45 Comuni reggiani che controlla il 12% di Iren aveva detto che avrebbe portato a un calo di circa il 50% delle spese per gli amministratori.
Con buona pace dei piccoli azionisti.

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